Briefnr. 129

Malaspina an Gallio - Graz, 1583 November 20

Band 2

Regest

Darlegung der schwierigen religiösen Lage in Innerösterreich und Bitte um Zuweisung P. Maggios. Zurückweisung der ständischen Schmähschrift durch Erzherzog Karl und Publikation eines landesfürstlichen Dekretes zugunsten des neuen Kalenders.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 129r—131r, Orig.


Se ben ho di buonissimo luogho penetrato che questo Ser.mo non si essendo pienamente acquietato a la forma del mio parlare nel punto se l’assicuratione si può fare senza lesione de la sua conscienza,1ha preso partito da se stesso senza prescito de li consiglieri di dichiarare l’intentione et disegno suo a N. S. et il stato nel quale si ritrova, et che per tal causa io devo più tosto aspettare che di costà mi sia data quella luce che ho di bisogno nel pigliar a tempo una de le due risolutioni, che mi sono proposte ne la lettera di V. S. Ill.ma de 29 del passato, 2che mettendomi a pericolo col dire quel che io sento non accertare, poiché se pur si ha da suspicare de la realtà di alcuno è più credibile, che ne li consiglieri si possi desiderare qualche maggior sincerità, che non ne la persona del principe a le cui parole dette a chi si voglia se si deve prestar piena credenza. In vero molto maggiormente siamo tenuti a persuadersi questo trattandosi de la persona de la S.tà di N. S.

Con tutto ciò ho giudicato che non sia fuor di proposito il far sapere a V. S. Ill.ma il senso mio, acciò collationandosi insieme et quello che scrive S. A. et quello che vo sottrahendo io, si possa stabilire qualche veridico et fermo fondamento sopra il quale edificando poi qua io me si rendi più facile il non descostarmi dal modello che mi sarà mandato. Et perciò in conformità di questo rispondendo a quella 192parte de le lettere di V. S. Ill.ma, dove mi dice che inanzi di far deliberatione converrà di penetrare l’animo di pensieri etc., dico che al mio credere è in tal colmo la diffidentia tra S. A. et li nobili et è così grande la perfidia loro, che per qual si voglia cosa che dichino non se li può dar fede alcuna, massime facendo professione ogn’uno di essi in particulare di adherire a la parte di S. A. attribuendo la colpa al publico. Perilche sebene alcuni si sono lasciati intendere, che essendo assicurati lasciaranno il patrocinio de li cittadini et popolari, non per questo posso venire in cognitione che tra li nostri et loro sia alcuna intelligenza, anzi mi vo ogni giorno confirmando che qua si vive con suspensione et incertezza del essito de la dieta, onde il fondamento che si fa che siano per dimandare l’assicuratione et appogiato più tosto ne la ragione che ne li detti loro, perché essendo il principe risoluto de abolire tutte le concessioni et cassando la diversità de li scritti ridurli a un solo et restringere anco quanto a la persona de li nobili quello che li è stato concesso. 3

Chi dubita che vedendosi disincorporati da li cittadini et popolari, privi de le scuole, de la stampa, astretti di restituire molte parocchie a li ecclesiastici, prevedendo ancora che tra poche settimane la frequentia grandissima del loro essercitio si ridurrà a un nummero di pochissime persone, non vivendo qua di ordinario di nobili, a quali solo sarà lecito di frequentare la chiesa, non si administrando sacramenti né sepelendosi alcuni in essa, che in tanta pressura sono per instare ardentissimente che almeno le loro persone siano assicurate et che allegaranno l’essempio di Massimiliano con li Austriaci.4Et che è colui che essendo informato del stato del principe et palpando che non è possibile di procedere per via reggia et prevedendo che li nobili non si acquietaranno mai se vederanno d’esser constituiti in peggior stato de gli Austriaci, che non facci il pronostico che altre volte si è scritto cioè o che si assicuraranno, et essendo per essere la dissolutione di pessime consequentie et essendo ogni assicuratione prohibita per non essere in potere del principe di privarsi per sempre de la spada datali da Dio in vendetta di malfattori, tra quali non è dubio che li heretici per diversi capi sono nel primo luogho compresi, poiché oltre 193l’homicidio spirituale ne le persone loro procurano ogn’hora per diversi mezzi di commettere l’istesso contra altri, è ben perciò ragionevole meditandosi il stato di questo negotio et il stretto partito che porta seco, che si compatischi con questi poveri cattolici, quali non penetrando tanto altra giudicano essere di gran lungha l’acquisto maggiore che il danno del assicuramento et precipuamente si deve havere gran compassione al principe, il quale nel caso de la dissolutione è per patire nel politico assai con manifesto detrimento de la religione et nel altro del assicuratione comincia a conoscere che non la può dare senza lesione de la conscienza sua.

Et li prelati, quali si sono opposti così virilmente a gli avversarii, vivendo hora con speranza di ricuperare quello che li è stato usurpato, ritrovandosi defraudati de la speranza conceputa saranno anco essi in stato assai pericoloso. Et io, che non ostante tutto questo devo promovere il negotio et dar segno con tutti di sperarne bene et viver con sollicitudine che non si venghi né ad dissolutione né assicuratione, et che ho di tener il principe animato, li consiglieri uniti, li prelati in speranza et il resto di cattolici consolati, son tanto più degno di compassione quanto che non corrisponde in niuna minima parte la sufficienza a la gravità del negotio.

Perilche con humiltà et summissione et con ogni affetto maggiore supplico V. S. Ill.ma a compiacersi di mettere in consideratione a la S.tà di N. S. il mandarmi qualche compagno et cooperatore, non già in forma di nuntio, che sarebbe causa di strepito et di difficultare magiormente quel che si trattasse, ma alcun padre gesuita, tra quali sarebbe molto a proposito il P. Maggio, acciò con la sufficienza sua porgesse aiuto et fomento a l’insufficienza mia.5V. S. Ill.ma sa che io non sono theologo et seben l’occasione del negotio mi ha fatto fare qualche fatica in questa materia, nondimeno posso errare, oltre che magis vident oculi quam oculus, et qua non posso communicare con altri per confidente che mi sia quello che passa per alcuni degni rispetti. Sa ancora V. S. Ill.ma la qualità de gl’ordini che ho io et come nel essecutione di essi bisogna che il ministro ci metti molto del suo, oltre che se per mala sorte si commettesse qualche errore, non sarebbe tenuto come fatto da persona privata ma come da ministro di S. B.ne. 194Onde per queste ragioni et molte altre giudico che sia espediente et necesse il mandare uno. 6Et se io mi potessi promettere del attitudine mia quello che posso de la retta volontà et ardentissimo desiderio di servire et de la dispositione che ho per gratia di Dio di esponere più tosto la vita mia a qualsivoglia pericolo che di consentire o esser participe sotto qualsivoglia colore che si faccia atto alcuno pregiuditiale a la s. religione non farei tal petitione, ma S. D. M.tà mi ha concesso tanta de la sua gratia quanto basto in questa parte a conoscere quello che mi manca per potere impire perfettamente li numeri. Et se N. S. condescenderà a questo sarà necessario di non perder tempo, perché seben non è stabilito ancora il giorno che si dovrà fare la dieta, credo però che poco dopo le feste di Natale si darà principio ad essa. 7

Havendo io chiaramente compreso che il publicare il calendario et non vivere con sollicitudine, acciò sia perfettamente essequito è prattica fastidiosa mi son mosso pigliando occasione da un scritto8che contra de la publicatione d’esso hanno dato questi heretici a S. A. di far instanza, acciò si metta perpetuo silentio a li nobili et si ritrovi modo di farlo infelibilmente osservare et in questa città et altrui. Et S. A. havendo inteso li motivi miei ha ultimamente rimandata la scrittura a li nobili facendoli intendere, che non l’ha letta né è per leggerne alcun altra si havrà data falsa come questa haveva. Di più ha publicato un decreto 9in ottima forma dechiarando per nulli tutti quelli contratti, obligationi etc., che si faranno con la data del calendario vecchio, inhibendo che non si possino produrre in giuditio con pene gravissime a li giudici che transgrediranno tal sua commissione, che coloro che travagliaranno in giorni di feste secondo il novo calendario oltre le pene constituite patischino ancora di più che sia lecito ad ogn’uno di saccheggiare le loro botteghe con alcune altre 195clausule molto a proposito. 10Io communicarò questo con il nuntio Ces. 11accioché anco esso procuri, che si faccia il medesimo massime che la maggior parte de le lettere che vengono qua da la corte sono tutte de la data del vecchio, cosa che è dispiaciuta qua assai . . .


Fußnoten

  • 1 Vgl. oben Nr. 123. 
  • 2 Nr. 125. 
  • 3 Vgl. Nr. 127, Anm. 2. 
  • 4 Die 1568 von Maximilian II. gewährte Religionskonzession galt nur für die Herren und Ritter und wurde erst 1571 nach Ausarbeitung einer evangelischen Kirchenordnung (Agenda) vom Kaiser bestätigt (Rainer, Nuntiaturberichte II/8, S. 36, Anm. 5). 
  • 5 P. Lorenzo Maggio war während des Landtages im Winter 1580/81 zeitweilig in Graz und konnte das besondere Vertrauen Erzherzog Karls und Malaspinas erwerben (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 177, 313; Rom, Jesuitenarchiv, Germania 121 II, f. 249r, 250r, 260r). 
  • 6 Malaspina hatte bereits einen Uditore und bekam niemand weiteren zugeteilt (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 340, 360). 
  • 7 Der steirische Landtag wurde am 12. Dezember mit der landesfürstlichen Proposition eröffnet (Graz LA, Landtagsakten 427; ebenda, Landtagshandlungen 34, f. 1r ff.). 
  • 8 Schreiben vom 5./15. November, in dem die Sorge vorgebracht wird, eine viele hundert Jahre in der ganzen Christenheit bestehende Ordnung plötzlich abzuändern (Loserth, FRA II/50, S. 502ff.). 
  • 9 Landesfürstlicher Bescheid vom 19. November, daß Schreiben, die nicht nach dem neuen Kalender datiert seien, nicht mehr angenommen würden (ebenda S. 505). 
  • 10 Den Kalenderstreit betreffend ist eine Reihe von Schriften gewechselt worden, die auf beiden Seiten den konfessionellen Hintergrund zeigen; für die einen ist der neue Kalender einzuführen, weil er vom Papst kommt und die Nichtbefolgung mit dementsprechend schweren Strafsätzen zu ahnden war, für die anderen eben deswegen abzulehnen (Zahn, Kalenderstreit, S. 130ff.; Graz LA, Landtagshandlungen 35, f. 219r ff., 247r ff.). 
  • 11 Betreffendes Schreiben Malaspinas an Bonomi nicht bekannt.