Briefnr. 5

Malaspina an Gallio - Venedig, 1580 September 19

Band 1

Regest

Ankunft in Venedig. Eingehende Aussprache mit Patriarch von Aquileia über dessen Junsdiktionsstreit mit Erzherzog Karl.


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Arch. Vat. Kunz. Germ. 100, f. 20r—22r, Orig.; Schrift teilweise durch
Tintenfraß zerstört.


Io gionsi qua hiersera di notte et fui accolto da mons. nuntio con molta benignità.1Questa mattina S. S. Revma ha fatta invitar a desinar seco mons. patriarcha, 2col quale ho diffusamente discusso delle pretensioni che egli ha con il Sermo arciduca Carlo et in effetti di quell che tocca al dominio et iurisdictione temporale, che pretende di ragione 14doverle pervenire della città d’Aquileja et totalmente escluso et tutto il dominio et iurisdictione è appresso S. A. 3Quanto poi a quello che pertiene alla iurisdictione spirituale, mons. patriarcha confessa di poterla esercitar liberamente senza impedimento alcuno. Hora perché il primo, dopo della iurisdictione temporale e negocio, che patirà forse diverse difficoltà et sarà materia longa, et perciò havrà bisogno di tempo per cavarne bon frutto, massime che mons, patriarcha ha opinione che il.. . adifficile S. A. nel restituire il dominio temporale non nascha da altro che dalla gelosia che S. A. ha di questa republica, hora che questi signori hanno mosse certe pretensioni sopra il loco di S. Vito, sottoposto nel temporale al patriarcha, potrà forsi essere che al’arciduca creschi la gelosia et suspitione che la signoria non vadi a camino, de’ farsi a un certo modo patrona della iurisdictione temporale del patriarcha col procurar d’haverle sopra una sopra intelligentia tale, che debiliti et anichili tutto il dominio suo; et, se bene egli pretende che questo motivo delli signori Venetiani le debba giovare con S. A. et ministri suoi, io con tutto ciò ne vo dubitando et più tosto inclino alla contraria parte. 4Et perché dalla instruttione che V. S. Illma me ha data comprendo il bisogno che ha la chiesa et clero d’Aquileja d’esser reformata et restituita la pristina disciplina ecclesiastica, son’ andato destramente et con dolcezza investigando da mons, patriarcha et da mons. coadiutore 5da che procede che, havendo le Signorie loro Rmc la obedientia in quell che si pertiene al spirituale, quella chiesa et clero sia in così mal termine et in effetto ogni mal procede dal non esservi al governo se non operarii mercenarii, et Dio sa quali ad quos nihil pertinet de ovibus et il trattar che mons. patriarcha né il coadiutore pensino di andar in quelle parti, se prima non se determina il negotio della iurisdictione temporale, è cosa che l’uno et l’altro di questi signori l’ha per impossibile, di modo che per rispetto del temporale che come servo è subordinato al spirituale, quella chiesa è stata tanti anni senza pastore e per starvi ancora 15qualche tempo, se Dio benedetto non ci provede, poiché il trattare che li principi restituischino a questi tempi non una città situata come quella, ma una ben vile villa è cosa difficile, come V. S. Illma sa. Et in vero è grandissima compasione che una chiesa così insigne, che ha iurisdictione così ampia et importante, che da una parte si dilata insino a Neustal, vicino a Viena diece leghe, bda un’altra appresso a Brunich, loco del’ arciduca Ferdinando, et per un’altra insino alli confini del vescovo di Lubiana et poi da una altra insino a Grazt 6stia sempre senza pastore, ma etiam Dio senza ministri che le apportino utilità alcuna. Et mi par che ci vadi della reputatione della natione Italiana che, havendo iurisdictione in paesi così infetti, ne’ quali però non è impedito il poter procurar frutto, poiché mons. patriarcha ci tiene al presente sette o otto vicarii foranei 7quali poverelli forse manco cultivati et aiutati che nelle altre parti convicine. Io però andavo tra me stesso discorendo se fosse espediente il far visitare quella chiesa et clero con tutta la iurisdictione d’havendo da venire presto a Roma mons. patriarcha, 8che così dice di voler fare, operare, che egli nominasse persona atta a questo ministerio o vero che S. Stà lo facesse senza altro et in quello che pertiene alla iurisdictione sottoposta nel temporale al’arciduca, et altri se si rendessero cdifficile di acettare visitatore, che non fosse della natione, si potrebbe servirsi d’alcuno de’ padri Jesuiti, quali sono molto amati et quanto al bisogno molto oportuni. 9Ho voluto representare a V. S. Illma tutto questo mio pensiero, accioché lei, che intende queste materie non superficialmente et senza fondamento come faccio io, sapendo ancor da me il stato presente, possi ordinare quello che giudicarà più espediente, ché in questo altro non mi ha mosso a scrivere se non il dubitare che, se bene fra qualche tempo il patriarcha recuperasse la iurisdictione temporale, non sia talmente smarita la iurisdictione spirituale, che non habbia poi né l’una né l’altra, come la esperientia ogni giorno mostra.

Domattina, piacendo al sig. Dio, mi partine et credo d’esser tra sei o sette giorni a Grazt...


Fußnoten

  • 1 Alberto Bolognetti, 1578—1581 Nuntius in Venedig (Biaudet, Les Nonciatures, S. 143; Ritzler, Visita Apostolica, S. 161 f.). 
  • 2 Alvise Giustiniani: Hierarchia Catholica III, S. 114. 
  • 3 1542 besetzten österreichische Truppen Aquileia (De Renaldis, Memorie storiche dei tre ultimi secoli del Patriarcato d’Aquileia, S. 247). 
  • a Ms.: ein Wort unleserlich. 
  • 4 Am 20. Juli 1580 dekretierte der Rat der Zehn in Venedig, daß alle Untertanen des Patriarchen die Lehen vom venezianischen Luogotenente in Udine nehmen müßten. Der sich widersetzende Hauptmann des Patriarchen in S. Vito, Ortensio Isolani, wurde daraufhin verurteilt und des Landes verwiesen (De Renaldis a. a. O., S. 326 f.). 
  • 5 Paolo Bisanti, Bischof von Cattaro, Suffragan und Koadjutor des Patriarchen von Aquileia (Udine, Biblioteca Arcivescovile, Cod. 105). 
  • b Ma.: legge. 
  • 6 Die Angaben über die Ausdehnung der Diözese Aquileia bis gegen Wiener Neustadt, Graz und Bruneck sind höchst ungenau. 
  • 7 Die Archidiakonatseinteilung der Diözese Aquileia bei Paschini, Storia del Friuli I, S. 314 f. 
  • 8 Siehe Nr. 15, Anm. 6, und Nr. 25, Anm. 6. 
  • c Ms.: rendendessero. 
  • 9 Über die Visitation siehe Nr. 161.