Regest
Bemühungen um Bamberger Bischofswahl und Abberufung Hoffmanns. Reinigung des Rates und Hofes von Häretikern. Schulbesuch der Bürgersöhne. Rückstellung Aquileias an Patriarchen. Differenzen des Kapitels von Aquileia mit Erzherzog Karl wegen Abgaben. Bevorstehender steirischer Landtag. Ablehnung eines Mahnbreves zur Beseitigung der Häresie in Innerösterreich mit Hinweis auf ansonsten zu erwartende Maßnahmen Venedigs. Wichtigkeit des Augsburger Religionsfriedens für Erzherzog Karl. Größere Vorsicht bei Verhandlungen. Grenzstreitigkeiten Erzherzog Karls mit Venedig. Päpstliche Hilfsgelder. Mahnung an Bischöfe, Äbte und Pröpste zur Verteidigung des katholischen Glaubens am Landtag.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 14, f. 5r—8v, Minute.
Brieftext
La settimana passata hebbi le lettere di V. S. de li 3 et 6 del passato,1in questa poi ho ricevuto le altre del primo, 10, 12 et 17 del medesimo 2con alcuni duplicati, a le quali risponderò succintamente per la strettezza del tempo che ho, dicendole esser piacciuto a N. S. l’officio fatto da S. A. con la Mtà de l’imperatore per le cose di Bamberga, et la richiamata de l’Hoffman, 3et hormai penso che si dovrà intendere il parto di quel capitolo, qual piaccia a Dio che sia, secondo il servitio di S. D. Mtà et bisogno di quella chiesa.
Si è inteso quel che in molti congressi ha trattato con V. S. il cancelliero circa le cose di quei paesi pertinenti a la religione, et li ricordi che V. S. ha dati in questa materia sono stati buoni et necessarii,4cioè che S. A. faccia quel che può da sé arditamente in nettar il conseglio et la casa sua, non dubitando che Dio non l’abbandonerà et che sarà aiutato da tutte le parti.
Circa l’ordine dato da S. A. per haver in nota li figliuoli de li cittadini et dove vanno a la schuola,5S. Stà dice che saria più espediente di non lasciar tener schuole, se non a catholici, et che faccino 88la profession de la fede secondo il concilio di Trento, perché a questo modo si potrebbono poi lasciar andare li figliuoli dove volessero ne la città, essendo li maestri tutti catholici.
Quanto a la scoperta che V. S. ha fatta de la intentione de l’arciduca di restituir Aquileia al patriarca, ogni volta che sia sicuro che non habbia da capitar in mano di Vinitiani, anchor ché S. A. possa esser molto sicuro in questa parte, vedendo massime che il patriarca adesso viene a Roma6per difender le ragioni de la sua chiesa in cosa di molto minor portata contra la Signoria, nondimeno quando così si desideri, S. Stà sarà dar dal patriarca qualsivoglia scrittura d’obligo, con interventi anco de l’autorità de la Sede Apostolica, ogni volta che l’A. S. si risolva di venir a la restitutione; et però V. S. vederà di cavar il netto se si dice da dovero o no, perché dovendo esser qui in breve il patriarca, si potrebbe trattar commodotamente seco.
In quella differenza del capitolo d’Aquileia S. Stà loda il mezo che V. S. haveva pensato che da dui cardinali di commune consenso fusse veduta et terminata, et però vederà che così si concluda.
Poiché la dieta è anticipata tanto, non si può far la diligenza a tempo perché gli oratori de’ principi,7quali V. S. nomina, vi si trovino, ma sarà per l’altra dieta che seguirà et in questa toccherà a V. S. a sostenere il peso, cioè far ogni opera per tener uniti gli ecclesiastici et catholici, opporsi tutti insieme a dissegni de gli heretici et in somma cercar d’acquistar più che si può a la religion catholica, operando che S. A. chiarisca la buona mente sua, et in caso che dubitasse di non poter sostener l’impeto, far degli heretici che rimanghino le cose in sospeso sin a l’altra dieta, che ci saranno maggiori aiuti.
Non è piaciuto a S. Stà per degni rispetti che si rifaccia il breve comminatorio con quel particolare de’ signori Venetiani, massime per non parer di sumministrar materie fastiduose tra questi potentati, ma dice che V. S. potrà lei toccar questi particolari in voce o in scritto quando le parerà tempo, senza però nominar li signori Venetiani, ma così in generale.8
Tra li fondamenti che furono proposti in quella consulta secreta quello pare molto reale et di grande importanza, de la pacificatione 89stabilita da l’imperio per le cose de la religione, essendo molto chiaro che secondo quel stabilimento tocca al principe di far viver li suoi vassalli in uno de’ dui modi et però che S. A. può molto bene farsi obedire, massime essendo certo d’haver da la sua anco per giustitia l’imperatore et tanti altri principi. 9
Io non lascierò di dir a V. S. che Tesser aperto et ingenuo è parte molto lodabile, et che suole piacer assai et spesse volte conciliar gratia appresso li principi et partorir di buoni effetti, ma che però questa sincerità vuole esser usata a tempo et in materie che non siano troppo pungenti; questo dico perché era forse meglio di non dire in faccia a S. A. quella cosa de l’Hoffman, ma che l’havesse fatta penetrar per altra strada con destrezza.
V. S. ha fatto bene di dar informatione di quel mons. Polidoro, benché de la sua promotione ancor senza questo rispetto non si era per far altro.10
Quanto a la differenza de’ confini tra S. A. et li signori Venetiani, N. S. farà sempre tutto quello che sarà in lei perché si levino di mezo le occasioni di discordie, conoscendo che ciò sarebbe gran beneficio non pur de le parti, ma d’Italia et di tutto il christianesmo, ma perché s’intende che si mandano per questo effetto huomini a l’imperatore, è necessario di veder quel che ne seguirà.11
Circa quello che desiderarebbe S. A. per haver in procinto gli aiuti, in caso che venisse a rottura, non par tempo adesso di trattarne, poiché bisogna che l’A. S. faccia molte cose inanzi che sono in potestà sua, et non si ha da temer che così facilmente habbi da esser disubidito, et che alcuni pochi siano bastanti a metter in conquasso l’autorità sua, tanto più sapendosi che l’imperatore et altri principi vicini, et per ragione di stato et per parentela et altre cause, non li mancherebbono d’aiuto, ma il tutto sta di voler farsi obedire.12
V. S. non mancherà di far in nome di N. S. con li vescovi, abbati et prepositi, quali si troveranno in dieta, ogni caldo officio, acciò stiano uniti et saldi in defender la santa religion catholica et resistere a gli heretici et insieme adherire a le giuste et honeste pretensioni del principe; come sanno convenirsi, et de i portamenti di ciascuno V. S. darà particolar avviso, perché S. Stà haverà caro di saperlo.13
90S. Stà ha inteso con molta satisfattione come il sig. cancelliero persevera in quella sincerità d’animo et buona intentione verso la santa religion catholica, ch’in lui s’ è conosciuta per il passato, et però V. S. potrà farli fede quanto la Stà S. ne resti contenta et la grata memoria che è per tenerne...
Fußnoten
- 1 Nr. 10, 11 und 12.
- 2 Nr. 13, 14 und 16.
- 3 Siehe Nr. 9 und 10, S. 28 f.
- 4 Siehe Nr. 12, 13 und 14.
- 5 Vgl. Nr. 18.
- 6 Siehe Nr. 15, Anm. 6.
- 7 Außer zwei kaiserlichen Kommissaren sollten noch Gesandte des Königs von Spanien, des Herzogs von Bayern, Erzherzog Ferdinands von Tirol und des Erzbischofs von Salzburg während des Landtages in Graz sein (Nr. 14, S. 54).
- 8 Siehe Nr. 16, S. 65.
- 9 Siehe Nr. 14, Anm. 40.
- 10 Siehe Nr. 16, S. 66.
- 11 Siehe Nr. 14, Anm. 46, und Nr. 74, Anm. 11.
- 12 Siehe Nr. 16, Anm. 21.
- 13 Siehe Nr. 43, Anm. 2.