Briefnr. 154

Malaspina an Gallio - Graz, 1584 März 1

Band 2

Regest

Von Ständen erbetene Gutachten der Universitäten Tübingen und Heidelberg sowie des Herzogs von Württemberg und des Pfalzgrafen Johann Kasimir wegen des neuen Kalenders. Wegnahme von Briefen und Einkerkerung des Boten der Stände auf landesfürstlichen Befehl. Inhalt dieser Briefe aufschlußreich für weiteres Verhalten gegenüber Häretikern.


Archiv

Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 173r—174v, Orig.


Sono comparsi li deputati quali hanno de assistere a la trattatione1et perché insin hora non hanno presentato a S. A. li gravamini per li quali si sono mossi a domandare la trattatione et nel convenire con li ecclesiastici si esshibiscono più trattabili et humani del solito, si fa però giuditio che non siano senza qualche perturbatione d’animo et sarebbono senza dubio molto più intricati se penetrassero quello che a questi giorni è occorso. Scrissi a V. S. Ill.ma che questi predicanti si volevano partire etc. 2Hora non potendo li provintiali mitigare né il dolore conceputo da essi né rimoverli da la resolutione pressa, al fine che questi ministri diabolici hebbero et né le donne et né gl’huomini fatto intrare gelosia grandissima, convenirno insieme che si dovesse ricorrere al giuditio de le università di Tubingha lutherana 3et a quella di Heidelberg, 4la quale è quasi tutta calvinista, et che si dovesse nel interim, mentre che si aspettasse il giuditio et de l’uni

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versità et del duca di Bertemberg5et quello del Casimiro, 6mettere ogni studio, acciò S. A. si deviasse dal far novità ne la religione, et perciò domandarno la trattatione et con tanta dilatione di tempo, quanto al computo loro li pareva che dovesse bastare per venire risposta, et acciò il negotio passasse con maggior authorità et fondamento espedirono un suo da quelli principi et università in molta diligenza et secreto. Hora è stata volontà del Signore che nel ritorno di questo loro ambasciatore carico di lettere et di consigli sia caduto ne le reti et collocato nel castello 7et con tanta secretezza, che li provintiali non l’hanno per ancora penetrato 8anzi vanno freddamento et dilatando il proporre a S. A., aspettando vanamente tuttavia d’intendere la resolutione presa da quelli principi et università. 9

Ma perché tarda più del dovero hieri si risolsero di unirse con li loro predicatori per consultare quello che in tanta loro disgratia si debba et possa fare, parendo cosa molto desdicevole che siano comparsi qua et fuor del costume non diano principio a la trattatione, et dal altra parte facendolo non vedono come poterlo fare essendo privi di partiti et di consigli, onde fu concluso che si ricorresse a le orationi et in conformità di questo, hieri il loro principal dottore10fece una predica grandemente comendata universalmente da gl’heretici, ne la quale essortò tutti a la pietà et a supplicare il Sig. Dio, che volesse in una necessità non mancarli del suo divino aiuto etc. et fu tanto facondo che dicono che commesse tutti a spargere molte lacrime, fatta la predica se retirorno a formare il scritto che si dovrà presentare a S. A., 11del che, io essendo stato informato, son hora in opera per indurre gli prelati, che anco essi ne concepischino un altro 12opponendosi al loro et mi servo di molti di quella gravezza che diede a contemplatione del ill.mo sig. card. Madruccio il stato ecclesiastico ne la 238dieta imperiale a S. M.tà 13et spero che la S.tà di N. S. haverà occasione di restare sodisfatta et edificata di quello che qua si procurarà per opponersi a li iniqui et impii conati di costoro, et è ben ragionevole che dependendo dal essito di questa trattatione tutto il negotiato insin hora vivere con molta et straordinaria sollicitudine et diligenza.

Si attende a leggere le lettere intercette le quali per essere numerose et molto prolisse non è stato possibile di leggerle tutte, si è però veduta la somma de la petione di questi predicatori, ma quella de li provintiali non si è per ancora ritrovata, essi argumentano in questa forma doppo d’haver deplorato il pericolo, nel quale si ritrova la purità evangelica et molto maggiormente le persone loro, se li provintiali non hanno potuto resistere a li commandamenti del principe ne la publicatione del calendario,14et che non siano stati scacciati predicatori sectarii etc. tolte chiese possedute da essi, 15prohibito al senato l’ascoltare il verbo di Dio 16et quello che più d’ogni altra cosa importa et è insopportabile et contra la libertà evangelica l’essere vietato il parlare contra l’antichristo, 17se S. A. instigata dal ministro del papa 18si disponerà di scacciarli o di procedere contra le persone loro senza dubio lo potrà fare né potranno li nobili patrocinarli onde non pare ragionevole che le loro persone che possono apportare tanta utilità et frutto in altre parti debbano fermarsi qua dove la parte loro è tanto debole etc.

La risposta data ma non pervenuta a le sue mani è tale che quanto al calendario, parocchie, espulsione etc. loro sono escusati in conscienza havendo fatto quel che hanno potuto. Quanto al resto che si scrive in buona forma a li provintiali è che si deve sperare che Dio non abandonerà la causa sua, et che perciò in modo alcuno si dovevano partire et lasciare la predicatione del verbo di Dio etc. che quanto a li mali offitii che faceva il cancelliero19che S. D. M.tà l’havrebbe castigato senza dubio, che del ministro del papa si sarebbe proveduto come loro havrebbono inteso. Perilche questi consiglieri hanno 239speranza di ritrovare qualche conventicula contra la persona et vita mia.

Noi facciamo giuditio che da la retentione di costui ne debba succedere doi effetti, che il principe scoprirà la poca fedeltà etiam in politicis de li provintiali et tutti li loro consigli, et haverà perciò ottima occasione di castigare severamente alcuni che hanno guidata così fatta prattica, che dal altra parte li provintiali, oltre il strepito grandissimo che faranno che si ritenghino li loro huomini et aprino le loro lettere, mai più siano per fidarsi di S. A.

V. S. Ill.ma ha inteso il stato de le cose di qua, il quale senza dubio è per pigliare a benefitio de la religione cattolica ottima piegha, se S. A. osservarà quello che con tanta solennità mi hanno promesso . . .


Fußnoten

  • 1 Der auf Grund einer Einigung am Ende des Landtages beauftragte Ausschuß wurde für den 27. Februar 1584 einberufen (Graz LA, Landtagshandlungen 34, f. 41r). 
  • 2 Vgl. oben Nr. 142. 
  • 3 Bedenken der Theologen von Tübingen und aus Stuttgart über den neuen Kalender (Graz LA, Landtagshandlungen 35, f. 251v—263v). 
  • 4 Möglicherweise war ein diesbezügliches Schreiben des Heidelberger Rektors Philipp Marbach unter der Post aus Tübingen und Heidelberg, die dem Boten der Stände unterwegs in Leoben auf landesfürstlichen Befehl gewaltsam abgenommen wurde (Loserth, FRA II/50, S. 520). 
  • 5 Herzog Ludwig von Württemberg. 
  • 6 Pfalzgraf Johann Kasimir. 
  • 7 Es handelte sich dabei nicht um einen Botschafter, sondern um den Fußboten Bartelmä Prunner (Graz LA, Landschaftliches Archiv, Reformation 75). 
  • 8 Das stimmt nicht, denn die Verordneten der steirischen Stände baten bereits am 26. Februar um Aufklärung und am 29. Februar um Herausgabe der Briefe sowie Freilassung ihres Boten B. Prunner (Loserth, FRA II/50, S. 518f.). 
  • 9 Vgl. oben Anm. 4. 
  • 10 Wahrscheinlich Jeremias Homberger (Mayer, Jeremias Homberger, S. 203ff.). 
  • 11 Beschwerdeartikel vom 3. März 1583 (Loserth, FRA II/50, S. 521f.). 
  • 12 Diesbezügliche Schrift der Prälaten nicht bekannt. 
  • 13 Gemeint ist der Augsburger Reichstag von 1582. 
  • 14 Vgl. oben Nr. 138, 142. 
  • 15 Vgl. oben Nr. 2, Anm. 2. 
  • 16 Vgl. oben Nr. 34, Anm. 1. 
  • 17 Landesfürstliches Dekret vom 10. Dezember 1583 gegen den Prädikanten David Tonner, der den Papst einen Antichrist nannte (Graz LA, Landschaftliches Archiv, Reformation 74). 
  • 18 Germanico Malaspina. 
  • 19 Wolfgang Schranz.