Regest
Mißstände bei Dominikanern. Verhandlungen eines Vertrauten des Kardinals Bourbon mit Erzherzog Karl. Bitte des Abtes von St. Lambrecht um Erneuerung des Ablasses für Mariazell. Suche nach Breve oder Bulle Klemens VII. für Ferdinand I. mit Erlaubnis zum Verkauf von Kirchengütern. Neuerliches Ersuchen um Expedition der Ehedispens für Fortunato Catta.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 68, f. 223r—225r, Orig.; Antwort am 21.
(Sep-
tember); Beilage ebenda f. 186r, Decifrat.
Brieftext
Accusai con la mia di 2 di questo1la ricevuta de le crocette et per farle più pretiose supplicai per un breve che dechiarasse le loro indulgenze et le accompagnasse ne la manera che V. S. Ill.ma haverà visto. Hora mi tratterò di presentarle sin a la risposta di V. S. Ill.ma, la quale secondo il mio conto serà qui poco prima o poco da poi il ritorno de le loro Altezze. 2
La causa de’ frati Dominicani che V. S. Ill.ma m’incarga da parte di N. S. per la sua di 24 d’agosto3serà con ogni discretione possibile rappezzata da me, dico rappezzata perché volendola decidere canonicamente bisognarebbe castigare tutti quanti sono conforme a li loro delitti che non sono né pochi né leggieri. 4Fra tanto serà bene che venga un provinciale che tenga di loro migliore cura che non è stato fatto infin’ ad hoggi.
427Va segretamente con un servitore solo a questi principi catholici un gentilhuomo francese chiamato Metello, huomo maturo, buon catholico et sopra tutto instrutto et versato ne gli affari de’ principi, costui dice essere mandato dal sig. cardinale di Borbon et pare che venga anco di fresco da Roma. Egli dopo haver’ parlato qui con il cancelliero de l’arciduca et con li padri Giesuiti ha cavalcato subito per trovare S. A. et se bene è stato ricercato instantemente dal cancelliero, non ha però voluto dire mai per quel che vada.5Ma se è lecito torre a indovinare si può conietturare dal suo parlare che va o per trattare matrimonio con questa primogenita di S. A., 6la quale ha fatto prova di volere vedere, o per dare conto de la causa del cardinale suo et de consorti, o fosse per provare di tirare in lega con loro tutti questi principi catholici et può essere che li Francessi tentino questo forse più presto per valersi del nome spetioso di un lega catholica Germanica a terrore et spavento de gli Ugonotti che per l’effetto rilevante che ne possa resultare. Questo gentilhuomo va anco accennando nel suo ragionare di alcuna impresa da farsi per li catholici contra Ginevra et contra Inghilterra, del quale regno et regina mostra essere molto ben prattico. Io parlo a mente ma a la tornata di S. A. farò prova d’intendere con più veri fondamenti tutta questa prattica, et se bene debbo presupporre che V. S. Ill.ma già la sappia meglio d’ogni altro, tuttavia in materia tale ho voluto più presto essere superfluo che defettivo. 7
É ne la giurisdittione de l’abbate di S. Lamberto, prelato soggetto immediatamente a la Sede Apostolica et riputato in questi paesi il migliore religioso che ci sia,8una chiesa parochiale chiamata S. Maria ad Cellas, a la quale per antica devotione è tanto gran concorso nel ottava de l’Assontione de la Madonna con li sette giorni subsequenti et ne li tre giorni de le feste de la pentecoste così di gente catholica come anco di molti tinti di heresia, che da Vienna gli è venuta altra volta in peregrinaggio la regina vedova di Francia con l’arciduca 428Matthias suo fratello. 9Di qui vi è andato l’arciduca Carlo et da tutte queste provincie circunvicine li concorre moltitudine infinita, et la maggior parte di essi non si parte di la senza essersi prima confessata et communicata, et perché vi era una indulgenza di papa Bonifacio IX già rivocata per havere la clausula porrigendi manus adiutrices. 10L’ abbate è venuto fin qui a pregarmi che io voglia intercedere presso la S.tà di N. S., perché questa indulgenza sia rinovata. Et per guadagnare maggiore numero d’anime desidera anco di havere facultà per quelli otto giorni subsequenti a l’ottava de l’Assontione et per le tre feste di pentecoste di potere deputare sino a la somma di 24 confessori approbati da lui con potestà che possino absolvere tutti li peregrini primeramente da l’heresia di poi anco da tutti gli altri peccati etiandio reservati ne la bolla in Coena Domini come più amplamente V. S. Ill.ma vedrà nel memoriale che perciò mando alligato. 11
Io che per lunga prova so quanto giovi quivi essercitare più la potestà apostolica dove è maggiormente oppugnata, credo che per beneficio de l’anime et augumento de la fede catholica se li debba concedere quanto dimanda et presto et gratis, et perciò ne supplico humilmente et voluntieri la S. B.ne. Mi pare bene che la concessione non debba passare il termine di dieci anni, sì per andare più ristretto et dispensare l’indulgenza con maggiore reputatione si per mettere in obligo l’abbate di fare fornito il termine la medesma dimanda, et perciò riconoscere la suprema potestà del Pontefice Romano, che molti etiandio ecclesiastici et catholici si scordano facilmente.
Sono ricercato da questi ecclesiastici per beneficio de le loro chiese di fare trovare una facultà che fu data ne l’anno 1529, 1530, 1531 da papa Clemente VII a l’imperatore Ferdinando di potere alie429nare la quarta parte de’beni stabili de le chiese, 12la quale non so né sa questo clero che non l’ha mai potuta vedere, se fosse espedita per breve o per bolla né con che conditioni. Se è per breve m. Francesco Orselli mio nipote che ha servito già 20 anni et serve tuttavia la S.tà di N. S. ne la segretaria de’brevi commandato da V. S. Ill.ma la trovarà subito 13et ne farà coppia per mandarmi, se serà per bolla egli dirà a chi si debba far capo. Questa facultà ruinò le chiese di questi paesi et gravò la conscienza de l’imperatore, che di poi fu pentito di haverla dimandata, et ottenuta vedendo che a lui ne era venuto in borsa molto poco utile et molto grande guadagno a li suoi ministri, che robbarono et assassinorono ogni cosa. 14
La dispensa matrimoniale del sig. Fortunato Catta15non fu mai espedita per le difficultà che vi fa come intendo mons. dattario, il quale pensa forse che questo sia un caso ordinario et non qualificato de la manera che è, ma perché se non si espedisse hora dopo la voce uscita de la gratia già fatta da S. S.tà darebbe scandalo doppio et disordine infinito. Supplico V. S. Ill.ma che ottenga di novo gratia da N. S. che sia espedita senza contradittione et senza dilatione . . .
Beilage:16Empfiehlt die älteste Tochter Erzherzog Karls für Ehe mit König von Spanien oder mit Kaiser 17. Poiché la christianità tutta sta in tanto pericolo, come S. S.tà sa, non restarò di ricordare humilmente come qui è una figlia del arciduca Carlo che passa poco più di 12 anni, bella come un angelo et di razza di fare ogni di un figlio, la 430quale si potrebbe maritare o al re cattolico o al imperatore et in un tempo istesso sollevare et accreditare questo principe et dar terrore a gli heretici et insieme provedere a la solitudine di questi principi austriaci, li quali morendo senza figli corrono pericolo di ruinare la casa sua et tutto il christianesmo.
Fußnoten
- 1 Nr. 298.
- 2 Vgl. unten Nr. 305.
- 3 Weisung Rusticuccis nicht erhalten.
- 4 Vgl. oben Nr. 288.
- 5 Malaspina berichtete, daß der Gesandte des Kardinals Bourbon und des Herzogs Guise in Wien Erzherzog Ernst zum Eintritt in die Liga gegen die Häretiker gewinnen wollte (Reichenberger, Nuntiaturberichte, S. 172f.).
- 6 Erzherzogin Anna. Vgl. oben Nr. 277.
- 7 Vgl. unten Nr. 301.
- 8 Johann Trattner, 1562—1591 Abt von St. Lambrecht, war Mitglied der Visitationskommission von 1581 und ein energischer Sprecher des Prälatenstandes im Landtag (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 359; Rainer—Weiß, Visitation, S. 13f.).
- 9 Am Bartholomäustag 1583 sollen gegen 10 000 Wallfahrer, darunter Elisabeth, Königinwitwe von Frankreich, nach Mariazell gepilgert sein (Tomek, Kirchengeschichte II, S. 645).
- 10 Bonifaz IX. verlieh 1399 allen Christgläubigen, die nach Ablegung der Beichte die Pfarrkirche Mariazell am Oktavtag von Maria Himmelfahrt und den sieben folgenden Tagen andächtig besuchen und für deren Erhaltung ein Almosen spenden, den Ablaß der Markuskirche in Venedig am Christi Himmelfahrtstag (Frankl, Papstschisma und Frömmigkeit, S. 57, 184ff. und 234f.).
- 11 Bitte des Abtes von St. Lambrecht für die Oktav von Maria Himmelfahrt und die Pfingstfeiertage in Mariazell um einen Ablaß und um die Vollmacht für 24 Beichtväter, von der Häresie und von allen anderen Sünden, auch den in der Abendmahlsbulle dem Heiligen Stuhl reservierten, lossprechen zu können (Arch. Vat. Nunz. Germ. 68, f. 196r). Vom 4. September 1585 stammt ein siebenjähriger Ablaß Caligaris für Mariazell (Stiftsarchiv St. Lambrecht, Urk. II 1274).
- 12 Bereits im Jahre 1524 gestattete Hadrian VI. die Einhebung der Terz von allen geistlichen Einkünften eines Jahres; 1529/30 wurde die Geistlichkeit mit der Quart belastet, die das Kirchenvermögen schwer angriff (Graz LA, Urkunden 1524 Jänner 29, Februar 16 und 19; 1529 September 3 und 12; 1530 Februar 26, März 26 und Juni 11; Weinzierl, Die Quart in Kärntens Stiftern, S. 139ff.).
- 13 Memoriale für das Suchen der von Klemens VII. Ferdinand I. gegebenen Vollmachten (Arch. Vat. Nunz. Germ. 68, f. 194rv).
- 14 Dieses Problem wurde bereits 1580 an Malaspina herangebracht, der daraufhin in Rom um Kopien der betreffenden Urkunden bat. Angeblich hat die päpstliche Zustimmung zum Kirchengutverkauf niemand gefunden und gesehen; trotzdem berief man sich auf ein darin enthaltenes Rückkaufsrecht (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 82).
- 15 Vgl. oben Nr. 254.
- 16 Die Beilage ist nicht datiert, paßt aber dem Inhalt und der Altersangabe nach, daß Erzherzogin Anna, geboren am 16. August 1573, ein wenig über 12 Jahre alt ist, zu diesem Bericht. Anna wurde schließlich 1592 mit König Sigismund von Polen vermählt.
- 17 Vgl. oben Nr. 277.