Briefnr. 140

Malaspina an Gallio - Graz, 1583 Dezember 24

Band 2

Regest

Trotz dringenden Bedarfes an der Türkengrenze kein Fortschritt im Landtag. Rehabilition Hoffmanns auf Drängen der Stände. Entsendung eines zuvor von dort ausgewiesenen Häretikers in die Grafschaft Görz von Erzherzog Karl mit Mangel an geeigneten katholischen Fachleuten entschuldigt. Versuche Malaspinas, durch Jesuitenprovinzial in der Beichte auf Erzherzog Karl einzuwirken.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 147r—148r, Orig.


Non ostante che il generale1de li confini faccia di continuo instantia grandissima che senza dilatione si venghi a la conclusione de la dieta proponendo li pericoli che instano al paese per la mala sodisfattione de li soldati etc., con tutto ciò questi provintiali non hanno insin hora proceduto a consultare la risposta de li articoli proposti da S. A. 2, né si sono occupati in altro che in importunare S. A. 212a volere restituire l’Hoffmam nel pristino stato di potere come marescial de la Stiria et assistere a la dieta et haver libero l’ingresso a la presentia di S. A., 3et se ben la parte contraria ad esso non ha pretermesso offitio alcuno per impedire che egli non fosse habilitato non si essendo purgato del infamia de la quale è accusato, perilche ne manco l’imperatore che a instantia mia ne la dieta imperiale lo escluse dal ingresso de la camera, 4l’ha restituito. Con tutto ciò questi consiglieri senza mio prescito havevano per mezzo de la principessa 5indotto S. A. a contentarsi, onde io avertito di questa pessima risolutione in tempo che se ben l’Hoffmam sapeva d’esser stato gratiato, non era però il decreto uscito de la cancellaria né feci resentimento conforme a la qualità del fatto, et non si potendo totalmente retrocedere da la risolutione presa non poter far altro che voltare ogni mio pensiero a limitare et conditionare la gratia, cosa che fu essequita in così buona forma che l’Hoffmam non ha voluto accettare l’habilitatione nel modo che la se l’offeriva. Ma seben il negotio è passato bene a me però ha conturbato il nomato grandemente parendomi cosa molto essorbitante che essendosi offerta occasione legitima non violenta ma flegmatica conforme al paese et sicura di cavarsi il serpente del seno castigando il maggior nemico che hebbi la santa fede et S. A., se l’habbi di nuovo per quanto è stato in lei senza necessità, anzi voluntariamente rimesso in esso.

Hora mentre io mi occupavo in applicare opportuno et sufficiente rimedio in questo disordine ne è occorso nel istesso tempo un altro di non minor qualità et forsi di peggior consequentie, havendo S. A. approvato un parere del consiglio suo de la camera, nel quale non è cattolico alcuno di mandare per conto di certi boschi a residere in Goritia per alcuni mesi un heretico, altre volte cacciato di quel contado per causa de la religione, et seben S. A. le ha fatto promettere che non parlarà mai ne le cose de la fede, che amalandosi non si farà né confessare né communicare conforme al essercitio heretico, con tutto ciò essendo l’heresia non senza grandissima cagione stata da li santi padri comparata a la peste, è perciò impossibile che un heretico possi conversare in mezzo d’un popolo cattolico et non causare effetto di contagione non ostante qualsivoglia promessa, poiché il medemo diabolico spirito che lo aggita et domina, lo traherà ad 213ogni voglia sua in tutto quel che sarà di maggior detrimento del honore di Dio et de la santa religione. Di questo particolare ancorche io ne habbi fatto in viva voce et in scritto efficacissimi offitii non ho per ancora risolutione, perché S. A. si escusa con la premuria de li huomini atti a tal carico et dice d’havere ricercato l’arciduca Ferdinando suo fratello, che li provedesse di uno, et che li ha risposto che non ne ha per se, et per consistere quasi tutte le rendite di S. A. in legnami non sanno dove voltarsi massime che quel cattolico che al presente ha tal cura è stato poco fidele ne la sua administratione.

Questi doi accidenti nati con mio grandissimo dispiacere et fuor d’ogni mia aspettatione mi hanno messo con l’occasione che S. A. si suol confessar in questi s.mi giorni di Natale di communicare con il padre provintiale de la compagnia6alcuni punti spettanti a la conscientia di S. A., accioché lui in mio nome li proponghi al A. S. et sappia doppo come governarsi circa quello che concerne l’offitio suo. Egli seben si mostrava renitente da principio si è però acquietato a la volontà che io potrò far argumento che S. A. le ha dato sodisfattione . . . 7non dovendo né potendo egli communicarmi doppo cosa alcuna.

Mando a V. S. Ill.ma li punti dati al detto padre8et spero ne la bontà del Sig. Dio, il quale cognosce et la retta mia volontà et la necessità che ho di tentare tutte le vie che faccio, che la S.tà di N. S. accetterà in buona parte quello che io ho procurato che si communichi con S. A., poiché non potendo noi qua giù sapere quando piacerà a S. D. M.tà di concedere la pienezza di tempi et dare l’incremento a quel poco che si pianta et si rigga, non ostante l’obice che da tante parti si pone è ben almeno offitio nostro procurando di fare tutto quello che si può assicurare la conscienza nostra et fuggire il castigo, quale giustamente si potrebbe temere per non haver parlato et annuntiato la verità insieme con li errori che si commettono, et in vero sarebbe troppo desdicevole esser circondato da profeti falsi, li quali non essendo mandati pur corrono, non li parlando il Signore pur profetezzano che il ministro del vicario di Christo fosse come un cane muto, et non si resentisse de le offese che si commettono contra l’honore di 214Dio. Et perché del essito de la dieta non si può per ancora far certo giuditio, seben si spera che non faranno mentione di religione ma contribuiranno . . .


Fußnoten

  • 1 Wahrscheinlich Veit von Hallegg. 
  • 2 Vgl. oben Nr. 136, Anm. 13. 
  • 3 Vgl. oben Nr. 9, Anm. 6. 
  • 4 Vgl. oben Nr. 19. 
  • 5 Erzherzogin Maria. 
  • 6 P. Heinrich Blyssem, Beichtvater Erzherzog Karls. 
  • 7 Loch im Papier, ein Wort dürfte fehlen. 
  • 8 Von Malaspina für P. Blyssem ausgearbeitete Punkte, die bei der bevorstehenden Weihnachtsbeichte Erzherzog Karls beachtet werden sollen (Arch. Vat., Nunz. Germ. 101, f. 125r—126r).