Regest
Bewilligung des Universallandtages, jedoch mit Ausschluß der Religionsfrage. Probleme bei Durchführung des Verbotes der Sakramentenspendung an Bürger durch Prädikanten. Heranzie 322hung des Prälatenstandes zum Unterhalt der Hofkapelle und Verwendung der bisher dafür bereitgestellten landesfürstlichen Gelder zur Aufstellung einer Leibwache für Erzherzog Karl.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 253r-254r, Orig.
Brieftext
La dieta universale fu da l’A. S. concessa1con due restrictioni, cioè che non si faccia in essa mentione di religione pretestando etc. 2et che coloro che in nome de le provincie saranno eletti habbino plenaria auttorità di risolvere et concludere senza aspettare assenso o confirmatione de li loro principali. L’A. S. vive con speranza et dice di haverne anco rincontri buoni che le limitationi proposte sono per essere di tanto momento et peso appresso li nobili che non si curaranno più di tal dieta, 3et però qua al presente si vive senza sollicitudine quanto a questo particulare.
A la inhibitione fatta a li predicatori heretici circa l’astenersi di administrare li sacramenti4hanno risposto li nobili che loro non possono chiudere la loro chiesa né impedire li cittadini et populari che non ci entrino a loro posta, al che si è replicato che S. A. suplirà in ciò a la impossibilità loro. Perilche stiamo con desiderio, aspettando che naschi qualche occasione o di copulare o di altro, per fare una prova del ardire di questi predicatori, contra quali S. A. mi promette di volere procedere se transgrediranno il precetto che li è stato fatto.
L’A. S. desidera una gratia da S. B.ne, la quale oltreché apportarà utile al A. S. sarà ancora subordinata al commodo del negotio de la religione. Tiene S. A. per servitio de la chiesa una capella con alcuni capellani et musici et altri officiali, ne quali spende ogni anno da XVIII in XX milia fiorini,5desiderarebbe di convertire questi dannari per ampliare la guardia de la persona sua, la quale però se non diretamente almeno indiretamente verrebbe a servire quasi per un mezzo presidio sufficiente a castigare li disobedienti et precipuamente li predicatori heretici, a quali al presente se contraveniranno al commandamento di S. A. forsi sarà altretanto difficile come pericoloso 323il metterci le mani adosso. Ma perché non sarebbe né di decoro né di edificatione che l’A. S. si privasse di quella unica consolatione, che dice che resta in questo mondo, et ciò è d’una continua assistentia a li sacri officii, dal che lei afferma di ricevere tanta solevatione che senza essa malamente potrebbe suffrire non solo il peso, ma né il pensamento di esso di dover si guardare in casa da li heretici et di fuori di Turchi. 6L’uno et l’altro de quali stanno come arpie per ingiotirlo. Perciò col mezzo et favore di S. B.ne vorrebbe che li ecclesiastici et regulari pagassero la spesa, che fa ne la capella, et lei si obligarebbe a spendere altre tanta somma in stipendiare soldati per guardia de la persona sua. Né voglio tralasciare di significare a V. S. Ill.ma quello che me ha insinuato l’A. S., che si reputarebbe a gran vergogna quando N. S. cadesse in suspicione che lei si fosse indotta per interesse alcuno a promovere il negotio de la religione, et in verità me ha con tanto rispetto et verecondia ragionato di questo particolare che me ha fatto grandamente maravigliare, se bene mi son edificato non poco de la modestia et circonspettione sua, in effetto se si darà sodisfattione a S. A. in questo, sarà un obligarla a far ciò che si vorrà in servitio publico. Né al stato ecclesiastico sarà ciò di molto interesse, poiché includendo li parrochi et abbrazzando tutti indiferentemente verrà a toccare a ciascheduno di essi sì poca somma, che apena ascenderà ad un reale la portione di un anno. 7Et poiché la maggior parte di essi convertono in usi poco leciti le intrate che hanno, sarà bene però conveniente che s’induchino a porgere voluntieri aiuto al A. S. in cosa che concerne il servitio et ben publico. Per li rispetti detti di sopra giudico veramente che sia espediente utile et necessario di dare ogni possibile sodisfattione al A. S., la quale è di natura et quando non fosse è hora in tal stato per la stretezza ne la quale si ritrova, che stimarà ogni gratia per picciola che sia mirabilmente, et per il contrario si servirà a suo tempo de le negative che li saranno date per palesare l’impossibilità sua, se non può essequire quello che li viene da li attinenti suoi et da altri raccordato 8. . .
Fußnoten
- 1 Die landesfürstliche Resolution ist mit 18. Oktober datiert, war aber den ständischen Verordneten am 23. Oktober noch nicht bekannt (Loserth, FRA II/50, S. 563, Nr. 438).
- 2 Vgl. oben Nr. 206, Anm. 2.
- 3 Vor allem die steirischen Stände drängten aber weiter auf die Einberufung eines Universallandtages (Loserth, FRA II/50, S. 563, Anm. 2).
- 4 Vgl. oben Nr. 209, Anm. 4.
- 5 Vgl. Thiel, Zentralverwaltung, S. 179, 183, 194f.; siehe unten Nr. 219.
- 6 Ende 1580 gewährte der Papst Erzherzog Karl und Erzherzogin Maria auf ihre Bitte hin jedesmal, wenn sie in dieser Kapelle kommunizierten, einen vollkommenen Ablaß (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 105f., 144).
- 7 Vgl. oben Nr. 187, Anm. 4.
- 8 Vgl. oben Nr. 195.