Briefnr. 143.3

Portia an Aldobrandini - Graz, 1600 Juni 19

Band 5

Regest

Portia hat die Erzherzöge erneut darauf hingewiesen, dass sie die Unterstützung seitens Spanien der Initiative Aldobrandinis zu verdanken haben. Portia wurde vom venezianischen Nuntius [Offredi] über seine Abberufung aus Innerösterreich unterrichtet und bedankt sich bei Aldobrandini für dessen Bemühungen in dieser Angelegenheit. Bittet Aldobrandini um weitere Unterstützung bei der Apostolischen Kammer bezüglich offener Rechnungen.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III 68 CD, fol. 157r–158r, Orig. [Eigenh.]


Significai a V. S. Ill.ma la settimana passata1quello che io havevo inteso circa l’aiuto delli trentamila scudi venuto di Spagna a questo Arciduca, et con questa confermandole l’istesso, mi resta dirle ch’io ho fatto con S. A. et con l’Arciduchessa l’officio ch’io dovevo perché conoscessero et riconoscessero dagl’officii et solecitudine di V. S. Ill.ma gran parte di questo effetto et così han dimostrato di ricevere et sentire, se ben la Regina se ne vuole attribuire anch’ella la sua parte. Han anco gli medemi Prencipi dimostrato di confidar et sperar più che mai in V. S. Ill.ma et nella mia affettione et buona corrispondenza, la quale gl’habbi a durare et continuare in ogni tempo, et io gl’ho confirmati in questo come dovevo con ogni possibil maniera, 342potendo V. S. Ill.ma assicurarsi di haver in questi Prencipi una sincera et affettuosissima volontà, della quale ella si potrà valere a suo beneplacito in ogn’occorrenza che le piacerà in queste et in altre parti ancora.

Con l’ordinario di questa settimana io ho havuto avviso da diverse parti et in particolare da Monsig. Rev.mo di Malfetta della gratia che la S.tà di N. S. m’ha fatto di destinarmi successore et di richiamarmi da questa carica2, di che io ho reso gratie humilissime a S. D. M.tà, come humilmente le rendo anco alla S.tà di N. S. et a V. S. Ill.ma ancora ne debbo la sua parte, poiché mi persuado che havendo ella tenuto memoria qual fosse il senso et desiderio mio sin dall’anno passato ch’io ne incaricai il Provinciale ch’era stato qui di Hungaria dell’ordine di S. Domenico 3, il quale lasciò poi imperfetta questa trattatione per la sua morte, che ella si sarà anche degnata di promuovere questo mio ragionevol pensiero et desiderio nella meglior maniera che le sarà parso convenire, poiché posso dir a V. S. Ill.ma, come mi ricordo di haverle scritto pochi giorni sono 4, ch’io non potevo più ricevere qui consolatione alcuna che d’una semplice speranza di poter sodisfar occorrendo et servir a qualche particolare pensiero di V. S. Ill.ma, dubitando dall’altro conto di disgustar S. B.ne in chiederle fors’importuna licenza aet pro curar di porlo in neccessità di cercar et proveder di Ministro nuovo in questa carica, se ben non ho mai dubitato che non si fosse per trovar sogetto di ingegno et attitudine anche meglior di me, come intendo in effetto che si sia trovato et eletto, tale ch’io ne spero ogni bene et profitto. Et perché il periodo delle mie fattiche in Germania ha havuto quel termine ch’io non potevo desiderare né quasi augurarmi maggiore con quei progressi della Religione che si son fatti con la buona gratia et sodisfattione della S.tà di N. S. et di V. S. Ill.ma, io mi truovo consolatissimo et tanto maggiormente obligato, quanto che ella, certissima della mia servitù et devotione et di questa obligatione oltr’all’altre infinite, potrà servirsi sempre della mia fedele et devotissima volontà con prestezza, prontezza et securezza molto maggiore, trovandomi in Italia senza tale et tanta obligatione di negotio così lontano, la quale per 343longhezza di tempo et qualità sua era ridotta a termini che quasi si poteva dire rilegationi.

Supplico anco humilissimamente V. S. Ill.ma a favorirmi nel particolare de conti con la Rev.ma Camera5et di quella gratia che le parerà che si convenghi alla qualità delle fattiche et danni ch’ho patito et pato per quelle provisioni d’Armi in tempi miserabilissimi di guerra et di peste, oltr’all’altre incommodità di questa così lunga et difficil Nuntiatura (et per Germania tutta, che vuol dir’ molto), persuadendosi ch’io mi truovi in qualche sconcerto delle cose mie, oltr’a che mi è anco poi venuto quest’anno la grandine sopra tutte l’entrate del mio Vescovado, di che sia sempre lodata S. D. M.tà de cuius manu omnia bona suscepimus.

V. S. Ill.ma mi aggiungerà obligatione immortale et al cumulo de benefici de quali io mi conosco debitore, questo sarà anche grandissimo, restando io all’incontro nel mio antico ordinario et fermo proponimento di viver sempre sotto l’ombra et protettione di V. S. Ill.ma et di esporre servendola quanto io haverò et potrò in ogni tempo di mia vita. …


Fußnoten

  • 1 Nr. 141.2. 
  • 2 Kardinal San Giorgio hatte Offredi am 3. Juni 1600 über die Abberufung Portias von der Grazer Nuntiatur und die Neubesetzung durch Orazio Spinola informiert: vgl. San Giorgio an Offredi, Rom, 1600 Juni 3, ASV, Fondo Borghese, serie III 4 B, fol. 142r–143r. Portia kündigte Belissario Vinta am 19. Juni 1600 seine Abberufung von der Grazer Nuntiatur an und vermutete, dass er bereits im folgenden Monat nach Italien kommen könne: vgl. Portia an Vinta, Graz, 1600 Juni 19, ASFi, MdP 4464, [o. fol.]. Zur Person Orazio Spinola: vgl. Nr. 145.1. 
  • 3 P. Nicolò Lucheschi: vgl. Nr. 47.1. 
  • 4 Nr. 139.2. 
  • a Ergänzt nach Kopie in DAG. 
  • 5 Vgl. Nr. 96.3, 122.2, 129.1, 132.1, 132.2, 138.4, 140.3.