Briefnr. 68

Malaspina an Gallio - Graz, 1581 Februar 11

Band 1

Regest

Einvernehmen zwischen Erzherzog Karl und evangelischen Ständen über Form der Suspendierung des Religionsdekretes. Baldiges Ende des Landtages. Bemühungen um Widerrufung aller den Häretikern gemachten Konzessionen und Mitbefassung des Papstes, Kaisers und anderer Fürsten. Kaperung eines venezianischen Schiffes durch Uskoken. Salzburgische Antwort im Jurisdiktionsstreit mit Erz 190herzog Karl. Ansuchen des Bischofs von Laibach um Befreiung von Liminabesuch.


Archiv

Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 248r—249v, Orig.; risposta 11 di marzo.


Dalla mia delli 22 del passato V. S. Illma haverà inteso le ragioni per le quali S. A. si era indotta a condescendere al suspendere la esecutione del decreto.1Doppo questi nobili hanno in molti modi abusata et vilipesa la benignità di S. A., hora proponendo una forma di suspensione hora un’altra, et come il principe l’accetava dicevano di haver più maturamente considerato il fatto et che non potevono aquietarsi se non erano assicurati in perpetuo, et la cosa è passata con tanta impudenza et con così poco rispetto, che li prelati, non potendo patire questo modo di negociare, si sono partiti tutti, però con mia saputa, et in simile hanno fatto li commissarii di Salisburgo et in vero non so qual sia più da admirare o la poca vergogna di costoro o la patienza di S. A., la quale non solo non ha mostrato alteratione, ma li ha scusati et sempre ha sperato bene. Doi giorni fa si sono al fine contentati della suspensione in questa forma, 2che S. A. per urgentissime et importantissime cause suspende per ancora il decreto et lascia le cose nel stato, che erano il giorno inanzi, che si pubblicasse il decreto predetto; tra cinque giorni si convocherà li prelati et si concluderà la dieta. 3Io ho havuto diverse audienze da S. A. in questi frangenti et siamo restati che sia bene che lei faccia una protesta, nella quale dichiari che la suspensione che hora ha admessa è stata contra la mente sua et sforzatamente et insieme revochi tutto quello che per il passato ha concesso in materia di religione et che, se non mette questa sua volontà in esecutione subito, è per non potere et la mandarà a S. Stà et al’imperatore et ad altri principi. Con questa protesta sarà un discorso di quello che si può fare in questo negotio della religione o per via di trattatione amicabile o per mezzo di dieta o per viam juris o, non bastando questo, per via regia. Tra pochi giorni si attenderà a questo, se si fossero fatte due cose: l’una è di venire alla separatione delli stati, l’altra di scrivere al’imperatore, al’arciduca Ferdinando, al duca di Baviera et al’arcivescovo di Salisburgo. Io direi affermativamente che S. A. ha fatto quello che ha potuto, ma l’essersi fuggito sempre la separatione desiderata da’ prelati et non havendo mai dato 191parte di cosa alcuna a quelli principi, della qual cosa loro si lamentano grandemente, mi fa stare con suspensione di animo, se bene S. A. risponde che non poteva venire alla separatione, se non haveva una certa somma di danari per li confini, insino che fosse maturo il tempo della portione delli prelati; scusa però che non tutti la fanno buona et che non ha scritto perché ha sempre creduto che costoro fossero per obedire et che mai haverebbe pensati che dovessero esser così ostinati et rebelli, et perciò scusa tutti li suoi consiglieri, che habbiano creduto il medemo. Et perché qua sono diversi pareri, credo che la più sicura sia credere che questo temperamento sia stato più espediente, massime che in questa dieta habbiamo guadagnato molte cose. Il primo guadagno è il non haver perso et questa è la prima dieta nella quale non si sia concesso alli heretici; secondariamente si è abbassata la perfidia di costoro, che hanno havuto grandissima paura et la suspensione le è un freno; ultimamente l’essersi dichiarato il principe et haver publicato il decreto è stato et assicuratione della sua conscienza et consolatione a tutti li catholici, quali hanno cognosciuto qual sia la mente et volontà sua et, se bene non ha perfettionato subito il negotio, non dimeno dice di esser pronto di mettere a qualsi voglia pericolo la vita, moglie, figliuoli et robba per defensione della religione catholica, et che vuol seguitare in ogni cosa il paterno consiglio di N. S. Ma mi bisogna al presente aprir li occhi più che mai, poiché oltre che alcuni intimi consiglieri suoi attendono a farlo ritornare nelli antichi timori, ho ancora scoperto che vanno a camino di far un scritto che dipinghi la piagha irremediabile et di questa forma liberarsi dalli stimoli di S. Stà et delli altri principi. 4

Subito che io sono stato avisato che li Vschochi hanno preso quell vascello delli signori Venetiani,5io non ho mancato di far offitio con S. A., acciò sia et remediato al presente disordine et fatto buona provisione, che non sucedano per l’avenire simili casi, et così S. A. ha espedito a posta il sig. Fuluio Molzza con ordine che et faccia decapitare li malfattori et restituire le mercantie et il resto alli padroni, et ne ha dato conto a S. M. Ces. 6

192

L’arcivescovo di Salisburgo me ha fatto dare l’incluso memoriale7in risposta a quello di S. A. 8in materia della giurisditione ecclesiastica, ma io ritrovo poca dispositione in questi ministri di volersi contentare delle cose del dovero; però non lascierò di andar persuadendo a S. A., col tempo, che si contenti che si piglia almeno qualche temperamento.

Il vescovo Labacense è venuto a posta da me per pregarmi che io voglia supplicare V. S. Illma che lo favorischi appresso N. S. nel negotio che contiene il memoriale suo,9che sarà con questa mia, et perché ho assai buona informatione della persona sua et mi ha promesso di voler esequire alcuni buoni racordi, che le ho dato, non ho potuto lasciare di raccommandarlo a V. S. Illma...

Ho ricevuto la lettera di V. S. Illma del’ ultimo del’ anno,10alla quale non posso con questa occasione rispondere, ma come prima li farò...


Fußnoten

  • 1 Siehe Nr. 62. 
  • 2 Dekret vom 3. Februar 1581 (Loserth, Religionspacification, S. 98 f.). 
  • 3 Der Landtag endete am 15. Februar 1581 (Graz LA, Landtagshandlungen 33, f. 108r—169v; ebenda Landtagsakten 422). 
  • 4 Vgl. dagegen Nr. 72. 
  • 5 Siehe Nr. 71, 76, 80. 
  • 6 Siehe Nr. 76; Erzherzog Karl schickte Veit von Domberg an den Kaiserhof nach Prag, wo er u. a. auch die Beilegung der Differenzen zwischen Innerösterreich und Venedig betrieb und Kontakte mit dem venezianischen Botschafter am Kaiserhof, Alberto Badoer, pflegte (Venedig AS, Dispacci Germania, filza 7, f. 136v, 138rv). 
  • 7 Memoriale nicht vorhanden. 
  • 8 Ebenda f. 194r—196v, Nr. 58. 
  • 9 Memoriale nicht vorhanden. Der Inhalt, Bitte um Befreiung vom Liminabesuch, ergibt sich aus der Antwort Gallios (Nr. 75). 
  • 10 Nr. 57; vgl. Nr. 67.