Regest
Einführung des Gregorianischen Kalenders. Antwort der Bürger auf landesfürstliches Dekret betreffs Wahl zwischen Gehorsam oder Auswanderung. Schwere Verluste bei Kämpfen an Türkengrenze.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 536rv, Orig.
Brieftext
Doppo di haver questo ser.mo principe scritto tre volte in buona forma alla M.tà de l’imperatore intorno alla publicatione del nuovo calendario, senza mai haver havuto una minima risposta,1si è rissoluta hoggi di rinovare con lettere il contenuto di quello che per il passato ha significato alla M.tà S. et di più insinuarle, che l’A. S. è determinata, se non havrà presto risposta da lei, di publicarlo nelle sue provintie. 2Questo è quello che si è potuto insin’hora operare, et spero che S. B.ne restarà sodisfatta dell’A. S., poiché in vero mi pare di comprendere che egli desideri che sia essequita da tutti la mente di S. S.tà in questa parte. 3
Li cittadini hieri risposero al decreto che pochi giorni fa le fu publicato in nome di S. A., nel quale, come avisai a V. S. Ill.ma, si conteneva che dovessero dichiararsi se volevano obedire et restare o partire,4et la risposta è stata tale che non è in potestà dell’A. S. il strengerli al stare o al partirse, ma che è in libera loro elettione, et questo per vigore di un capitolo della pacificatione imperiale corrotta et adulterata da loro. 5Per ancora non si è presa rissolutione se si li deve 77replicare, et quando pur sia giudicato espediente quello che dovrà continere la risposta, S. A. insin’hora è bene animata et se bene prevede delle difficultà grandi, non dispera però che l’essito non sia al fine per esser buono. Piaccia al Signore che sia così. 6
Li Turchi havendo fatta una imboscata di sei milia di loro, hanno tagliato a pezzo quasi tutto il presidio de’ soldati che era in quella città, per la fortificatione della quale S. B.ne dette li 40 milia scudi, nominata Carlostot; si è perso 400 huomini, che erano il fiore della militia de questi confini. Non hanno però havuto ardire di accostarsi alla città7. . .
Fußnoten
- 1 Vgl. oben Nr. 46, Anm. 16.
- 2 Erzherzog Karl publizierte den neuen Kalender erst am 9. Oktober 1583 (Nr. 123). Es sind mehrere diesbezügliche Mandate ergangen, die zeigen, daß die Umstellung nicht ohne Schwierigkeiten erfolgte (Zahn, Der Kalenderstreit, S. 128ff.; Loserth, FRA II/50, S. 501f.).
- 3 Der Papst forderte mit Breve vom 13. November 1582 Kaiser Rudolf II., Erzherzog Ferdinand von Tirol, Erzherzog Karl, Herzog Wilhelm und den Erzbischof von Salzburg auf, den neuen Kalender im kommenden Februar so einzuführen, daß auf den 10. sofort der 21. Februar folgen sollte. Dieser Termin wurde aber nur in Flandern, Trient und Augsburg beachtet. Herzog Wilhelm, der zuerst auch dieses Umstellungsdatum angeordnet hat, widerrief wahrscheinlich auf Ersuchen Rudolfs II. (Arch. Vat., Epist. ad Principes 17, f. 166r; Innsbruck LA, Urkunden II, 6410—6475; Kaltenbrunner, Die Polemik über die Gregorianische Kalenderreform, S. 509f., 582; Stieve, Der Kalenderstreit, S. 9f., 16f., 22).
- 4 Siehe oben Nr. 48, Anm. 4
- 5 Es handelt sich um die Declaratio Ferdinandei vom 24. September 1555, „wie es mit der geistlichen eigen ritterschaft stätt und kommunen, welche bis anhero der A. C. anhengig gewesen . . . der religion halben hinfüro gehalten werden solle“ (Loserth, FRA II/50, S. 388—390).
- 6 Siehe unten Nr. 55.
- 7 Nichts Näheres bekannt.