Regest
Bevorstehende Wahl eines Koadjutors in Eichstätt. Verhandlungen mit Graf von Öttingen über Zuwendung des Klosters der Hl. Brigitta an Franziskaner oder Jesuiten.
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Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 49 a, f. 46r—47r, Kopie.
Brieftext
Non si sono vedute questa settimana lettere di V. S. Rev.ma, né a me occorre altro che dirle, senonché con questa verranno i brevi per la coadiutoria d’Eistadio, ove s’haveria ella a trasferire affinché le cose passino come conviene1. La principale intentione in questo maneggio deve essere del servitio di Dio, et del maggior bene di quella chiesa, il quale se si conoscerà consistere nella elettione d’uno de prencipi di Baviera 2, N. S. per l’affettione che porta loro restarà molto contento che si facerà per tal fine tutto quello che si può, et che V. S. Rev.ma facerà sapere al ser.mo signor duca di haver tal commissione. Ma ritrovandosi in questo qualche difficoltà insuperabile, s’ha da procedere che non s’impedisca fuori di proposito il disegno ordito per la salute della chiesa, et per essempio d’altri, il che S. S.tà è ben sicura che sarà anco considerato da S. A. nel modo che conviene alla religione et pietà sua, et al proprio interesse suo et de figli a quali si faria notabile pregiuditio se si tentasse cosa non riuscibile, et si desse occasione a quelli che non gli amano di formentare le calunniose voci altre volte sparse a che si deve havere per servitio di quei virtuosissimi prencipi avertenza come V. S. Rev.ma saprà molto ben fare.
179Nella Congregatione Germanica s’è essaminato il negotio del conte d’Ettinga3intorno al monastero di S. Brigida, nel quale intende di collocare padri franciscani dell’osservanza, in che si è veduta la pietà et zelo del conte, al quale però è stato giudicato convenire di mettere in consideratione quel che potria essere maggior bene, et maggior merito suo con frutto incomparabile de suoi sudditi, il che pare che si potria cavare col dar quel luogo più tosto alli padri del Giesù che vi manteneriano almeno una residenza, et si potriano obligare a trattenere in Dilinga o in Ingolstadio certo numero di alunni nominati dal medesimo conte, onde avverebbe che in pochi anni il suo stato abbondasse d’huomini dotti, et i popoli ricevessero gran commodo nell’educatione de figlioli 4.
Potrà però essere che questo disegno incontrasse de molti impedimenti et forse anco insuperabili, però il secondo partito saria di assignare a padri del Giesù parte di quelle entrate affinché essi medesimi ne cavassero il sostentamento per il numero degli alunni da nominarsi dal conte o da gli heredi suoi perché, lasciando la contributione in arbitrio d’altri, in pochi anni potria accadere che cessasse il pagamento e s’estinguesse l’opera, né in così grosse rendite pare che per una tal opra, sì utile et sì necessaria basti ad assignare cinquecento scudi, però conveneria accrescerli almeno sin alli mille, poiché in ogni modo parte maggiore ne rimarrebbe a padri dell’osservanza, o alla sacristia loro tutto che V. S. Rev.ma haverà a trattare col conte in modo che non possa causare impedimento alla prima propositione perché in quella istessa consiste pure qualche riparamento del culto divino, et qualche migliore indirizzo alla salute del la anime. Però sollecitarà anco di cavare tosto la rissolutione affinché si possa esseguire nel miglior modo che parerà convenire, procurando anco che sia dato carico qui a chi attenda alla speditione. Non si mandano altrimente i brevi per non essersi spediti in tempo.