Regest
Eröffnung des steirischen Landtages. Landesfürstliche Proposition und städtische Beschwerden. Gespräch mit Salzburger Kommissaren über Laienkelch. Bevorstehende Reise Erzherzog Karls in die Bäder bei Wien und nach Prag.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 68, f. 92r—93r, Orig.
Brieftext
La mattina del giorno di S. Giorgio si cantò la messa de lo Spirito Santo a la presenza di S. A. et di tutti li catholici et quella fornita si fece la proposta1de la dieta di Stiria che consiste tutta nel governo politico et nel dimandare le contributioni solite de denari, 2et gli interessati sono ogni giorno a consiglio sopra ciò se bene del numero di 60 che solevano essere non sono hora congregati più che 24. Ultimamente li provinciali hanno dato una scrittura a S. A., ne la quale allegano di non potere proseguire più inanzi la dieta se prima non sono discussi li loro gravami, de quali è il primo quello de la religione et de’ i cittadini heretici. 3Io ho supplicato S. A. che voglia 376tenere forte li suoi decreti et non fare concessione alcuna nova a costoro mi ha promesso di stare intrepidamente in quello che ha deliberato una volta et che io non dubiti non mancarò di andare riscaldando S. A. di mano in mano conforme al bisogno che vederò accioché non riceviamo qualche affronto. Li commissarii di Saltzburg che sono un canonico theologo et dui dottori leggisti sono venuti da me con lettere di credenza così del arcivescovo come del coadiutore, 4io ho fatto loro carezze et buona ciera et offertomeli prontissimo in ogni loro occorenza, in fino adesso non hanno trattato altro con meco se non del abuso del calice nel quale mi dicono (se però è vero) che tutto questo abuso è revocato non solo per scrittura ma anco con effetto in tutto lo stato del arcivescovo, ma che il vescovo di Gurgo volendo essequire il breve di S. S.tà 5dubita di non eccittare tumulto di populo, et presupone che ne possano nascere molti pericoli, così parlano le lettere del vescovo che scrive a l’arcivescovo ma intendere bene per ancora onde nasca questa diversità di scrivere, se bene in questi paesi non è cosa insolita. Et perché li commissarii dimandavano a me consiglio sopra questo, ho risposto loro che havendo io et essi necessità di obedire a i breve et a la deliberata voluntà di N. S. non ci accade consiglio et che sono due conclusioni fermissime: L’una che la S.tà S. non è per concedere più per niuna conditione la communione sub utraque specie, l’altra che bisogna revocare non solo per scrittura et per editti, ma con effetto reale la concessione altra volta fatta da Pio IV fel. mem., poiché l’esperienza ci mostra che non solo non è utile ma dannosissima. 6Resta adunque solo questo punto di vedere, come si può revocare l’abuso senza strepito et sopra questo cosultaremo. In fine che io non scrivo che siano fatti li vescovi di Secovia e Lovanto V. S. Ill.ma presuponga che l’arcivescovo et canonici non siano risoluti, si fa conto che questa dieta durerà per tutta quaresima, fatta l’ottava di Pasqua S. A. con la arciduchessa partirà per li bagni di Vienna et di poi per Praga. 7Ne havendo altro che rispondere a la lettera di V. S. Ill.ma di 2 di Marzo 8. . .
Fußnoten
- 1 Die landesfürstliche Proposition wurde am 11. März vorgebracht (Graz LA, Landtagshandlungen 36, f. 2r—9r).
- 2 Die gewöhnliche Kontribution betrug ca. 200.000 fl. im Jahr.
- 3 Wahrscheinlich der Verordneten Relation über religiöse und politische Beschwerden seit 1. Mai 1584 (Loserth, FRA II/50, S. 576—580).
- 4 Kredenzbriefe nicht vorhanden.
- 5 Vgl. oben Nr. 241, Anm. 3.
- 6 Vgl. oben Nr. 246.
- 7 Vgl. unten Nr. 271.
- 8 Nr. 261.