Regest
Zusammenfassung der vom Bischof von Gurk vorgebrachten Gründe für Dringlichkeit päpstlicher Hilfe für Erzherzog Karl.
Archiv
Arch. Val. Ardi. Are. Arm. I—XVIII, 3122, Kop.
Brieftext
Il vescovo di Gurg, per sodisfar all’ordine che tiene dal sermo arciduca Carlo, non pò restare di esplicar di novo a S. StÄ che S. A. in questo travaglioso negotio non sa dove possi, doppo Iddio, havere più sicuro refugio che da S. Stà.2Et perciò è stato mandato qua per intendere, occorrendo il bisogno, che aiuto possi S. A. al sicuro promettersi di qua, et se bene S. A. ha mandato dalla Mtà dell’imperatore, dal sermo arciduca Ferdinando et dal duca di Bavera, 3nondimeno sapendo, quanto sia la Mtà S. oppressa da debiti et spese continue et eccessive e totalmente esausta, quanto anco il duca di Baviera sia indebitato, non si pò promettere molto. Onde se l’aiuto di qua ha da essere alla proportione di quello come gli ha riferto il cardinale Madruzzo, è da temere che in caso di necessità possi essere molto inferiore al bisogno. Et se si sapesse questa dependentia d’aiuto e soccorso dalli provinciali contrarii restariano con molta sicurezza né ponto li moveria l’espettatione che si potesse havere di simil provisione.
Onde supplica humilmente S. Bne vogli dechiarare lei quel’aiuto che pensa poter dare venendo la necessità et il bisogno, havendo consideratione al pericolo de’ confini et al contrasto che pò nascere a S. A. nell’istessa provintia,4che fosse ciò potrà essere poi incentivo a quest’altri principi, havendo tutti l’ochio a S. Stà, sapendo che a sua essortatione et molte instanze seriose si è mossa in gran parte S. A. a far quella declaratione del suo animo alli stati et ordini della provintia di Stiria, la qual crede che debba essere presso S. Stà di non poca consideratione. Et se forse l’oppositione insperata e la difficoltà dell’essecutione la può far parere in qualche parte improvida, tanto più 238de constar a S. Stà l’animo di S. A., prontissimo a ogni sodisfattione sua, massimamente sapendosi che longamente S. A. si è andato scusando con proporre anco le difficoltà che antivedeva et con l’esporre la sua impossibilità et il pericolo in specie de’ confini, et sempre per parte di S. Stà li è stato fatto animo et offerta nel bisogno d’aiuto. 5Il quale mo, se si rimette alla risolutione d’altri, darà pochissimo conforto et speranza a S. A., la quale sebene si sforzerà sempre far quanto è in sé et per quanto pò quel che si ricerca da bono et catholico principe et zelante dell’honore d’iddio. Nondimeno, se in queste difficoltà presenti resta senza aiuto condecente e pronto, vede che non pò senza nota di temerità manifesta, esporsi più oltre a pericoli che li soprastano, caminando avanti all’essecutione del decreto et alla esacerbatione de’ suoi provinciali infetti, tanto più vedendo S. A. che tutti li soi stati sono nell’istessa consideratione, né ha parte ove possi far fondamento di speranza d’aiuto o sicurezza, poiché la provintia di Carinthia e Carniola, per l’openione sola che hanno che S. A. sia rivolta a impedire loro il libero progresso dell’heresia, ha causato che si sono già retirati da buona parte dell’aiuto e contributioni che davano per sostentatione di S. A. et diffesa de’ confini. 6Onde veramente S. A. è in stato tale che da sé pò molto poco, et perciò spera che sarà scusata presso Iddio et il mondo, se doppo l’havere fatto quanto è in sé, cederà alla necessità superiore di gran longa alle sue forze. Onde è sforzata S. A. per debito di sua conscienza humilmente dir a S. Stà che sì come l’ha sforzata ad accelerare la promulgatione di quel decreto, il pericolo evidente della religione catholica, così testifica con molto dolore di cuore ch’egli non resterà d’andar avanti al debito fine, per altro che per mera et semplice impossibilità. Perilché vuol sperare che S. Stà, come vigilantissimo pastore, antivedendo tanto danno commune della religione catholica sia per farvi sopra consideratione degna di zelante custode del grege di Giesù Christo, tanto più non dimandando S. A. questo aiuto, se non in caso espresso di necessità et secondo quella con l’intervento e direttione de’ suoi ministri, se ne disporrà in tutto o in parte, et non occorrendo quella non sarà tocco un sol quatrino; anci è ragionevolmente da sperare che la declaratione sola d’un aiuto proportionato debba fare che non occorri il bisogno di porrci mano, concorrendovi 239principalmente la gratia d’iddio N. S. et le altee diligenze, che con l’autorità indriccio et consiglio di S.Stà si potrano fare, quali senza questa declaratione sarano sempre di poca consideratione et poco moverano l’animo di questi provinciali infetti et forse ancho de’ molti altri, a’ quali piacciono li consigli timidi nelle attioni pericolose.
Né si pò restare di aggionger a tutto questo che per esplicar il difficile e travaglioso stato di S. A. si ha esposto, che havendo il sol paese di Stiria oltra le ordinarie contributioni e steure et diffesa de’ confini volontariamente concesso un milion de’ fiorini per pagare debiti et intertenimento di S. A.,7questi provintiali infetti, da’quali dipende per la maggior parte per questa alteratione della libertà, nella quale presumono esser impossessati, hanno levato per lor parte il pagamento, 8onde S. A. è restata priva della più pronta soventione. Il che però è ristretta a tolerare più tosto che preiudicar al decreto fatto, et gli conviene per necessità haver patientia e andar avanti con molta difficoltà, sinché Iddio benedetto scopri il modo d’uscire con dignità et riputatione di tanta difficoltà o di essercitare quando altro non possi la virtù della pacientia.
Fußnoten
- 1 Das Datum ergibt sich daraus, daß dieses Schreiben wegen der Bemerkung im ersten Satz il vescovo di Gurg. . . non po restar di esplicar di novo S. Stà wahrscheinlich nach der ersten Papstaudienz am 20. April 1581 (Loserth, FRA II/50, S. 268) und sicher vor der Zusage der päpstlichen Hilje am 9. Mai entstanden sein muß. Vgl. Nr. 90.
- 2 Vgl. Nr. 59, Anm. 7 und 8, und Nr. 76, Anm. 6.
- 3 Vgl. Nr. 83, Anm. 8.
- 4 Siehe Nr. 90.
- 5 Vgl. Nr. 77, Anm. 6.
- 6 Das stimmt nicht. Kärnten und Krain haben vielmehr stets einen angemessenen Teil zur Verteidigung der Grenze beigetragen (Vanitele, Specialgeschichte der Militärgrenze I, S. 65 f. und 73; Rothenberg, Die österreichische Militärgrenze, S. 47 f. und 51).
- 7 Am Landtag 1569 erklärten die steirischen Stände ihre Geneigtheit, vom 1. März 1572 an eine Million fl. landesjürstlicher Schulden mit den daraujliegenden 7% Interessen innerhalb von 15 Jahren zu zahlen (Loserth, Reformation und Gegenreformation, S. 156; Rainer, Nuntiaturberichte II/8, S. 201, Anm.8, und S. 247 f.). Vgl. Nr. 14, Anm. 4.
- 8 Vgl. Nr. 77, Anm. 10.