Briefnr. 89

Malaspina an Gallio - Graz, 1581 Mai 7

Band 1

Regest

Vorschläge zur Beilegung des Jurisdiktionsstreites zwischen Erzherzog Karl und Erzbischof von Salzburg. Differenzen zwischen Patriarch von Aquileia und Venedig. Bestätigung des erwählten Bischofs von Bamberg und Verbleiben Hoffmanns als bambergischer Vizedom in Villach. Mißfallen des Kaisers über enge Kontakte der Ungarn mit König von Polen. Bitte Erzherzog Karls um Maßnahmen des Papstes zur Verhinderung einer Wendung des Königs von Polen gegen Deutschland nach Friedensschluß mit Moskau. Verkauf von Gütern des Klosters St. Lambrecht.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 274r—275v, Orig.


Da la lettera di V. S. Illma, che mi ha reso il p. Possevino, ho veduto il desiderio che la Stà di N. S. ha che ne le differentie tra S. A. et l’arcivescovo di Salisburgo, in materia dela jurisdictione ecclesiastica, si ritrovi qualche temperamento, acciò il culto divino non habbia per sempre a patire,1come hora fa grandemente per tal rispetto. Et se bene sono molti giorni che io feci sapere a l’arcivescovo con lettere 2che poteva mandar subito li commissarii per dar principio a la trattatione, nondimeno non sono ancora comparsi, né io ho havuto risposta alcuna. Et credo che, per haver toccato io alcuni punti circa l’applicare alcuni rimedii a la corruttione dela disciplina ecclesiastica dela sua diocesi, egli che fugge et spesa et fatica et ha il consiglio infettato di heretici et il fratello che governa ogni cosa, heretico fino, 3habbia 244perciò per consiglio loro differito insin’hora il rispondermi et forse verranno un di questi giorni li commissarii et a bocca con una lettera credentiale penserà di satisfare. Con tutto ciò io sono andato pensando che si potrebbe accommodare le differentie in questa forma, cioè che ne li juspatronati ecclesiastici o dove loro hanno jus advocatie, che in questi tali li ordinarii habbiano et nel spirituale et nel temporale ogni potestà, esclusa totalmente il principe, et questo spero si otterrà da S. A., neli juspatronati laicorum o dove loro hanno il jus advocatie, che il spirituale sia a la dispositione simplice del’ ordinario; ma che quanto al temporale, quando si vorrà instituire la visita, che l’ordinario nomini uno et S. A. un altro, li quali habbiano eguale potestà ncla visitatione d’esso temporale, a questo li ministri di S. A. non condescendono ancora, ma forse si contentaranno et io di già ne ho convinti alcuni, li quali mi promettono di voler star saldi in questo. 4

Quanto poi al dare il possesso temporale, io havevo pensato di ridurre questo capo ne la forma che si tiene sotto il dominio de’ signori Venetiani et non despero affatto che S. A. non sia per acquetarsi.5

Circa le alienationi de’ beni che ogni giorno fanno li ecclesiastici, oltre che già io l’ho prohibito espressamente, spero ancora che si manderà un’informatione a S. Bne acciò si habbia luce buona, come si debbia procedere quando occorrono simili casi.6Hora perché S. A. starà fuori un mese 7et forse più, ne la sua absentia non si può far cosa alcuna. Io desiderarei, acciò potessi trattar il negotio con fondamento et satisfattione di N. S., che V. S. Illma mi facesse gratia di avvisarmi se approva quello che di sopra ho detto o, non approvandolo, ordinarmi ciò che io debbo fare. 8

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L’arciduca Hernesto ha scritto a S. A.9che advertì molto bene che ne la trattatione che si farà con l’arcivescovo di Salisburgo non condescendi a cosa che possi pregiudicare a la possessione che ha S. Mtà Ces. ne li lochi soggetti in spirituale al sopradetto arcivescovo. Et questo offitio ha molto intepidito l’animo di S. A., ma ho cercato di animarlo più che ho potuto et ho scritto a l’arciduca et dato le lettere al p. Possevino, acciò faccia offitio con quella Alteza che non impedischi opera così utile et necessaria per il buon governo spirituale di queste provincie. Ho ancora dato a detto padre una instruttione et lettere credentiali di quello che io desidero che da S. M. Ces. et da l’arciduca Hernesto sia detto a questo principe. 10

S. A. mi ha fatto dare l’inclusa lettera11circa le differentie di mons. patriarca et la Serma Signoria; mi è parso bene che V. S. Illma la vedi.

10 non posso lasciare d’avvisare V. S.Illma, se bene Dio benedetto sa che mal volentieri lo faccio, che l’Offimam, dopo che si è saputo la confirmatione dell’eletto di Bamberga, va spargendo per ogni cantone che egli sapeva bene che costà per non si perdere li danari de la confirmatione havrebbono confirmato l’eletto, et non remosso lui, essendo che l’eletto era risoluto di non voler la confirmatione se era astretto a toglierli il governo di Vilacco, et S. A. giudica che il vescovo non sia più per rimoverlo.12

Il p. Possevino mi consegnò a la sua partita ducento quaranta scudi d’oro per l’effetto ch’egli deve senz’altro scrivere a V. S. Illma. Io non mancarò di farli distribuire utilmente et fedelmente per quanto saprò et potrò.13Ho dato la cura a quello che era curato costì in S. Giacopo scozza cavalli, il quale governa la mia famiglia, et l’ho ritrovato fedele et pio, et credo che V. S. Illma ne habbia notitia. 14

S. A. mi communicò con molto secreto, et mi pregò a darne parte a N. S., che S. Mtà Ces. era avvisata che gl’Ungari havevano molte strette pratiche col re di Polonia,15il che causava molta gelosia 246ne l’animo di quella Mtà che sapeva la mala sodisfattione che quella provincia ha et di lei et de’ suoi ministri, et che però S. A. supplicava N. S. che avvertisse che, pacificandosi il Moscovito con il Polacco, 16non sia quel re per convertire l’armi in Germania con notabile detrimento di tutta la Christianità, et se bene mi persuado che il nuntio Ces. havrà già tempo fa penetrato tutto questo et scritto a V. S. Illma, nondimeno mi è parso di sodisfare al desiderio di S. A.

L’abbate di S. Alberto17è veramente religioso, buono et solo egli ha mantenuto in tanto corrutione dela regolar disciplina il suo monasterio con buon numero di frati. Voleva a li giorni passati fare una alienatione de’ beni del monasterio per pagare certi debiti. Il consiglio di S. A. non volse admetterla senza mio consenso, et io non lo volsi dare, intendendo da molti che il monasterio è richissimo. Havevo di già supplicato S. A. che facesse offitio con S. Stà che l’aiutasse con una quantità de danari, et voleva che io scrivessi a V. S. Illma, ma non lo volsi fare; ultimamente si è risoluto di mandarmi le lettere sue et del principe per N. S. 18Io le ho promesso di farle dar buon ricapito, se parerà a V. S. Illma che ritrovandosi pure che il monasterio sia indebitato, se le dia licentia di alienare, io crederei che non fosse se non bene. Egli non è molestato né dal principe né da li ministri, anzi amato da tutti né ha S. A. che trattare seco in materia di contributione, né egli si lamenta di questo 19...


Fußnoten

  • 1 Nr. 78. 
  • 2 Nicht vorhanden. 
  • 3 Der 1561 reorganisierte Hofrat, die eigentlich regierende Behörde, die auch für alle geistlichen und weltlichen Lehensachen zuständig war, scheint sich nicht bewährt zu haben, denn Georg von Kuenburg wurde in der Wahlkapitulation zu seiner Reform angehalten (Widmann, Geschichte Salzburgs III, S. 136 f.). Erzbischof Johann Jakob von, Kuen-Belasy hatte folgende Brüder: Hans, erzherzoglicher Rat und Landeshauptmann von Tirol; Dietrich, Domherr zu Trient und Brixen; Rudolf, Domherr zu Trient und Brixen; Kaspar, Deutschordensritter; Rudolf, kaiserlicher Geheimer Rat; Jakob, salzburgischer Landeshauptmann, der gegen die Wahl eines Koadjutors war und am ehesten der hier genannte Bruder sein könnte (Mayrhofen, Genealogien des tirolischen Adels, Lebende Geschlechter I, Nr. 47. Innsbruck Museum Ferdinandeum; Schellhass, Ninguarda II, S. 303). 
  • 4 Vgl. Nr. 100 und 107. 
  • 5 In Venedig hatte die weltliche Gewalt gegenüber der kirchlichen in der Regel eine gute Position. 
  • 6 Vgl. Nr. 19, Anm. 33. 
  • 7 Siehe Nr. 85, Anm. 4. 
  • 8 Siehe Nr. 100, S. 287 f. 
  • 9 Schreiben nicht vorhanden. Vgl. Nr. SS, S. 239 ff. 
  • 10 Schreiben nicht vorhanden. 
  • 11 Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 276r, Brief vom 25. April 1581. 
  • 12 Hoffmann wurde erst von Ernst von Mengersdorf, dem, Nachfolger des eben bestätigten Bischofs von Bamberg, Martin von Eyb, im Jahre 1584 seines Amtes als Vizedom enthoben (Huher, Hoffmann, S. 148—158). 
  • 13 Vgl. Nr. 85, Anm. 26. 
  • 14 Name nicht bekannt. 
  • 15 Stephan Bathory hatte als Fürst von Siebenbürgen auch nach seiner 1576 erfolgten Wahl zum König von Polen in Ungarn eine wichtige Stellung. 
  • 16 Vgl. Nr. 78, Anm. 2. 
  • 17 Johann Trattner, 1562—1591 Abt von St. Lambrecht (Lindner, Monasticon, S. 53). 
  • 18 Schreiben Erzherzog Karls an Gregor XIII. vom 14. April 1581 (Arch. Vat. Nunz. Germ. 78, f. 222r—-223r, Orig.; Theiner, Annales eccl. III, S. 260 f.). 
  • 19 Vgl. Nr. 63, S. 181, und Nr. 100, S. 287 f.