Regest
Versöhnung zwischen Ernst von Bayern und Arnold von Manderscheid. Verbleib der spanischen Truppen im Kölner Gebiet. Nach Ansicht Salentins von Isenburg baldige Eroberung Bonns. Ausschluß der häretischen Kanoniker von der Wahl. Ankunft der Nachricht von der Absetzung Truchseß’. Gelder für Wahlvorbereitung.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 44r—45v, Orig.
Druck: Hansen,
Nuntiaturberichte III/1, S. 525—528.
Brieftext
La reconciliatione tra il vescovo di Lieggi et conte Arnoldo è seguita ne l’istesso modo, che nelle precedenti mie humilmente significai a V. S. Ill.ma,1et di giorni in giorni si va confirmando et con sodisfattione de l’uno et l’altro di loro et di coloro che amano et desiderano la pace et quiete di questa chiesa. Et hieri a punto il conte Arnoldo disse al vescovo, che S. S. Ill.ma havrebbe veduto, quanto le fusse per esser servitore, quando sarebbe essaltata alla cathedra di questa chiesa.
Hieri hebbi risposta dal signor principe di Parma tanto a proposito per sollevare li afflitti animi de’ canonici, che con tutto l’affetto del cuore penso che mi habbino capitularmente detto, che la loro tristitia si è convertita in allegrezza, et non mi è parso fuor di proposito d’inserire qui dentro il capitolo della lettera2: „Et ancor che nasca occasione che, per quello che può succedere per di qua, mediante il motivo de’ Francesi et ribelli 3, mi convenga valer delle forze, che per il sudetto effetto tenevo a quella parte, non lasciarò però voltare ad ogni aviso di V. S. o tutte o parte di esse, al tempo et congionture che possino far qualche servitio notabile.“
Il conte Salentino, il quale più d’ogni altro ha dato segni di sentire grandissima consolatione di così buona risposta, conferma la facilità d’impatronirsi di Bona4et si promette anco nel resto ogni felice essito. Et S. M.tà Ces. le ha scritto una lettera piena di sodisfattione et buona volontà verso la persona sua, confortandolo a se
128quitar l’impresa comintiata et tenere buona corrispondenza con li commissarii della M.tà S.; et questo offitio è molto opportuno et per animarlo et per sopire diversi disgusti nati tra li commissarii et il conte.
Nel trattare che io, inherendo al breve di S. B.ne, ho fatto con li capitulari, acciò che non siano né chiamati né admessi li heretici al capitolo, che si dovrà fare per la elettione,5ho havuto molti rincontri che mi hanno tenuto suspeso grandemente, perché da una parte si cognosce chiaramente che, se fossero admessi, oltre al pericolo di scisma o almeno d’uno interregno prolisso, il quale sarebbe la ruvina di questa chiesa, massime che nel tempo della elettione sta il popolo di questa città armato, il quale, essendo corretto et amico di novità, non pare difficile a credere che fosse per sollevarsi, si può ancora in tal caso con fundamento dubitare, che la elettione non fusse per cadere in persona qualificata. Da l’altra parte li capitulari si rendevano renitenti per molte cause, et precipuamente per quelle che nel scritto, che me hanno dato, 6si contengono, la copia del quale mando a V. S. Ill.ma. 7Et perché et loro et io havemo trattato questo negotio solamente in viva voce, io ho desiderato di ricevere da loro in scritto et le difficultà et la risolutione, offerendomi anco io di darli il mio parere in scritto.
Loro, doppo haver inteso da me che non giudicavo esser necessario né declaratoria né privatione contra l’heretici capitulari, essendo per tal effetto sufficiente il breve, che mandò li giorni passati la S.tà di N. S.,8si sono risoluti nella sequente forma: Sono cinque coloro, de’ quali si tratta di volere escludere; è prima il vescovo Bremense 9et quelli tre conti, che espressamente si sono dichiarati et per heretici et fautori del Truxes, 10et poi il barone di Crichingen. 11 129Quanto al Bremense, tutti li capitulari et altri concorrono che, havendo egli scritto alli capitolari, che vol seguirli et star unito con loro contra il Truxes, et essendo et per sé et per il parentado di tal potentia che, congiungendosi con l’apostata potrebbe facilmente ruvinare ogni cosa, inclinano al chiamarlo, ma si offeriscono di farlo così conditionamente et circumspettamente che egli, non sentendosi qualificato, senza dubio non sia per comparire, et vorrebbono includere nella lettera, che se li scriverà, il breve 12di S. B.ne; però io son di parere che se ne faccia mentione, ma che non si mandi, et credo che lo faranno. Et se per eventura egli, non venendo, mandasse il voto, in questo caso, se si scoprirà che procedino con fraude, promettono di escluderlo et pensano di poterlo fare facilmente, et mi dicono ancora di volermi far vedere la lettera, che li scriveranno, inanzi che la mandino.
In quello che spetta alla persona di quelli tre, non si dubitando de l’apostasia loro, non saranno né chiamati né admessi, ma del barone di Crichingen si è stato in dubio assai, ma doppo alcune repliche hanno preso partito che, non si trovando cosa certa et authentica contra della persona sua, se li possi scrivere, ricercando che si dichiari, di che fede sia; et se dirà d’esser cattolico, credo che a l’arrivo suo vorranno che facci la professione della fede. Tutto questo mi hanno promesso capitularmente, et se ben non me li hanno ancor dato in scritto, non credo che siano per mutarsi. Nondimeno lasciarò che monsignor di Vercelli ne dia poi lui più pieno raguaglio, et spero che ritroverà gli animi di questi illustri capitulari et ben affetti alla persona mia et, quel che importa più, inclinati al bene della chiesa et servitio di S. B.ne. E ben vero che questo che dico, l’intendo, considerato la vita et costumi del paese. Communicarò ancora con il sopradetto monsignore quello che io destramente andavo disponendo per abviare alli rumori et scisme che potessero occorrere, cioè che al tempo de l’elettione fusse chiamato come persona publica ad assistere a tal attione un ministro di N. S. Et questo è quello, che a me pare, che li capitulari accennino nel scritto penultimo,13che mi dettero, quando dicono „Praesidentibus eidem tractatui summis illis mundi captibus“. Se bene credo che non tutti saranno d’accordo in admettere ministro de l’imperatore.
130Hieri ricevette il secretario Minutio la privatione14con l’aviso de l’aiuto pecuniario. 15Il che ha apportato a noi altri sodisfattione grandissima, et non dubito che nelli animi delli capitulari, quando si communicarà con loro non sia per partorire l’istesso effetto. Si è similmente inteso che monsignor di Vercelli era gionto a Pontmouson con intera salute, di modo che di giorno lo stiamo con molto desiderio aspettando. 16Io non sapendo qual sia per esser la mente di Nostro Signore circa la persona mia, et non havendo havuto aviso per ancora, se sia stato approvato l’essermi lasciato indurre da l’ill.mo legato di seguirlo, non ostante l’ordine revocatorio, vivo con molta sollicitudine et suspensione d’animo. 17
Fußnoten
- 1 Vgl. oben Nr. 72, Anm. 9 und Nr. 83.
- 2 Brief Parmas nicht vorhanden.
- 3 Vgl. Nr. 83, Anm. 10 und 14.
- 4 Vgl. oben Nr. 83, Anm. 19.
- 5 Breve vom 13. Jänner mit der Vollmacht, häretische Kanoniker von der Wahl auszuschließen (Arch. Vat., Sec. Brev. 56, f. 37r).
- 6 Erwiderung des Domkapitels vom 27. April auf die Vorschläge Malaspinas vom 15. April (Nr. 83) mit der Mitteilung, daß es seine Mitglieder für den 22. Mai zur Wahlversammlung berufen werde und bei bestimmten Kanonikern im Zweifel sei, ob sie wegen Häresie teilnehmen könnten (Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 526, Anm. 1).
- 7 Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 56rv.
- 8 Wie oben Anm. 5.
- 9 Erzbischof Heinrich von Bremen.
- 10 Hermann Adolf von Solms, Johann von Winnenberg und Hermann von Schaumburg.
- 11 Thomas von Kriechingen.
- 12 Wie oben Anm. 5.
- 13 Nicht vorhanden.
- 14 Im Geheimen Konsistorium am 1. April 1583 wurde Gebhard Truchseß als Erzbischof von Köln abgesetzt. Das Original der Privationsbulle wurde Kardinal Andreas von Österreich, ein authentisches Transsumpt Minutio Minucci geschickt (Hansen , Nuntiaturberichte III/1, S. 480f., 485, 542f.; Theiner, Annales III, S. 392f.; Arch. Vat., Sec. Brev. 56, f. 291r).
- 15 Es handelt sich um einen Kreditbrief über 15.000 Gulden, die zur Erleichterung der Wahlvorbereitungen dienen sollten. (Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 484, 488).
- 16 Nuntius Bonomi kam am 30. April in Köln an (Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 532).
- 17 Vgl. oben Nr. 63, 75 und 88.