Regest
Rehabilitation Hoffmanns und Entsendung eines Häretikers als landesfürstlicher Amtmann nach Görz. Unerhörtes Sakrileg in einem Ort nahe Graz. Laienkelch in Diözese Gurk.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 172rv, Orig.
Brieftext
Da quello che io successivamente son andato scrivendo a V. S. Ill.ma haverà inteso che quanto mai è stato possibile si è applicato opportuno rimedio a quelli doi disordini del Hoffmam et del altro heretico destinato in Goritia1et se ben non si può fare certo giuditio a che parte o di cattolici o di heretici siano più inclinati. Benché si può sicuramente argumentare che dato che cessassero le salutari monitioni di N. S. li cattolici sarebbono d’inferiore conditione appresso molti qua. Con tutto ciò poiché per la importunità hanno insin hora fatto et di giorno in giorno vanno facendo in buona parte quello che per elettione et senza stimuli d’altri dovrebbono da loro stesso fare, sarà però opera degna di quel infinita charità che N. S. con così illustri testimonii ha sempre mostrata verso questa natione, 2da la quale se non da tutti almeno da li buoni è altretanto conosciuta et stimata la paterna sollicitudine de la S.tà S., come ne li tempi passati admiravano l’Inglesi quella di S. Gregorio, di aspettare con patientia ancora per un poco che forsi se ben hormai si dovrebbe perdere la speranza che l’arbore fosse per rendere il frutto conforme a le fatiche che in coltivarlo si sono fatte et si fanno. Con tutto ciò Dio S. N. ne concederà gratia che facendo l’ultimo conato se ne raccoglia qualche buon frutto. Et se pur continuamente permanerà nel stato che hora è, il padrone 235a suo tempo ordinarà in quel caso ciò che si havrà da fare d’esso, et noi non potremo dire altro se non che perditio tua ex te Israel. 3
Et in vero succedono casi tanto inauditi, che pare quasi impossibile che questo Ser.mo havendo zelo del honore di Dio possi sopportarli, et non lo facendo noi qua non potemo far altro giuditio se non che difficilmente potrà fugire l’arco che sta teso contra la tepidezza sua. Pochi giorni sono alcuni in un luogho vicino a questa città hanno intrando in casa d’un parrocho buttato fuor de le fenestre li vasi con l’olio santo et cresma, et andando a celebrare nel istesso instante il pievano oltre a mille scherni fatti a la persona sua mentre celebrava ancora, un di loro ha nel elevatione del s.mo sacramento spudato in esso, cosa che se scrivendo mi commove che non lo posso esprimere senza lacrime, può ben V. S. Ill.ma pensare come io mi affatichi con ogni studio et sollicitudine acciò sia fatta una severa demostratione.4
Communicarò con mons. di Gurgo quello che V. S. Ill.ma mi scrive circa la communione sub utraque et son certo che restarà sodisfattissimo. Et questo è quanto mi occorre in risposta de la lettera di V. S. Ill.ma de 14 del passato5. . .