Regest
Bemühungen der Häretiker, nach Abreise Herzog Wilhelms Erzherzog Karl von der Durchführung des Religionsdekretes abzubringen. Bei scharfem Vorgehen gegen Lutheraner Bereitschaft des Papstes zur Zahlung von Hilfsgeldern für Besatzung in Graz und Verteidigung der Türkengrenze. Landesfürstlicher Befehl für beim Luthertum verharrende Bürger zum Verlassen des Landes vor Weihnachten; inzwischen Verbot des Besuches der evangelischen Kirche, der Beratungen ohne Teilnahme eines landesfürstlichen Deputierten und aller Kontakte mit adeligen Ständen. Rechtfertigung einer päpstlichen Hilfe u. a. mit Hinweis auf die von Innerösterreich Italien drohende häretische Verseuchung.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 514r—515r, Orig.
Brieftext
Doppo la partita del ser.mo di Baviera li nobili et cittadini hanno da diverse parti con l’introdurre nuovi predicatori in luoghi, dove prima non erano stati admessi, col molestare li parrochi cattolici et con altri motivi spettanti al spirituale et politico,1fatto ogni sforzzo di rimovere il principe dalla impresa, che si ha per le mani, et havevano talmente ridotto l’A. S. che cominciava a dire che non sapeva dove darsi 57del capo et, sottrahendo io di buon luogo che lei et li consiglieri suoi erano intrati in qualche ombra, che io andassi a camino di imbarcarli senza biscotto, per usar il vocabolo loro, et condurli in giaccio tale, che difficilmente ne potessero uscire, poiché scoprendo che li nobili et cittadini sono incorporati, tenevano per impossibile il potersi toccare in membro che l’altro non si risentisse, massime lasciandosi intendere li provintiali, che si accorgono ben che con il solo anello de’ cittadini si andava a camino di tirare tutta la cortina.
lo perciò giudicai esser debbito de l’offitio mio levarli della suspitione, la quale havevano o conceputa o almeno erano per concepire et insieme sollevare l’afflitto animo del principe et perciò con espressione di parole chiare mi lasciai intendere che io non potevo capire per qual capo l’A. S., stando le cose nel termine che stanno, potesse ragionevolmente aspettare nove oblationi da S. B.ne poiché o si havrà da contrastare con sole le città et in questo caso S. S.tà haveva dato l’aiuto del presidio,2il quale non essendo stato da loro insin’hora accettato, era argumento chiaro, che non timevano di tumulto alcuno, o vero li nobili, cittadini et populari saranno uniti et si opponeranno a l’A. S. et in questo caso io havevo in molta consideratione quello che S. A. allegava, cioè che il negotio era per esser arduo et difficile, poiché havendo lei tutti li stati contra, tra quali né quasi una perona era cattolico, et mantenendo li confini con le loro contributioni in qualche parte et vivendo ancora lei delle provisioni, che le danno, non è dubbio che era in peggior conditione di qualsivoglia principe di Alemagna, ma che in tal accidente se l’A. S. si fosse risoluta di voler procedere da dovero et rivocare tutte le concessioni permesse et scacciare tutti li predicatori heretici et in effetto non permettere che né in publico né in privato si essercitasse il lutherano essercitio, ma solo il cattolico, 3il che era l’unico rimedio per ricuperare la obedientia, che io speravo certissimo che S. B.ne le havrebbe dato quell’istesso aiuto che darebbe, se volesse movere guerra al Turco. 4
Hora, Ill.mo Sig., questa oblatione fatta da me, ha talmente commosso il principe, che hoggi ha fatto chiamare a sé tutto il senato, nel 58quale sono 14 con altri cittadini più precipui, et le ha seriosamente commandato che, non volendo astinersi da l’essercitio lutherano, debbano vendere le loro facultà et andarsene fuora delle sue provincie innanzi la festività della natività di N. S., che ne l’interim, sotto pena della confiscatione de’ tutti li loro beni, non frequentino la chiesa lutherana, che paghino le pene incorse, che li ordina a non si congregare insieme, se non ci è una persona deputata da parte di lei, la quale devrà intervenire per l’avenire a tutti li loro consigli, che sotto pena de l’amissione de’ beni et della vita non si unischino né dimandino aiuto né in publico né in secreto né sotto qualsivoglia pretesto alli provintiali. 5Questo veramente eroico fatto ha messo in confusione tutti li cittadini et populari, massime non havendo voluto S. A. sentir le repliche loro. Dominica si starà vedendo se andaranno alla predica o no, et spero che S. A. procederà animosamente in proseguire la cominciata impresa.
Hora, seben a me piacerebbe più che per hora si havesse da disputare solo con li cittadini et poi tractu temporis successivamente con li nobili, poiché di questa maniera sperarei che senza strepito il negotio si perfettionarebbe, massime insegnando la esperientia quanto ardua impressa sia se un principe in un colpo solo vuole pigliarla contra nobili, cittadini et populari, nondimeno se il negotio si raddurrà a questo termine et che il principe si risolvi, come forsi farà per urgentissimi rispetti di non volere patire che li suoi subditi si unischino contra di lei, il che non è altro, come hoggi le ha rinfacciato, che una espressa rebellione, mi pare che N. S. non possi spendere il thesoro di santa chiesa in più necessaria et utile impresa et che habbia più dependentia con li stati infetti di heresia di Germania et più atta ad infestare la Italia, et perché io non vorrei transgredire quelli limiti nelle oblationi, che mi conviene fare, tra quali non mi contenendo, vorrei a privarmi della gratia di S. B.ne a offendere questo principe et mi sentirei ragionevolmente lesa la conscientia (seben l’ill.mo cardinale Madruccio et in scritto et in viva voce in materia di aiuto ha assicurato il principe), nondimeno essendo il negotio della qualità che è et dubitando alcuni che, essequendo contra li cittadini, bisognarà necessariamente ne l’istesso tempo haverla con li nobili, sarà di sommo favore al principe et di sodisfattione grandissima, che N. S. ratifichi la obla59tione, della quale di sopra ho fatta mentione, con quelle però et ancora maggiori conditioni, o vero, mentre è tempo, l’A. S. possi sapere quello che realmente si possi dal canto di S. S.tà promettere, 6et perché in ogni momento mi bisogna essere adacimenti in questo proposito et il parlare ambiguo o in genere li scandalizza, desiderarei di sapere come mi ho da governare 7. . .
Fußnoten
- 1 Viel kann in den drei Tagen seit der Abreise Herzog Wilhelms nicht geschehen sein. Vielleicht ist dabei an den Prädikanten Andreas Bitolf gedacht, der die Seelsorge in Pöls ausübte (Loserth, FRA II/50, S. 330).
- 2 Im Frühjahr 1581 sagte der Papst zu, die Hälfte der Kosten für 400 Mann Besatzung in Graz zu übernehmen, und überwies einen Teil des Geldes (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 258f.).
- 3 Vgl. oben Nr. 36, S. 47ff.
- 4 Am Rand von anderer Hand vermerkt: „Non tanto, ma secondo il bisogno“.
- 5 Darüberhinaus wurde ihnen noch mitgeteilt, daß in den Stadtrat ein landesfürstlicher Anwalt gesetzt werden werde (Loserth, FRA II/50, S. 330f.).
- 6 Siehe unten Nr. 45.
- 7 Am Rand von anderer Hand vermerkt: „Secondo il bisogno così S. S.tà farà più . . . presupponendo che ancora gli altri siano per far la parte loro come altre volte . . .“. Gemeint sind mit den anderen der Kaiser, Erzherzog Ferdinand von Tirol, Herzog Wilhelm von Bayern und der Erzbischof von Salzburg (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 258).