Regest
Unzufriedenheit der Prädikanten mit den Ständen wegen der Annahme des neuen Kalenders. Verhandlungen Erzherzog Karls mit protestantischen Ständen über Religionsangelegenheiten. Ablehnung des neuen Kalenders durch katholische slowenische Bauern. Vergebliche Bemühungen Malaspinas, Erzherzog Karl von der Entsendung eines Häretikers nach Görz abzubringen.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 154r—155r, Orig.
Brieftext
Sono grandemente a le mani li predicatori heretici con li provintiali per haver accettato il calendario ma molto maggiormente per haverli così imperiosamente et assolutamente ordinato che lo publichino che l’osservino et che si astengano in publico et in privato di parlare contra tal loro risolutione,1perilche non potendo reca(re) . . . ahanno tumultuato et ululato ridicolosamente tra di loro et dati segni di . . .b Ma perché le porte erano aperte et li heretici sdegnati non admettevano gelosia alcuna, anzi se li sarebbe preparati a un certo modo ponti d’oro, non si sente motivo alcuno et dubito che li passerà la colera. Interim si osserva senza contradittione né oppositione alcuna.
É ben vero che per conto d’esso S. A. sta al presente disputando con li provintiali, perché havendo loro fatto quella protestatione e havuto la risposta conforme al tenore che ne le precedenti mie diedi humilmente conto a V. S. Ill.ma,2con l’occasione di havere replicato che la protesta è stata da loro fatta, perché la conscienza li ha dettato così et perché la confessione Augustana ricerca tal risentimento, aggiongendo ancora che loro ricognoscono il principe per loro gratioso signore ne le cose politiche et che sono disposti di prestarle ogni obedienza, ma il quel che tocca a la fede non sono mai per havere altro 216capo che Iddio. 3S. A. doppo una matura consultatione ha ributtato la loro impudente replica ne la forma sequente, 4cioè che la confessione Christiana non Augustana abbracciata da tutto il christianesmo commanda et insegna che il papa è vicario di Christo et successore di Pietro, et poiché S. A. per li scritti che ardiscono di presentarli ogni giorno si conferma maggiormente, che la predica che fu fatta contra S. S.tà 5fu di loro consenso et participatione, che per tal causa si era risoluto di farle intendere che la conscienza del A. S. li dettava di non dire simplicemente come loro facevano, ma di fare vivi fatti per l’avenire contra li loro predicatori conforme a la confessione Christiana.
Non sono mancanti alcuni consiglieri che hanno instato, che si reassumesse et si rispondesse al terzo capo di non ricognoscere il principe se non ne le cose politiche et dechiararsi virilmente per sempre, che tenendo loro tal prepositione per vera che necessariamente ne seguitarà che S. A. non haveva potuto concederli cosa alcuna, et che loro havendo perciò instato havevano offesa la loro conscientia; perilche S. A. et per assicurare la sua et la loro revocava le concessioni date. Ma il principe è stato di parere, che non sia ancora tempo ma più espediente il dissimulare di haver capito quello che hanno così inconsideratamente scritto, seben forsi per permissione et volontà di Dio S. N. Queste sono state le occupationi che habbiamo havute insin a hora ne la dieta et li progressi che si sono fatti con tutto ciò ne speriamo buon essito.
É occorso che li contadini schiavoni, quali si sono conservati sempre cattolici, essendoli da li loro curati publicato il calendario li hanno mal trattati di parole impediti et alcuni feriti, et seben nel mandato de la publicatione si faceva mentione del principe con tutto ciò loro non si son acquietati, ma hanno allegato che essendo informati S. A. ha molti heretici appresso di se, et havendo esperimentato per quante straordinarie vie è stato tentato di sedurli, che perciò loro accorgendosi che questa novità si è fatta per togliere la santificatione de le feste de li santi che loro non vogliono admettere la publicatione d’esso.6Hora per obviare a questo inconveniente che da materia a 217tutti di parlare si è ordinato a tutti li parrochi, che debbano fare espressissima mentione come il papa è stato lui authore di così necessaria opera, et che li lutherani non volontariamente ma sforzatamente l’hanno accettato, et si spera che cesserà in questa forma in tumulto suscitato, et hoggi a punto li pievani che erano ricorsi qua per tale effetto sono partiti assai bene instrutti et animati.
Ho poi con molto mio dispiacere di far sapere a V. S. Ill.ma, che non ho havuto tanta efficacia né gratia che habbi potuto dissuadere a S. A. et a li consiglieri di revocare la risolutione presa circa il mandare quel heretico in Goritia.7Ma del male procuro hora di cavarne bene col instare, che siano fatte seriose demostrationi contra tutti coloro che vivono in quel contado et sono in suspitione di non essere sinceri cattolici, et spero che vorranno mitigare il dolore conceputo da me con consolarmi a mia sodisfattione in quest altro particolare. Ho similmente mosso ogni studio per assicurarmi che quel huomo non possi causare contagione in altri et oltre le conditioni prescrittele per prima, le quali io significai ne le sopranominate mie a V. S. Ill.ma. S’è aggionta una clausula penale che transgredendo la volontà di S. A. egli sia bandito perpetuamente da tutte queste provintie . . .
Fußnoten
- 1 Vgl. oben Nr. 141, Anm. 2.
- a ca. 3 cm vom Papier weggerissen.
- b ca. 3 cm vom Papier weggerissen.
- 2 Vgl. oben Nr. 141.
- 3 Erwiderung der Stände vom 29. Dezember auf landesfürstliche Resolution vom 27. Dezember 1583 (Graz LA, Landtagshandlungen 35, f. 238r—241r).
- 4 Landesfürstliche Resolution vom 31. Dezember (ebenda f. 241v—243v).
- 5 Vgl. oben Nr. 135.
- 6 Vgl. oben Nr. 124, Anm. 3 und Nr. 127, Anm. 7.
- 7 Vgl. oben Nr. 140.