Briefnr. 52

Aldobrandini an Portia - Rom, 1592 November 14

Band 3

Regest

Auftrag an Portia zur Prüfung der gegen B. von Eichstätt vorgebrachten Beschuldigungen und zur Sendung der für den Prozess Berchtesgaden gebrauchten Unterlagen. Auftrag an den B. von Gurk zur Berichterstattung über die vier außerhalb des Klosters lebenden Berchtesgadener Mönche. Stets zu Diensten für Hzg Wilhelm und seine in Rom erwarteten Söhne bereit.


Archiv

Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 49 a, f. 11r–14r, Kopie.


Quest’ultimo ordinario ha portato una lettera di V. S. Ill.ma per N. S. de 21 et quatro per me due de 21 et due de 24 del passato1, nell’ultima delle quali erano poche linee di cifra, con l’aviso ch’è stato ben inteso da N. S. et questo basterà di risposta a quella parte, all’altre si risponderà per ordine.

Le cose d’Eistadio2si nominavavano dopo ’l primo aviso havuto da lei, et altri offitii fattone dal signor duca di Baviera con le seguenti a V. S. i raccommanderà quella cura che le inviaranno i brevi necessarii 3, a fine che quando il negotio Berchdesgadense lo permetta vi si trasferisca in persona 4, poiché ’l luoco è vicino et procuri di mettere buoni ordini et buon rimedio a quei mali, in tanto senza dichiararsi di dover andare, potrà con qualche speranza che con l’autorità di N. S. sia per ritrovarsi modo di finire quei pericolosi contrasti tenere così ’l vescovo come ’l capitolo in sospeso, a fine che non si precipitino in qualche pericolosa 91risolutione mostrando in specie al vescovo che le accuse contro di lui o non arrivano qua tutte o non si credano tutte, et mostrandosi suo affettionato per guadagnarsi seco credito et autorità in modo però che non si dia ombra alcuna al capitolo che in questo modo potrà poi ella reggere la barca con maggiore speranza di condurla in porto.

Quanto al processo che si forma nella causa Berchdesgadense N. S. vorria che s’andasse per via certa et ch’ella sollicitasse le parti quanto è possibile a spedirsene dichiarando loro d’havere commissione d’avvisare, da chi deriva la colpa della tardanza, et che da questo S. S.tà sia per far giuditio che quella parte confide meno nelle ragioni sue; in questo modo si doverà tosto venirne a fine mediante la diligenza sua, et le proteste di non volervi ne potervi perdere più tempo per havere da evacuare altrove altre commissione di S. B.ne, et raccolte che sieno le scritture con la commodità che le da l’alcune tardanza di farne doppia copia ne potrà inviare una qua in diligenza o anco parte per parte quando le paresse convenire et che potesse servire di lume securo nella causa.

Intanto haverà a dichiarare in quella forma che le parerà migliore che a quei quatro frati scandalosi non competa ragione o participatione alcuna nel monistero di Berchdesgaden, né possa competere nell’avvenire fin ch’essa non haveranno purgati le colpe che vengono loro apposte, né sarà se non bene avertire il vescovo di Gurg che osservi bene i portamenti loro, li faccia stare in obendienza; né li tenga tutti in un luoco solo et avisi con confidenza et rogando la sua conscienza o V. S. Rev.ma o N. S. quali saranno i meriti, i demeriti di costoro, aciò conforme a quelli sappiamo poi regolare nel fine della causa; et perché si levi ogni occasione di . . . (?) si potrà nel medesimo tempo inhibire anco a quelli che rimangono in Berchdesgaden che in occasione di morte del preposito ne anco essi ardiscano di trattare o pensare ad altra elettione, il che però s’ha da fare di maniera che a i primi paia questa specie di castigo a gl’altri no. Et perché non resti il monistero fra questo mezzo in diminuatione del divino culto, solleciti ella di rimettervi almeno qualche buon religioso che sia di sodisfattione al vecchio preposito et di buon essempio a gl’altri. Alla riforma sì come hanno giudicato gl’illustrissimi miei signori della congregatione Germanica, così pare veramente convenevole che non si pensi fin al fine della causa, aciò all’hora si possa instituire con buon ordine et durabile quando conosceranno quei monaci l’insegna certa sotto la quale hanno da militare.

V. S. Rev.ma m’ha fatto singolar piacere in certificare il ser.mo signor duca di Baviera dell’animo ch’io tengo inchinatissimo al suo servitio con ogni pienezza di devotione, quale, mentre m’ingegnarò di mostrare qui in ogn’ cosa sua o de ser.mi figliuoli che sono aspettati da tutti con incredi92bile desiderio 5s’ella andarà anco confirmando co’l suo testimonio, non la lascierò mai in debito di pagare la segurtà perché sarei cieco se non conoscessi i meriti della virtù, pietà et grandezza di quel prencipe, co’l qual offitio mi venirò anco obligando più a V. S. Rev.ma . . .


Fußnoten

  • 1 Alle fünf Schreiben nicht vorhanden. 
  • 2 Beschuldigungen gegen den B. von Eichstätt. Siehe Nr. 46. 
  • 3 Breven von 1592 November 21 an B., Suffragan und Kapitel von Eichstätt: Arch. Vat, Arm. 44, vol 38, f. 137r–138r. 
  • 4 Portia begab sich erst im März 1593 nach Eichstätt: Sax, Die Bischöfe II, 475. 
  • 5 Die beiden bayerischen Prinzen Ferdinand und Philipp kamen erst am 8. Dezember 1592 in Rom an: Nr. 38.