Regest
Zeichen keines ernsten Wollens zur Exekution des Religionsdekretes. Aus Rücksicht auf Häretiker Entschluß Erzherzog Karls und der Räte, keine Besatzung nach Graz zu legen. Bemühungen zur Verhinderung der Absicht der Häretiker, das Religionsgeschäft vor den Kaiser zu bringen. Vorschläge für weiteres Verhalten.
Archiv
Arch. Vat. Kunz. Germ. 100, f. 397r—399v, Orig.
Ebenda f.
401r—403v, Duplikat.
Brieftext
Se il negotio che si ha qua per le mani concernesse interesse alcuno temporale, certo che per desiderio grande, che si havesse d’ottenerlo, sarebbe hormai tempo di levarsi di speranza et pensar ad altro, poiché non più da congettura, ma da argomenti chiari si tocca con mano che non si procede con quella sincerità et candore, che si devrebbe, et che se bene in apparentia si mostra pronta volontà, come V. S. Illma ha potuto vedere da alcune lettere di S. A.,1et massime dopo il ritorno di mons. di Gurgo, quante promesse hanno fatte di voler seguire in ogni caso il consiglio di S. Bnc et inanzi l’aiuto ottenuto, 365andavano dicendo: „Che fa S. Stà, che non soccorre al stato nostro?“ Ma quando hanno veduto che non sono abbandonati, ma che si vuole che si dispensi fruttuosamente li danari, 2alhora, non potendo buttarla colpa adosso a S. Stà hanno cominciato a dar segni del spirito che havevano, il quale è di non voler venire in essistentia a nessuna reale et vera essecutione. Ma essendo il negotio di servitio di Dio et trattandosi de la salute de le anime, pare che si debba così perfettamente fare l’officio di sollicito et patiente coltivatore, che o si coglia il frutto de le fatiche overo si possa poi dire: vinea mea quid debui facere tibi et non feci, massime che l’Alemagna di giorno in giorno vede tanti segni di carità verso lei di S. Bne, che li pare che non sia mai per astraccarsi in farle benefitio. Et se bene io, dopo d’haver sodisfatto a la mia conscienza in quello che tocca al ministerio mio, ho ancora per maggiore giustificatione convocato tutti li catholici confidenti 3et datole tre giorni a pensare se io potessi fare per sollevatione de la religione con questi frigidi et mutabili humori più di quello che ho tentato, essibendomi a far ogni cosa prontamente, et che ogn’uno habbia risposto che insino le pietre rendono testimonio che non si può far più. Nondimeno io sto tuttavia con speranza che S. D. Mtà sia per dare incremento buono a li conati santi di S. Bne et a li sospiri et gemiti di alcuni veri servi di Dio, che sono qua. Per il che mi movo con ogni debita humiltà a supplicare a li smi piedi di S. Stà che non ostante che per mie lettere s’intenda il poco sincero modo di procedere di qua, S. Bne voglia per ancora perseverare ne la paterna sua carità verso questo principe, che forse non s’havrà quella risposta usquequo luges Saul. 4Et se bene qua, per quanto posso penetrare, si va a camino di straccar S. Stà et non si volendo non solo mettere a picolo alcuno, ma né incommodarsi punto per la religione, non si possa perciò far giuditio alcuno in bene. Nondimeno in simili negotii suole Dio superare le nostre congetture, per ben fondate che a noi paiano.
Hora io verrò a quello che dopo l’ultima mia scritta a V. S. Illma è passato, essendo S. A. insieme con li consiglieri risoluta di non mettere il presidio né venire a la separatione,5unichi remedii per contenere li heretici nel debito officio né inanzi la dieta né dopo, se bene li nobili fossero inobedienti. Et risentendomi che mancassero 366de le promesse fatte a me et scritte a S. Stà, 6et che insieme con questo volessero ruinare il negotio de la religione, poiché con semplici parole è impossibile superare l’ostinatione loro, essendo così persuasi che S. A. più tosto per stimolo altrui che per propria elettione faccia contra la loro falsa religione dimostratione alcuna, onde non prestano fede a parole, le quali per acre et seriose che escano dal principe sono poi indolcite et mollificate da li consiglieri, hanno ritrovato una nova inventione di voler consultare ancora di presente il negotio con l’imperatore, 7quasi che l’opere, che va facendo S. Mtà in sollevatione de la religione catholica, non siano bastevoli senz’altre consulte per penetrare quale sia il senso suo. Ma loro, oltre che ogni dilatione li piace, pensano dipponere a S. Mtà tante difficoltà circa l’essecutione del negotio che la Mtà S. sia necessitata di darle una risposta secondo il loro depravato gusto, la quale poi le serva per scudo contra chi volesse riprenderli, se non fanno. 8
A questo loro spirito io mi sono opposto gagliardamente et ho sodisfatto et a me et a li zelosi et pii catholici. Ma vedendo la loro ferma ostinatione, ho cercato di obviare quanto mi è stato possibile, che non li venga fatto quello che pensano, et perché forse ad alcuni sarebbe parso inconveniente che io così risolutamente contravenissi al desiderio del principe di consultarsi con l’imperatore, parendo che io difidassi de la pietà singolar di quella Mtà. In questo io mi sono et in scritto et in voce esteso insino a quelli termini, che ho giudicato convenirsi a un ministro di S. Bne ben affetta a quella Mtà, et perciò, vedendo di non poterli rimovere, non ho voluto assentire a la consultatione, se non con tre conditioni. La prima è che non si aspetti la risposta da S. Mtà, ma che si cominci il negotio, et dopo molte difficoltà ho ottenuto il mio intento et così lunedì, piacendo al Signor Dio, si comminciarà a dar principio. Et questo l’ho fatto perché, intendendo la Mtà S. che già siamo in opera, più volentieri s’induchi a consigliere il principe che, in evento che non obedissero, non faccia come si fece ne la dieta passata, che si dete la dilatione, ma che seguiti virilmente et venghi a la separatione et al presidio; et tanto più m’induco a creder che S. Mtà lo farà, perché il tentare et non perfettionare è a la Mtà S. di pregiuditio grande per le cose d’Austria, et io scrivo al nuntio Ces. et l’informo minutamente acciò rappresenti 367con ogni fedeltà il stato del negotio. 9Secondariamente ho voluto che mi promettano di essequire inviolabilmente il parere di S. Mtà, et in questo ancora sono passate de le difficoltà. Al fine mi ha risposto S. A. che promette di farlo, ma vi aggiunge: purché non sia cosa impossibile, et non mi contentando di questo, hanno aggiunto che la cosa sia in forma impossibile che io la confessi per tale, et in conformità di questo S. A. scriverà a S. Bne. 10Terza perché qua usavano il vocabolo di colloquio parlando di quello che si ha da tentare. Io non ho voluto in modo alcuno consentire che si usi tale vocabolo o sia in essentia o in apparentia, perché oltre che da li colloquii non nacque mai successo buono, ma solamente confusione. Li heretici d’Austria ne fanno hora instantia a S. et lei non vuole in modo alcuno concedere che si faccia, et perciò, per non esser per se stesso espediente il farlo et per non pregiudicare a la Mtà S., io mi sono opposto et sono stato compiacciuto senza molta difficoltà. S. A. presuppone che io non babbi giusta causa di risentirmi et vivere con gran mestitia, perché lei dice che il mutare cons(igli)o non è male, et che se bene ha promesso, ha poi pensato più oltre, ma che io restarò infine consolato et sodisfatto di lei et non dubita punto di non ottenere qualche cosa notabile in questa dieta in favore de la religione. Ma io le rispondo che se S. A. con nude parole può farsi obedire, perché fu data la dilatione del decreto publicato ne la dieta passata, et allegato che S. A. non poteva con parole farsi obedire. A questo né lei né altri mi sanno dare sofficiente risposta...
Fußnoten
- 1 Siehe Nr. 129, Anm. 5.
- 2 Vgl. Nr. 108.
- 3 Vgl. Nr. 43, Anm. 2.
- 4 1 Könige 16, 1.
- 5 Vgl. Nr. 133, S. 362.
- 6 Wahrscheinlich Schreiben Erzherzog Karls anläßlich der Sendung des Bischofs von Gurk nach Rom (Loserth, FRA II/50, S. 241—243).
- 7 Vgl. Nr. 62, Anm. 6.
- 8 Vgl. Nr. 136, S. 368.
- 9 Schreiben an den Nuntius am Kaiserhof nicht vorhanden.
- 10 Nicht vorhanden.