Briefnr. 60

Malaspina an Gallio - Graz, 1583 Jänner 26

Band 2

Regest

Neuer Vizedom von Steiermark guter Katholik. Vorgehen gegen häretische Prädikanten in St. Veit. Geringe Aktivitäten Salzburgs gegenüber Häretikern. Feste Antwort Erzherzog Karls auf Interzessionsschreiben der Reichsfürsten A. B. Einführung des neuen Kalenders. Beilegung des Abgabenstreites der Kanoniker von Aquileia.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 6r—7v, Orig.


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Nell’ultime mie delli 18 del presente1humilmente significai a V. S. Ill.ma, ma con parole solamente generali, come la causa publica si andava felicemente promovendo, hora descenderò ad alcuni individui, che di già si sono essequiti. L’A. S. ha fatto vicedomo di Stiria il sig. Tranpiz, 2ottimo et zeloso cattolico et mio amico et confidente dalla pietà et opera del quale deve ragionevolmente aspettare la parte de’ cattolici qualche segnalato frutto a benefitio loro nella dieta futura, 3et non si raccorda, a memoria d’huomo, che simil grado sia stato in persona cattolica.

Havendo l’A. S. mandato un serioso decreto alli cittadini di S. Vito in Carinthia che dovessero cacciare fuora della città li predicatori heretici, si è scoperto che per opera et instigatione d’alcuni pochi, ma di più sequito et facultà, non si è essequita la pia mente de l’A. S., per il che si sono fatto venire qua, et subito si sono incarcerati in castello con non poco terrore di tutti et non si lasciaranno senzo severo castigo, et se prima non siamo più che certi che li predicatori siano realmente usciti di quella città.4Et se bene l’attione per se stesso è degna d’esser grandemente comendata, nondimeno per la risposta che S. A. ha dato alli nobili di quella provintia si deve molto magiormente stimare. Le minacciano rebellione de’ cittadini et spetialmente di quelli che sono nelle minere et protestano di non volere contribuire, se non desiste da l’opera, et doppo che hanno sparso il veneno, conforme al costume del paese, con parole spetiose et summisse, dicono di voler venire a ingenocchiarsi con figlioli et moglie inanzi l’A. S., non potendosi persuadere che non sia per moversi a compassione della ruina della patria. Al che il principe ha risposto che venghino a sua posta o inginocchione o senza ginocchie, o con gambe o senza gambe, o con contributioni o senza, che mai è per mutarsi. Questa risposta ha fatto stupire non solo li esterni, ma l’intimi consiglieri.

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Et perché un gran ministro di S. M.tà da Vienna mi avisa che mettemo troppo cose al foco, voglio dar parte a V. S. Ill.ma perché si è mossa così fatta pietra in Carinthia. Ho sempre habuta questa opinione che sarebbe opera utilissima che nel medesmo tempo et l’arciduca et l’arcivescovo di Salzburg facessero quelle demostrationi, che si convengono, circa la sollevatione della religione, ma li Salzburgensi, oltre al burlarsi di tutto quello che si fa dal canto di S. A. per tenere il negotio per disperato, non vogliono moversi se non possino temere,5et perché in Carinthia ha quel’ arcivescovato molti luoghi d’importantia 6et tutti infettati d’heresia, più di quello del principe, si è perciò pensato che vederà quel’ arcivescovo che S. A. fa da dovero, si debba ancora esso alla fine risolvere, et in tal caso, havendo il prinipe compagno et interessato, possa resistere con minore difficultà alli heretici; et sì come io ho tenuto occulto questo fine, che si ha havuto, così spero che quando si scoprirà, debba S. M.tà Ces. et suoi consiglieri restare sodisfatta. Ma non posso già lasciare di significare a V. S. Ill.ma che insin’hora ho perso l’oltre et l’opera con li Salzburgensi, li quali sono pieni di timore et respetti mondani et non fanno in vero altrimente di quello che fa un medico poco perito, il quale non havendo saputo o voluto cognoscere la febre esser ettica, quando se li poteva facilmente applicare remedio, doppo che è confirmata et nota a tutti, disperandosi di potere far cosa buona, lascia morire l’infermo, così fanno loro al presente. Et mi pare che per ragione di stato et politica non lo dovrebbono fare, poiché possono ben essere certi che periclitando l’arciduca per le demostrationi che fa contra li heretici, che consequentemente verrà a correre non solo minore, ma magiore naufrago l’arcivescovato, al che forse se obviarebbe, quando li heretici fossero molestati da ambedoi. Ma mi accorgo che non dicono da dovero non solo in questo, ma né mai fanno cosa buona circa il restituire la disciplina regulare et ecclesiastica quanto la conditione de’ tempi ci permette al candore pristino.

Ha questi giorni dato S. A. risposta alle lettere intercessionali delli principi del’Augustana confessione,7li quali tra le altre considerationi che poneno inanzi a S. A. è questa: che si guadassi che il papa, 88conforme al suo costume, andava a camino di fare scaldare la stuffa per il suo ministro, et quando ci fosse intrata lei con li suoi subditi, farla abbrasciare et serrarli drento tutti, in modo che abruscino et subito ritrarsi et mettersi a ridere. Non credo certo che si potesse rispondere né più a proposito, né più piamente, né più virilmente di quello che ha fatto S. A., 8insinuando destramente a quelli principi quanto siano contrarii a quello che loro dicono li fini di S. S.tà, dalla quale l’A. S. et li suoi subditi havevano ricevuto molti benefitii per difensione della patria contra il Turco. 9

S. A., la quale mostra desiderio grande che si publichi il calendario,10giudicando di non potere per hora far più, si è contentato che in Trieste et suo contorno si faccia la publicatione, di modo che in Goritia, Fiume, Pisino et Trieste et loro diocesi s’havrà l’uso del calendario novo. Ultimamente si è l’A. S. contentata che la causa delli canonici di Aquileia si accomodi amicabilmente con la convocatione di Goritia, et per tal effetto, si è a mia contemplatione nominato il vescovo di Lubiana, il quale, transferendosi in Goritia, havrà cura o di far fine a esso potendo o informare noi qua, acciò si possi pensare a quello che ulteriormente si dovrà fare. 11

Alla lettera del primo de l’anno,12essendo in risposta di una mia, 13non mi occorre dir altro che accusare la ricevuta . . .


Fußnoten

  • 1 Nr. 58. 
  • 2 Georg von Traupitz. Malaspina hat ihn bereits am 10. Dezember 1580 für den Posten des Bamberger Vizedoms in Kärnten empfohlen (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 146). 
  • 3 In der Beratschlagung des Landtages vom 20. Februar 1583 hat sich Traupitz mit größtem Eifer für die Regierung und gegen die ständischen Vertreter eingesetzt (Loserth, FRA II/50, S. 426, Anm. 1). 
  • 4 Schon vor einem Jahr war der Stadt St. Veit in Kärnten aufgetragen worden, die häretischen Prädikanten zu entfernen, und am 17. Mai 1582 berichtete Malaspina bereits von deren Vertreibung (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 400 und 406). 
  • 5 Ninguarda klagte bereits 1578, daß auf den Salzburger Synoden zwar viel beschlossen wurde, dann aber wenig geschehen ist (Schellhass, Ninguarda II, S. 24ff.). 
  • 6 Die wichtigsten Salzburger Orte in Kärnten waren Friesach, St. Leonhard im Lavanttal und Gmünd. 
  • 7 Vgl. oben Nr. 46, Anm. 3. 
  • 8 Am 28. Dezember 1582 schrieb Erzherzog Karl dem Pfalzgrafen Ludwig wegen dessen Interzession (Graz LA, Landschaftliches Archiv, Schuber 7; ebenda Landtagshandlungen 35, f. 62v—63v) und am 16. Jänner 1583 dem Kurfürsten August von Sachsen (Loserth, FRA II/50, S. 372—384). 
  • 9 Z. B. die 40.000 Scudi von 1578 zum Ausbau der Türkengrenze (Theiner, Annales II, S. 265—267; Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 9, Anm. 26, 204f.). 
  • 10 Vgl. oben Nr. 51, Anm. 2. 
  • 11 Wahrscheinlich handelt es sich um den Abgabenstreit der Kanoniker von Aquileia mit Erzherzog Karl (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 220, 360, 413). 
  • 12 Nr. 52. 
  • 13 Wahrscheinlich Nr. 58.