Regest
Bitte der Bürger um Wiederzuwendung der landesfürstlichen Gnade, Abschaffung des Stadtanwaltes und Nichtverwehren der evangelischen Religionsausübung. Besuch der Synode in Udine durch Archidiakone von Görz und Kärnten. Vorerst keine landesfürstliche Erlaubnis zur Veröffentlichung der erneuerten Konstitution Nikolaus III. Racheaktion der Venetianer für Totschlag eines Ihrigen.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 338r—339r, Orig.
Druck:
Reichenberger, Nuntiaturberichte, S. 459f.
Brieftext
Li cittadini heretici che regono la città di Gratz hanno dato una supplica a S. A., ne la quale con molte parole domandano finalmente tre cose: La prima che li restituisca la sua gratia et permetta loro di andare al suo conspetto dal quale per loro mali portamenti eranno stati privati.1La seconda che li levi il capo catholico datoli da S. A. senza l’intervento del quale non possono fare conseglio. 2La terza che non li sforzi più oltre ad astenersi dal essercitio de la loro religione altrimenti minacciano di partirsi etc. 3
Questa supplica è stata data da S. A. in mano del suo conseglio che dice a me di non potere respondere altro se non che si renda a costoro la gratia et il conspetto del principe per potere trattare più commodamente con essi, nel resto si persista intrepidamente in quello che S. A. ha decretato una volta in favori de catholici.4
Dal procedere et minaccie di costoro si vede che la mira loro non è altra se ho di cercare di mettere il principe in pericolo evidente di perdere se non tutti al manco una parte de li denari de le contributioni et per questa via indirettamente constringerlo a fare le voglie loro.
345Io non cesso di tenere edificata et corroborata la buona intentione di S. A. ma vo alcuna volta dubitando che le mie instantie non habbiano intiera autorità, poiché io non ho portato qua tanti sacchi di scudi quanti alcuni di costoro vanamente si erano persuasi.
Ho ottenuto perdono per gli archidiaconi di Goritia et Charintia incorsi ne la disgratia di S. A. per essere andati a la sinodo in Udine contra gli ordini, prettendendo S. A. che non in Udine ma in Aquileia che è la sede patriarchale si debba celebrare la sinodo diocesana.5Di questo particolare mi haveva ricercato per sue lettere il vescovo di Parenzo visitatore apostolico nel Friuli. 6
S. A. dopo haver vista et fatta vedere la bolla di Nicola III rinovata da N. S.7dubitando che non le dia impedimento a riscuotere le contributioni da gli ecclesiastici si risolve di non dare licentia di publicarla si che non vede come l’imperatore si governi in questo negotio, 8in ogni caso si potrà fare publicare per via di Roma da gli ordini senza far strepito.
Nel Cherso9gli huomini di S. A. hanno amazzato un sudito de Venetiani per errore et li Venetiani a caso pensato armata manu hanno arso et ruinata la casa del occisore non l’havendo potuto ritrovare lui che se n’era fuggito. Ne manco con questo spaccio prossimo passato ho ricevuto lettere di V. S. Ill.ma sia per avviso . . .
Fußnoten
- 1 Vgl. oben Nr. 186, Anm. 1.
- 2 Vgl. oben Nr. 186, Anm. 3.
- 3 Mit den landesfürstlichen Dekreten vom 9. März und 23. April 1582 wurde den Bürgern der Besuch des evangelischen Gottesdienstes verboten (Loserth, FRA II/50, S. 274—279, 296f.).
- 4 Mündlich wurde den Bürgern durch die Räte mitgeteilt, daß sie wieder in landesfürstlichen Gnaden seien, der Stadtanwalt erst abberufen werden könne, wenn sie den Gehorsam geleistet hätten und wegen des evangelischen Gottesdienstes Vorschläge machen sollten, die das Gewissen Erzherzog Karls nicht belasteten (Loserth, FRA II/50, S. 567f.).
- 5 Die Synode fand Ende November 1584 entgegen dem Verlangen Erzherzog Karls, der deswegen seinen Untertanen die Teilnahme verbot, im venezianischen Udine und nicht in Aquileia, das österreichisch war, statt (Arch. Vat. Nunz. Germ. 68, f. 190r—191v; De Renaldis, Memorie, S. 343).
- 6 Vgl. oben Nr. 222.
- 7 Vgl. oben Nr. 227, Anm. 3.
- 8 Vgl. unten Nr. 247.
- 9 Chersano im österreichischen Teil Istriens.