Regest
Auflösung der ständischen Wache über Einschreiten Erzherzog Karls. Beschwerdebrief der Stände an Malaspina. Weiter keine Bereitschaft der häretischen Bürger zum Gehorsam. Größere Strenge gegen Bürger angebracht. Zurückhaltung bei Zusage päpstlicher Hilfe.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 201r—202r, Orig.
Brieftext
Questa settimana oltre l’haver l’A. S. tuttavia inherito al instituto già preso circa l’essecutione col bandire altri cittadini etc.1ha di più havuto che travagliare con li nobili, li quali se ben non s’ingeriscono ne li affari de li cittadini, havevano però sotto colore de la sicurezza de 266le loro persone, essendo veramente il popolo mezzo sollevato, 2messo quasi un presidio 3nel antaus 4casa loro, il che partoriva molti mali effetti oltre che venevano in questo modo a far credere che a loro non al principe toccasse l’haver cura de la città. Ma havendoli S. A. ripresi aspramente et dechiaratasi, che non solo non vuol permettere che loro ponghino il freno a lei, ma che lei lo vuol porre a loro, hanno licentiato li soldati, attione che se da loro realmente sarà stata essequita. Si spera che non ostante la partita del principe 5non sia per nascere tumulto né inconveniente di qualità, se ben alcuni cittadini parlano molto impudentemente contra la persona di S. A. minacciando in vero troppo a la scoperta, uno de quali è stato poi preso et messo ne la rocca. 6
A me hanno anco scritto una lettera minatoria,7la qual non havendo io voluto accettare, si sono risoluti di mandarla a S. A. 8Per questi rumori si è tra li consiglieri cattolici fatto una consulta, se è espediente che io stia ne la città in absentia di S. A., et hanno concluso di non; ma con tutto ciò io non posso per servitio di Dio del negotio et per conservatione de la mia essistimatione sodisfare a la volontà di S. A. et loro.
Circa il resto il negotio sta ne li pristini termini et non ostante qualsivoglia rigoroso essamine non si può cavare cosa alcuna da li incarcerati,9ma sono talmente conformi ne le risposte, che quelle istesse parole che dice uno l’altro similmente le dice, né è possibile traherne succo alcuno, dal che si comprende, che tra di loro è lega, la quale se ben si crede che con il tempo et con la constantia di S. A. si romperà, et che al fine si maceraranno questi ostinati cervelli, cosa 267che io non voglio affatto negare con tutto ciò se non se vi aggiunge anco per tertio capo la severità, anderà l’impresa cominciata inanzi che si veda perfetta molto a la longa. Et qua se ben la settimana passata mostravano pensiero di voler metter mano ad essa a suo tempo si sono poi alquanto raffredati per una lettera scritta da un principe, non so con che spirito, ne la quale si lamenta che in un certo negotio non sono state a Roma corrispondenti le promesse a li fatti. 10Et perché dove non è tutto quel zelo, che dovrebbe essere, né volontà così pronta di promovere il servitio di Dio, ogni picciola cosa basta per porre impedimenti, perciò non ha giovato niente quello che quel principe ha qua insinuato. Ma si cercarà di remediare al tutto con l’aiuto del S. Dio, massime che ha S. A. transcorso tanto inanzi che sì potiamo assicurare noi che non può non solo retrocedere ma è necessitata a proseguire.
Et essendo perciò hora interessata per conservatione del politico, quale li preme grandemente, non è tanta necessità a mio parere, che il ministro di S. S.tà nel tertio capo de la severità, qual può portar seco spesa, se ne faccia egli authore, perché se ben andasse riservato et si contenesse dentro di quelli limiti, che già da N. S. li furono prefissi,11con tutto ciò succedendo a caso qualche inconveniente pigliarebbono qua occasione di essagerare d’esser stati confortati et persuasi da S. S.tà et perciò ricercarebbono quasi per giustitia tutti quelli aiuti che fossero per essere o parerli sufficienti a estinguere la fiamma che fusse accesa. Et in me può tanto questo rispetto che non mi è parso insin hora espediente di offerir quello, che pur potrei, ma son stato di parere che sia più servitio di N. S. l’aspettare d’essere ricercato da loro, nel qual caso io penso poi di venderli caro et con dignità quello, che ho in commissione. Non vorrei già che nel animo de la S.tà S. per questo mio fondamento cadesse qualche minimo dubio che in me fosse dispositione di voler per avenire freddamente procedere, poiché Dio S. N. sa che non penso a questo anzi dal interessare S. S.tà in poi mi voglio affaticare più che mai. Né mi par che osservando io tal forma di governarmi ci sia pericolo di inconveniente alcuno, poiché come di sopra ho detto qua si è andato tanto inanzi che da lor stessi 268tra poche settimane, se durarà la disobedienza, saranno sforzati a metter mano a la severità, nel qual caso, se haveranno bisogno di aiuto et io non haverò confortati loro a pigliar quel modo di procedere, ogni picciolo aiuto che se li dia le sarà come inaspettato gratissimo et sarà sufficiente in tal caso il poco che altrimente né il molto bastarebbe. 12
Io non mancherò conforme al ordine di V. S. Ill.ma di scrivere a quelli principi, con quali S. A. si doverà consultare,13acciò almeno sia da loro più tosto animato che raffreddato et quanto a li cittadini et quanto al capo de li nobili quanto Dio S. N. ne aspirà qualche commodità di potere tentare con loro quello che si desidera . . .
Fußnoten
- 1 Vgl. oben Nr. 167, Anm. 8.
- 2 Vgl. oben Nr. 168, Anm. 2.
- 3 Am 17. Mai teilten die Stände Erzherzog Karl mit, man werde wegen eines gefährlichen Wurfes, der soeben auf einen Landmann — gemeint ist David von Lengheim — erfolgt sei, genötigt sein, eine Wache aufzunehmen (Loserth, FRA II/50, S. 537).
- 4 Landhaus.
- 5 Vgl. unten Nr. 173.
- 6 Wahrscheinlich Maiser Zensen, Bürger und Schuster in der Murgasse, der gemäß landesfürstlichem Befehl vom 27. Mai sofort festzunehmen und dem Burggrafen Julius von Sara zu überantworten war (Loserth, FRA II/50, S. 549, Anm. 1).
- 7 Nr. 168.
- 8 Der Brief an Malaspina vom 18. Mai 1584 wurde am folgenden Tag Erzherzog Karl übergeben (Graz LA, Landschaftliches Archiv, Reformation 75).
- 9 Vgl. oben Nr. 167, Anm. 8.
- 10 Nichts Näheres bekannt. Vielleicht ein Schreiben an Rudolf II. oder Erzherzog Ernst, die fallweise einen mäßigenden Einfluß ausübten, während Erzherzog Ferdinand von Tirol und Herzog Wilhelm, mit denen Erzherzog Karl in regelmäßiger Korrespondenz stand, zum Vorgehen gegen die Häretiker aufforderten.
- 11 Vgl. oben Nr. 43, 47.
- 12 Vgl. unten Nr. 174, 175.
- 13 Vgl. oben Nr. 166.