Regest
Audienz beim Kaiser mit eingehender Erörterung der religiösen und politischen Zustände Innerösterreichs. Noch kein öffentliches Auftreten der innerösterreichischen Gesandten. Bemühungen um Absetzung Hoffmanns.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 498r—499v, Orig.
Brieftext
Hieri io hebbi audientia da S. M.tà, ne la quale compendiosamente descrissi il stato de le provintie di S. A. a la M.tà S. et quanto al spirituale et quanto al politico, et resi conto de la forma che da parte di S. B.ne si era tenuta nel promovere il negotio de la religione, et mi parve anco che fosse bene farli sapere che nel formare il decreto ultimamente publicato si era inherito totalmente al consiglio dato da lei1et non lasciai di metter in consideratione come la M.tà S. et per ragione di stato et per interesse proprio, potendo avvenire che non havendo l’arciduca altro che un figliuolo fosse per cadere quelli stati in mano de la M.tà S., 2non poteva impiegar l’auttorità sua in opera che fosse per essere né più grata a Dio né più degna de la singolar pietà et zelo suo verso la religion catholica, che in soccorrere inanzi la total caduta a quelle provintie. Et ultimamente l’assicurai che per esser il negotio a core a S. S.tà grandemente, ne havrebbe sentito grandissima sodisfattione et tenuto gratissima memoria et quello che in questo N. S. si prometteva da la M.tà S.
Dopo io li proposi quello che di presente si desiderava da la M.tà S., il che era che con l’occasione de l’andata del sig. duca di Baviera a Gratz,3S. M.tà si compiacesse di darle lettere credentiali in persona 30sua dirette et a l’arciduca, confortandolo a persistere animosamente ne la cominciata impresa et essecutione del decreto et a li provintiali, 4monendoli seriosamente a voler desistere da l’opponersi contra ogni honestà a la giusta volontà de l’arciduca et dar per tal effetto facoltà al duca di allargarsi et essaggerare il fatto, conforme a quello che giudicasse esser più espediente, et che con questo mezo si sperava che et S. A. si sarebbe confirmata ne la buona dispositione, che è di presente, et che gli heretici si sarebbero forse humiliati o almeno non haverebbeno per l’avvenire esclamato sempre di voler ricorrere come membri de l’imperio et a la M.tà S. et a li principi d’esso, poiché se la M.tà S. havesse fatta risolutione di scrivere, si havrebbe anco operato che gli Elettori catholici et altri principi havessero fatto il medesimo.
La M.tà S. mi rispose con molta benignità che con sua sodisfattione haveva inteso ciò che da me li era stato proposto et che sì come per il passato, essendo stata ricercata da S. A. gli haveva scritto il suo parere,5così di presente più presto che havesse potuto, l’havria ancora fatto, et che poteva S. S.tà restare sicura che lei desiderava che in ogni parte si fosse sollevata et ampliata la religion catholica, et perciò nel dare il suo parere a l’arciduca molto maggiormente per li rispetti tocchi da me l’haverebbe procurato et che, quanto al dare ne l’interim le lettere credentiali al duca di Baviera, che lei ci havrebbe pensato et, fatta la risolutione, haverebbe ordinato che mi fosse communicata. Io dopo di haver ringratiato la M.tà S., le dissi di haver parlato al sig. duca et che si contentava di pigliar tal assunto, et mi parve di comprender che ciò la M.tà S. sentisse con sodisfattione. Hora si starà aspettando la risolutione. In questo mezo si sono serrati molti passi a gli oratori de le provintie et per ancora non hanno tentato niente in publico, 6se bene si potiamo persuadere che non debbano lasciar di fare mille conventicule et prattiche secrete.
Spero che a N. S. sia per esser grato questo mezo che ho preso con approvatione de l’ill.mo legato, poiché il mandar commissarii, oltre a la spesa, era ancora negotio che pativa molte difficoltà et eccetioni, massime per la penuria degli huomini atti a tal impresa. Quello di più che in questo è passato et le difficoltà allegate in scritto dal sig. duca di Baviera, per non accettare tal carico ne la forma che 31da principio se le propose, havendo io dato li scritti a l’ill.mo legato, 7mi rimetto a quello che S. S. Ill.ma scriverà. Et perché S. S. Ill.ma fu di parere che io parlassi ancora de l’Hoffman, io oltre al riferire a S. M.tà tutti quelli punti che mandai a V. S. Ill.ma, 8le significai ancora che havevo di buon loco inteso che l’Hoffman, essendosi unito con gli oratori de le città, andava facendo offitii di qualche momento et tutti involti a perturbare, per quanto stava in lui, il benpublico et gli fini de la M.tà S. Mostrò l’imperatore di creder facilmente tutto questo et di conoscere la natura de l’Hoffman et disse che dal canto suo havrebbe procurato che fosse humiliato et rimosso dal governo, che ha dal vescovo di Bamberga. Però per li efficaci offitii che con gli Elettori et altri principi ha fatto l’ill.mo legato, forsi domani si stabilirà di scrivere da tutti loro una lettera in buona forma al vescovo et S. M.tà senza dubio farà il medesimo, dimodo ché concorrendo con la instantia di S. B.ne anco quella de l’imperatore et Elettori et principi catholici, sarà forse il vescovo et il capitolo necessitato di fare qualche buona risolutione et, quando pur non la faccia, se S. S.tà procederà contra la contumatia loro, saranno et abbandonati et inescusabili appresso tutti. 9Questo è quello che ho giudicato di far sapere a V. S. Ill.ma et non mi ocorrendo che rispondere a lettera de li 11 d’agosto 10. . .
Fußnoten
- 1 Nach Einholung der Meinung des Kaisers befahl Erzherzog Karl am 9. März 1582, daß in den Städten und Märkten nur die katholische Religion ausgeübt werden dürfe, er aber aus besonderen Gnaden dem Adel die 1572 und 1578 gewährte Toleranz belasse, obwohl er gemäß dem Augsburger Religionsfrieden ganz anders verfahren könne und dafür von Papst, Kaiser und Fürsten Mahnungen und Beschuldigungen hinnehmen mußte (Loserth, FRA II/50, S. 274—279; Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 371f. und 398f.).
- 2 Bekanntlich hatte Erzherzog Karl mit Maria schließlich 12 erbberechtigte Kinder, davon vier Söhne, während Kaiser Rudolf II. ohne legitime Nachkommenschaft blieb.
- 3 Herzog Wilhelm kam am 27. September 1582 in Graz an (Krones, Beiträge zur Geschichte des Jesuitenordens in der Steiermark, S. 26).
- 4 Schreiben nicht bekannt.
- 5 Wiederholt hat der Kaiser seine diesbezügliche Meinung Erzherzog Karl mitgeteilt (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 366, 368—375).
- 6 Siehe oben Nr. 19, Anm. 1.
- 7 Schreiben nicht gefunden.
- 8 Nr. 16.
- 9 Alle Bemühungen, Hoffmann als Bamberger Vizedom in Kärnten zu entfernen, blieben erfolglos. Der Bamberger Bischof war über die Schreiben des Papstes, des Legaten Madruzzo u. a. in dieser Angelegenheit empört und bestätigte Hoffmann auf Lebenszeit als Vizedom (Hansen, Nuntiaturberichte III/2, S. 541f.).
- 10 Nr. 15