Regest
Beginn des Landtages. Blasphemische Predigt vor evangelischen Ständen in der Kirche. Aussprache mit Kobenzl. Warnung an Grenzkommandeure vor als türkischer Kundschafter geschicktem Flamen. Beschwerde des Großtürken beim Kaiser über Grenzzwischenfall. Nachrichten aus Konstantinopel über wahrscheinliches türkisches Betreiben zu Krieg Frankreichs gegen Spanien. Ende des Nürnberger Konventes. Urteil in Angelegenheit Polydor de Montagnana.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 143r—144r, Orig.
Brieftext
Questa mattina, havendo prima S. A. fatto cantare la messa del Spirito Santo et ordinato una oratione publica, si è dato principio alla dieta,1nella quale S. A. ha proposto alli quatro stati quello che desidera da loro et hanno, conforme al’ordinario, tolto tempo a rispondere. 2Tutto il stato ecclesiastico è comparso, et sono bene animati et credo non mi mancarano. Domani verano tutti a desinar meco et unitamente li significarò quello che desidero da loro. Il vescovo di Secovia dà dimostrationi tali che mi fa credere che dichi da dovero. Tutti li catholici sono animati et siamo uniti. Il principe mandò hieri da me il padre provinciale de’ Gesuiti, suo confessore, et mi fece intendere che io raccommandassi la causa a Dio, ché egli era disposto di far quello che poteva, ma tutta via teme grandemente. Li provinciali non sono ancora comparsi tutti, 3et vengono contra loro volontà. Hieri quelli che sono presenti, radunati nella loro chiesa, fecero predicare un loro famoso predicatore, 4il quale animò tutti li 118auditori a resistere a S. A. Disse molte blasfemie contra S. Stà, chiamandolo antechristo. Tra otto giorni vederemo quello che ha da essere. Il Cobenzolo è stato da me et si è lamentato di S. A., che non li dia parte del negotio della religione, parendole che questo non sia altro che dichiarare che egli non sia buon catholico et che è pronto per mettersi nella inquisitione in man mia o del santo officio in Roma. 5Io li ho risposto, quanto al primo capo, che non mi ho da intromettere in dar consiglio a S. A. del’ admettere alii negotii o l’uno o l’altro de’ suoi consiglieri, et egli è bene restato sodisfatto et capace che non conviene che io parli circa questo. Quanto al secondo, li ho detto che le opere che egli fa et e per fare sarano quelle che daranno ad intendere al mondo la innocentia sua, et l’ho esortato a volersi astenere dalla continua familiarità delli heretici et aiutare quanto potrà il negotio della religione; egli ha promesso cosi fredamente, che io, quanto a me, mi prometto poco di lui.
S. A., essendo stata avisata dal’imperatore che il Granturco6mandava un Fiamingo sotto fittione di comprare orologii nelli paesi de’ christiani per sapere tutti li pensieri delli principi, che così promette il Fiamingo di volere penetrare et fidelmente refferire, ha commandato a tutti li capitani et governatori de’ confini ché siano diligenti, se a caso costui capitasse et perché hanno li segnali; se verrà, sarà ritenuto. Il Granturco similmente ha fatto rumore con S. Mtà Ces. per il fatto che sucesse alli giorni passati, quando fu amazzato in questi confini il beeg, et ha fatto esaminare li christiani prigioni suoi, 7quali hanno deposto che sempre la colpa di rompere la pacificatione è dal canto de’ christiani. S. Mtà Ces. ha scritto tutto questo a S. A. 8et lei ha, per consiglio di S. fatto esaminare li Turchi prigioni, et ancor essi hanno detto che la colpa è de’ Turchi. Hanno aviso da Constantinopoli che l’ambasciatore di Francia 9haveva spedito il secrettario suo al suo re et che si credeva fosse per instigarlo, in nome del Turco, a mover guerra al re di Spagna, et queste nuove, con quelle di Portogallo, ne fanno molto detrimento. 10
119Il convento de Orimberga si tiene per escluso, non senza sdegno di alcuni prelati, che già si erano messi in viaggio et due volte sono stati ingannati.11
Questa mattina ho sententiato nella causa di mons. Polidoro et ho usato seco di molta misericordia a intercessione di S. A. et del sig. cancelliero, però non è stata tanto pietosa, che non sia per essere di terrore alli altri. Ne mandarò poi la copia;12egli ha obedito et dà segno di volersi emendare...
Fußnoten
- 1 Vgl. Nr. 33.
- 2 Auf die vom 19. November datierte und am 21. November 1580 vorgetragene Proposition gingen die Stände erst am 14. Februar 1581 ein (Graz LA, Landtagshandlungen 33, f. 108r—169v; ebenda Landtagsakten 421; Loserth, FRA II/50, S. 69).
- 3 Vgl. Nr. 32, Anm. 3.
- 4 Wahrscheinlich Jeremias Homberger.
- 5 Bereits am 4. und 6. Oktober 1580 berichtete Malaspina über die verdächtige religiose Haltung Kobenzls (Nr. 11 und 12).
- 6 Murad III.
- 7 Vielleicht ist Iskender, Sandschak von Posega, gemeint, der im Sommer 1580 bei einem schweren Grenzzwischenfall fiel, worüber sich der Sultan beim Kaiser beschwerte (Hammer, Geschichte des Osmanischen Reiches II, S. 511 f.).
- 8 Schreiben nicht gefunden.
- 9 Jacques de Germigny (Hammer a. a. O., S. 464 und 513).
- 10 Siehe oben Nr. 12, Anm. 6.
- 11 Siehe oben Nr. 12, Anm. 5.
- 12 Nr. 36.