Briefnr. 197

(Benni und S. della Torre an Aldobrandini) 1593 (November 30)

Band 3

Regest

Zusammenfassung der Missstände und Vorschläge zur Besserung der Lage in Innerösterreich und in Senj für Kardinal Aldobrandini zur mündlichen Information des Papstes: Heuchelei im Landtag, Kleidung der Äbte, Trunkenheit bei Gelagen mit Häretikern, Konkubinat und Sorge für die Kinder, Sakramentenverkauf, Kommunion unter beiden Gestalten, Abschaffung der Vesper, Zurückhalten von Pfarren durch Bischöfe für die eigene Mensa auf Kosten der Vikare, Ruin des monastischen Ideals durch Lehensgüter, Anrufung der weltlichen Gewalt durch Religiose bei klösterlichen Problemen, Ignorierung des Fastengebotes durch mit Häretikern speisende Italiener, Abwesenheit der Bischöfe von ihrer Diözese.

Nuntius, der keine Geschenke nimmt, Nonnen aus Italien berufen und Benefizien trennen und vereinen kann. Gründung von je einem Seminar in Steiermark, Kärnten und Krain. Wahl eines Römischen Königs, Heimkehr Ehzg Ferdinands vom Studium, Verkauf von Senj an König von Spanien. Truppen und nicht Geld schicken.


Archiv

Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 68B, f. 124r—125v, Orig.


Al Mons. Cinthio Aldobrandino che lo dice a bocca a N. S.

Per l’Austria inferiore et Segna

Infirmità spirituale nel clero:

1. La simulatione nelle diete sotto pretesto de libertà.

2. Li abbati che l’habito che si veda.

3. Le ebrietà nelli conviti con li heretici.

4. Dello stato del concubinato; preti et frati et fabriche che fanno per i figlioli.

5. Vendono i sacramenti nella diocesi Aquilegense.

6. Communicano sub utraque specie il populo senza la consecratione del sangue.

7. E’ tolta la santa ceremonia del vesparo.

8. Li vescovi ritiengono le pieve facendo vicarii, retengono l’entrate per la mensa episcopale, per il che i preti fanno esercitii vili et son comportati nelli publici vitii.

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9. I feudi che hanno li religiosi li rovina la disciplina regolare et la castità.

10. Li religiosi con supplice manifestano tutti i defetti de i claustri al principe et a suoi tribunali.

11. Delli italiani che mangian carne con li heretici nelli giorni prohibiti.

12. L’absentia de vescovi dalle lor chiesse.

Remedio:

Al primo separar l’erario ecclesiastico da quello delli heretici.

Al 2° privarli della dignità post primam admonitionem.

Al 3° proibirgli il convitarsi con li heretici.

Al 4° castigarli secondo la forma del concilio et quello che hanno fabricato applicar ai seminarii.

Al 5° La pena de sacri canoni contra simoniacos.

Al 6° il nuntio faccia un sinodo generale.

Al 7° ordinar che si lega la dottrina christiana dal mese di magio per sin tutto settembre et così ritornarà l’uso de vesperi.

Al 8° applicar quelle pensioni parte alli seminarii et parte alli parrochiani.

Al 9° che se affittino le giurisdittioni a laici, etiam con un puoco de danno più presto che naschino tanti scandoli.

Al 10° il nuntio essendoli ascoltarà tutti i gravami de religiosi.

Al 11° il nuntio ricerchi al principe che tutti li italiani che son stati cattolici et che vengono d’Italia siano scacciati il che otterrà del certo.

Al 12° La residentia overo un suffragamine.

Remedio generale:

1° V. S.tà tenga un nuntio di buona vela non simoniaco, non tolla presente; perché delli passati ancora si mormora siano sudditi o confidenti di casa d’Austria.

2° Che li padri gesuiti più secretamente trattino con i principi, cartasiani, fra ventura.

3° Far tre seminarii uno in Stiria, l’altro in Charintia, l’altro in Cragno, le entrate sarrano de i beni ecclesiastici, di quelli che ne han’ di superfluo, delli conventi dove sta un frate o doe con scandalo, li doi conventi de certusini,1la prepositura d’Ebendorfh 2et molti conventi de mendicanti che danno più scandalo che utile alla chiesia, il nuntio applichi tutte le pene del clero a questi seminarii et ancor bisognando V. S.tà 254faccia una colletta dalli conventi d’Italia da questi seminarii usciranno boni religiosi, buoni parrochiani et buoni laici, et li publici officii poi che il principe non vol dar publici officii senon a cattolicii et né a puochi de i vertuosi et da bene siano ammaestrati con gran timor d’Iddio, che in cinque o sei anni si riempierà il paese di buoni predicatori, così con facilità si ridurrà quel populo d’ovile alla religion cattolica.

4° Il nuntio visita tutto il paese avanti faccia il seminario.

5° Habbia autorità il nuntio condur monache d’Italia.

6° di poter congiungere et disunire beneficii ecclesiastici secolari et regulari.

7° V. S.tà scriva al ser.mo arciduca Ernest raccommandandoli questa riforma del che so che si ha ardentissimo desiderio.

Rimedii temporali:

1° Che se facci un re di Romani.3

2° Che l’arciduca Ferdinando4venghi a casa sotto l’arciduca Ernest.

3° Muti consiglieri.

4° V. S.tà procuri che nel tor (?) il giuramento dei sudditi i principi habbiano li imbasciatori et così l’arcivescovo de Solspurch, il patriarca di Aquilea et i prelati di quelle provincie tutti unitamente protestino al principe, che levi li predicanti della città promettendoli aiuto si bisognarà, questo rimedio solo basta a smorzar l’eresie.

5° Si dispegnino i castelli.

6° Li beni ecclesiastici impegnati sotto Ferdinando imperator,5che così si scacciaranno li baroni heretici et multiplicaranno li cattolici et il principe si farrà più riccho et più potente.

Rimedio per Segna:

1° Venderla al re di Spagna con tutte quelle rive et con quel danaro il principe dispegni castelli et beni ecclesiastici per questa strada si assecura il mare adriatico dal Turco et l’Austria inferiore, il Frioli et tutti l’Italia. Si pon freno alli heretici et congiunta Casa d’Austria di Spagna con Germania, si assecura le lettione del imperatore in persona cattolica.

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2° Se questo non riuscisse si fortifichi la torre di Segna, si lasci lì trecento soldati et si reduca il resto in Otoctiaz6fortificandolo per questa strada, si da satisfattione a tutti et si fortificano più i confini.

3° In tanto se le mandi l’assolutione come humilmente domandano con l’occasione di questo s.mo giubileo.

4° Si soccorrino in questa estrema nescità di una puoca di vittuvaglia acciò non facessero come quelli biz.

Ricordo generale:

V. S.tà mandi gente et non danari,7per me Agnus Dei et corone.


Fußnoten

  • 1 Geirach und Seiz in Slowenien. 
  • 2 Augustiner Chorherrenstift Eberndorf in Kärnten. 
  • 3 Schreiben des Papstes an Rudolf II. mit der Mahnung zur Königswahl vom 19. Februar 1593: Arch. Vat. Arm. 44, vol. 38, f. 239r; Pastor XI 696. 
  • 4 Der zukünftige Landesfürst studierte in Ingolstadt. 
  • 5 Mit päpstlicher Zustimmung wurde unter Ferdinand I. ein Viertel des gesamten Kirchenvermögens für die Türkenkriege herangezogen. Vieles davon kam bei der Umsetzung in Geld in den Besitz protestantischer Adeliger. 
  • 6 Siehe Nr. 176. 
  • 7 Wiederholt hat der Papst größere Geldsummen für die Türkenabwehr geschickt, 1595 und 1601 ein Hilfsheer; Pastor XI, 209—229; Brancucci, 193—203.