Briefnr. 148

Malaspina an Gallio - Graz, 1582 März 17

Band 1

Regest

Meinungsverschiedenheit über das Ausmaß der den Häretikern gewährten Toleranz. Versprechen Erzherzog Karls zur Exekution des Religionsdekretes. Landesfürstliche Maßnahmen gegen Hoffmann. Vertreibung der häretischen Prediger aus St. Veit in Kärnten. Reinigung von Fiume, Görz und Triest von jeder Art Häresie. Tod Orazio Malaspinas.


Archiv

Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 435r—437r, Orig.
Ebenda f. 432r—434r, Duplikat.


Le interpretationi, che gli heretici danno a le tolerantie insin’hora permesse et concesse da S. A. in materia di religione,1sono molto differenti se non al vero senso de le parole d’esse, che difficilmente si può salvare, almeno totalmente contrarie a quello che noi pretendiamo. 2Il che quando fosse stato così in essistentia, come appare in apparentia, conforme a la consultatione di S. Mtà Ces., la 399quale senza dubio è l’istessa che fu communicata meco, certo non si sarebbe, quando ancora si fosse ottenuto, ciò che S. Mlà proponeva, sollevato in cosa di momento l’infelice stato de la religione. 3Et perciò non è possibile che io con honor mio volendo sodisfare a l’universale de li catholici, a’ quali non posso communicare la risolutione di S. Mtà et altri secreti et circonstantie, havendo loro conceputo grandissima speranza con la mia venuta, aspettando essito anco forse maggiore del decreto publicato, condescendere che si venghi a quella genuina interpretatione, che altre volte ho scritto esser di mente di S. A., et quanto a me eleggere più tosto che per hora le cose restassero sospese che permettere questo, essendo le concessioni di S. A. realmente secondo la vera interpretatione tali, che non si possono né si devono tolerare, poiché da la tolerantia d’esse ne nascono molti mali 4et da la interpretatione, che S. Mtà vuole che si dia, non si può sperare bene alcuno. Ma quando la dichiaratione de le concessioni habbia effetto realmente conforme al decreto publicato da S. A., al quale pertiene l’interpretare le parole et mente sua, in tal caso io restarei grandemente sodisfatto, perché sperarei quelli frutti che ne la mia de li 24 5acennai a V. S. Illma, né mi perderei d’animo per essere il male penetrato tanto oltre, che quando sono arrivato qua, non ostante che ci sia principe catholico et così insigne collegio di Giesuiti, non ho ritrovato né fra nobili né nel senato né tra cittadini niun catholico et ne la plebe rarissimi et nel consiglio et corte di S. A. pochi, 6perché quando alcuna cosa si ottenesse, sperarci che se bene a poco a poco si devrebbe aspettare che la piaga si sanasse, nondimeno quel signore che per mezo del vicario suo havrebbe operato et nel principe per la prontezza sua nel tentare et ne gli heretici rotto il duro et ghiacciato core loro in così breve tempo che altri non hanno potuto fare ne l’acquisto d’una anima sola, che S. D. Mtà fosse per perfettionare l’opere col dare un incremento secondo il bisogno et conforme al desiderio nostro.

Ma havendo gli heretici fatto alcune osservationi circa il decreto et postillatolo in modo che ne hanno dato ad intendere che penetrano li nostri intenti insino a la midolla d’essi, io mi sono molto contristato. Et in vero come si può, havendo S. A. espressamente et in voce et in scritto promesso che vuole lasciare ogn’uno libero in conscientia, 400hora dichiarare che questa propositione s’intenda da una parte ad un modo et da l’altra a un’altro, cioè quanto a li nobili si ha havuto tale intentione, quanto a le città non, 7et per la propositione è indifferente, et come è possibile trovar senso che si possi tirare in nostro favore circa il jus advocatiae, havendo S. A. concesso altre volte le chiese, che gli heretici occupano, 8et hora dice che ha inteso di quelle che possedono senza contradittione, cosa che quanto più è in favor nostro, poiché in tutte le chiese che loro hanno o S. A. o li prelati ci hanno pretensioni, tanto maggiormente li fa stare duri et ostinati.

Ma è hormai tempo che con questi turbidi avvisi ne dia ancora alcuni di sodisfattione. S. A. mi ha promesso che più tosto che cedere o ritirarsi dal contenuto del decreto publicato,9è risoluta che venghi il Turco con tutto il resto che costoro minacciano, et così ha protestato in pleno consilio, che ci erano presenti alcuni heretici, aggiungendovi il giuramento; però si deve sperare che al fine si superaranno le difficoltà. Ha commandato a l’Hoffmam che non si nomini più vicedomine de li lochi del vescovo di Bamberga, ma li sia dato titolo assai inferiore, et similmente per il decreto fatto contra la persona sua non ha ne la dieta havuto né voto né loco. 10

Ha ancora S. A. con infinita sodisfattione de’ catholici scacciato di S. Vito, città principale in Carintia, li predicatori heretici. Et quel popolo è così perverso che ha lasciato morire non so che fanciuli senza battesmo per non li voler fare battezzare da li nostri sacerdoti.11

Si è ancora S. A. compiacciuta che io nomini commissarii in Fiume et Goritia et Trieste, acciò siano espurgati li confini d’Italia da ogni sorte d’heresia, et per tal effetto mi ha concesso sofficiente braccio secolare.12

Ho ricevuto due lettere di V. S. Illma l’una de li 3 et l’altra de li 17 del passato,13a le quali non mi sovviene che rispondere per essere esse in risposta d’altre mie, solo a la parte de la morte del sig. marchese Horatio. Non ho in così gran perdita per me havuto maggiore refrigerio, quanto il persuadermi che la protettione che 401V. S. Illma ha havuto in ogni tempo di tutti dua si debba per sua benignità convertire in me solo, che se bene sarò inferiore di meriti al morto, non ne sarò affatto incapace per la gratissima et certo buona volontà mia verso V. S. Illma...


Fußnoten

  • 1 Siehe Nr. 14, Anm. 6, 7 und 13. 
  • 2 Vgl. Nr. 14, Anm. 9. Am 9. März 1582 teilte Erzherzog Karl den beiden Ständen der steirischen Herren und Ritter mit, daß er ihnen im Sinne früherer Bewilligungen das Religionsexerzitium belasse, daß in den Städten aber nur die katholische Konfession geübt werden dürfe, ausgenommen in Graz und Judenburg, wo die Adeligen die Kirche Augsburger Bekenntnisses besuchen dürften (Loserth, FRA II/50, S. 274). 
  • 3 Vgl. Nr. 136, S. 368. 
  • 4 Vgl. Nr. 141, S. 380. 
  • 5 Nr. 137. 
  • 6 Vgl. Nr. 10, S. 28. 
  • 7 Vgl. Nr. 14, Anm. 13. 
  • 8 Siehe Nr. 108, Anm. 9. 
  • 9 Nr. 50. 
  • 10 Vgl. Nr. 138 und 143. 
  • 11 Die St. Veiter Bürger beschwerten sich darüber bei Erzherzog Karl und dem Kärntner Landtag unter Beratung auf die ihnen am Brucker Generallandtag 1578 zugestandenen religiösen Freiheiten (Loserth, FRA II/50, S. 273 f.). 
  • 12 Siehe Nr. 146. 
  • 13 Nr. 140 und 143.