Briefnr. 72

Malaspino an Gallio - Graz, 1581 Februar 23

Band 1

Regest

Beratungen uber Schritte zur glücklichen Beendigung des Religionsgeschäftes. Beseitigung der Häresie nicht nur Wunsch des Papstes, sondern auch im Interesse des Staates. Auszahlung der vom Reich angewiesenen Gelder für Türkengrenze durch häretischen Rat der Kammer an Stände ohne Wissen des Landesfürsten. Aufforderung des Papstes zur Reinigung des Rates und Hofes von Häretikern. Publizierung zweier landesfürstlicher Dekrete. Verzeichnis der Katholiken. Schreiben an Erzherzog Ferdinand und Herzog von Bayern um Hilfe für Erzherzog Karl. Dringlichkeit der Neubesetzung der durch Tod freigewordenen Landeshauptmannschaft mit einem Katholiken. Nützlichkeit der Errichtung eines Bistums Graz.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 253r—254v, Orig.


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Essendo la dieta hormai fornita, S. A. ha ordinato che il vescovo di Seccovia, mons. de Gurgo, li doi cancillieri1et il padre provinciale siano insieme et trattino quello che si deve fare per ridurre a felice fine il negotio della religione, et ha voluto che io intervengha a questa consultatione et di più m’ha fatto instanza grandissima che io volessi proponere, prima delli altri, quello che sento in questo negocio; cosa però che non ho voluto fare, ma solamente ho consentito di stare presente. Non ho però lasciato di dire alcune cose quali ho giudicato convenirsi al’officio mio, come sarebbe a dire, che io sì come da principio ho sempre reso testimonio a S. A. et a loro della paterna charità di N. S. verso la persona di S. A. et suoi dominii et quanto la Stà S. desiderava di vedere espurgati questi paesi dalle heresie, così al’incontro era necessario che et S. A. et li ministri suoi pigliassero questo negotio tanto a cuore, che non solamente andassero a camino che fosse per bastare di dar sodisfatione a S. Stà et ad altri principi, ma che lo facessero così proprio, che quando ancora non fossero aiutati da altri, lor medemi per servitio de Dio, per ragione di stato, per conservatione delle lor persone, familie et facultà dovevono invigilare per remediare a così grande rovina che le sta imminendo, et che io non volevo lasciare di dirle quello che principalmente mi moveva a raccordarli questo, che forsi le deve parere o fuor di proposito o poco necessario, che insin’hora mi ero sforzzato di escusare S. A. appresso S. Stà se non haveva messo in esecutione il decreto, allegando la necessità et penuria di danari, 2nella quale si trovava, ma che havendo inteso che a punto nel tempo della disobedienza et impeti delli heretici capitorno in mano di S. A. XXV millia fiorini, mandati dal’imperio a conto della portione che li tocha per guardare li confini, 3et che questi danari furno consignati subito alli provinciali, che io non sapevo con che ragione domandassero aiuti esterni se non si curavano delli domestici, a questo mi risposero che io havevo tutte le ragioni del mondo, 197ma che né S. A. né loro havevano colpa che il consiglio della camera, tutto heretico, senza saputa di S. A., l’haveva fatto, forsi non pensando più oltre, massime essendo questa la consuetudine. Poi li dissi che tra le più principali commissioni, che io ho da S. Bne, era esortare il principe espurgare il consiglio et la casa di heretici, et che era hormai sei mesi che io sono qua et che mai si è principiato cosa alcuna in questo proposito. Da questo racordo è nato che S. A. ha fatto publicare li doi decreti che sarano con questa mia, 4li quali, se bene sono ordinarii in altri luochi, qua sono singolari et difficili da esequire, però tutti due sono osservati; di più ha ordinato al regimento che faccia una nota di tutti li catholici del suo stato con le qualità loro et sì è fatto et perché il numero è piccolo, si è preso risolutione di scrivere al’arciduca Ferdinando et al duca di Baviera 5che in tanta necessità voglino aiutare S. A. col mandarli alcuni soggetti. Et lei mi assicura che a poco a poco anderà espurgando non solo la corte, ma tutti li officiali. Io però l’aspetto a un passo che conoscerò, se dice da dovero. È morto il capitano generale del paese, il quale è giudice delli nobili et mons. di Seccovia mi afferma che importa quasi più che questo officio si dia a un catholico, che se il decreto si fosse esequito. 6S. A. mi ha promesso che nominerà un catholico. Se lo fa, io commincierò a credere che si dichi da dovero, ma questi heretici sono così impetuosi et tremabondi al principe, che mi fanno stare con molta solicitudine, non ostante la promessa lor instano che questo loco si dia ad Hoffmam. Li racordai ancora che mi pareva necessario che S. A., quanto prima, cercasse di compromettere o accommodare le differenze che haveva con li ordinarii, 7acciò non havessero per l’avenire scusa di non fare l’officio loro, col’allegare d’esser impediti da lei, a questo non hanno per ancora risposto.

Similmente le messi in consideratione che forsi non sarebbe male di pensare a errigere un vescovato in questa città per molti rispetti, massime che qua ci sono due parrochie mal tenute, quale ascendono a 198tre millia fiorini d’intrata, et, quando questo si facesse, si potrebbe conferire il vescovato al dottore Edero, 8che sta in Viena, del quale ne ho bonissima relatione. A questo mi hanno replicato che ci sono due difficoltà: l’una per il pregiudicio del’ ordinario, l’altra che li heretici farebbeno gran rumore. 9Nondimeno S. A. dice che li piace et che Ferdinando suo padre haveva questo dissegno et che è ben fatto di pensarci sopra ; a me in verità piacerebbe infinitamente 10...


Fußnoten

  • 1 Hofvizekanzler Dr. W. Schranz und Regierungskanzler Dr. B. Walther (Thiel, Zentralverwaltung, S. 206 und 208). 
  • 2 Vgl. Nr. 16, S. 67. 
  • 3 Für 1581 bewilligte der steiermärkische Landtag für die Verteidigung der Türkengrenze 200.000 fl., die Reichshilfe wurde auf 70.000 fl. veranschlagt, wovon aber der größere Teil nicht geleistet wurde (Graz LA, Landtagsakten 423). Von der von den Reichsständen für die Jahre 1576—1582 bewilligten Türkenhilfe im Ausmaß von 60 Römermonaten waren im Jahre 1592 nach einer Aufstellung des Reichspfennigmeisters Zacharias Geizkofler 817.224 fl. 23 Kreuzer nicht gezahlt (Graz LA, Meillerakten XIII-1—27, f. 465r—467v; Turba, Venetianische Depeschen III, S. 597f.; vgl. Loserth, Steiermark und das Reich, S. 161 ff.). 
  • 4 Nr. 66 und 70. 
  • 5 Am 14. Februar 1581 schickte Erzherzog Karl die zwischen ihm und den evangelischen steirischen Ständen auf dem Landtag 1580/81 gewechselten Schriften seinem Bruder Ferdinand nach Innsbruck und im folgenden März sandte er Schranz nach München und Innsbruck (Loserth, FRA II/50, S. 221 f., 227 und 701). 
  • 6 Landeshauptmann Georg von Herberstein starb Mitte Dezember 1580, sein Nachfolger Graf Johann von Montfort wurde erst 1586 ernannt (Posch, Die steirischen Landeshauptleute, S. 28 f.). 
  • 7 Vgl. Nr. 58. 
  • 8 Dr. Georg Eder, Reichshofrat, war bereits 1574 von Rom geförderter Kandidat für Gurk (Rainer, Bartholomäus Portia, S. 358; Schellhass, Nuntiaturberichte III/3, S. 229f., 359, 393 und 408f.). 
  • 9 Graz gehörte damals zur Diözese Salzburg, und erfahrungsgemäß mußte man annehmen, daß der Erzbischof nicht ohne weiteres ein Stück seiner Diözese abtreten würde (Rainer, Versuche zur Errichtung neuer Bistümer in Innerösterreich, S. 457 ff.). Eder wurde zwar wegen seiner Polemik gegen die Häretiker vom Papst gelobt, war aber eben deswegen bei den Evangelischen höchst unbeliebt (Dengel, Nuntiaturberichte II/6, S. 77 f.). 
  • 10 Kaiser Friedrich III. soll schon ein Bistum Graz gewünscht haben, zustande gekommen ist es erst durch die Diözesanregulierung von 1786 und die damit zusammenhängende Verlegung des Seckauer Bischofsitzes nach Graz (Rainer, Projekte zur Errichtung eines Bistums Graz, S. 113 ff.).