Regest
Auf Drängen Herzog Ernsts Zusage von Hilfsgeldern vor allem zur Bezahlung von Kriegsvölkern.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 107, f. 488r—489v, Orig.
Druck: Hansen,
Nuntiaturberichte III/1, S. 585—587.
Brieftext
Con le precedenti fu scritto a V. S. Ill.ma l’officio che fece il nuovo eletto con monsignor di Vercelli, con monsignor Malaspina et ancora co’l Minucci ben’otto dì inanzi l’elettione,1mostrando loro che le cose di questa chiesa erano in tale stato ch’egli, si come non l’harebbe ricercata senza l’instanza di N. S., così né anco saria per accettarla, se non sperasse che S. S.tà fosse per aiutarlo a liberarla dalle gravissime oppressioni in che si truova, il qual officio fu da lui accompagnato con quasi aperta protesta che, se si vedesse poi abbandonato in tante necessità, non potrebbe far’altro che rinontiare la chiesa.
Hora il dì dopo l’elettione, havendo egli invitati li nontii a pranzo, ne potendo monsignor di Vercelli andarvi per la podagra, venne egli in persona la mattina per tempo alla casa sua, ove rinovando la memoria dell’officio predetto et le presenti necessità di questa 146provintia, massime perché s’havevano a pagare subito i raiteri del duca di Sassonia, 2quali altrimenti minacciavano gran male, et insieme si dovevano licentiare le genti del prencipe d’Arremberg, 3poiché si pruova che senza utilità alcuna concitano molto invidia, oltre le quali instavano anco altre urgentissime cause, che furono narrate a longo da esso eletto, soggiongendo poi ch’egli, per le molte spese c’haveva fatto qui, non poteva supplire del suo a tanti bisogni, né per la guerra del paese era possibile con l’obligatione d’alcuna cosa truovare modo di cavare danari, concluse in fine pregando, non solo perché si facesse lo sborso di quanto avanzava in mano del Minucci delli 15000 fiorini, ma che insieme si truovasse partito con mercanti per altretanta somma. Parve questa a monsignor di Vercelli assai grave proposta et usò ogn’arte, perché o si dismettesse il pensiero o almeno si differisse, sin che s’intendesse la mente di S. S.tà, per la quale si saria spedito corriere espresso; ma l’eletto replicò mostrando i pericoli della tardanza et la perdita di reputatione che farebbe, se in questi principii si scoprisse fiacchezza et si lasciasse tempo alli nimici di fare i fatti loro.
Partito lui, monsignor di Vercelli fece chiamare monsignor Malaspina, con cui l’eletto haveva desiderato che si communicasse il negotio, et ivi, conferita la proposta et le difficoltà che occorrevano, fu considerato, se fosse meglio che li nontii per loro stessi pigliassero quest’imprestido senza interessarvi S. S.tà. Et dopo molte ragioni apparendo chiarissima la necessità della chiesa et del publico servitio né cessando le preghiere et l’obtestationi dell’eletto, si risolsero in fine i nontii di pigliare a cambio da mercanti italiani 8000 scuti d’oro con conditione di rimborsarli in Roma in termine di due mesi, a che essi obligorono se medesimi et hebbero però dall’eletto una relevatione che, in evento che dalla S.tà S. non fosse approbata l’obligatione,4egli o per se stesso o per il duca, suo fratello, 5procurarebbe di sodisfare.
147Per questo et per quello che di più habbia a sperare l’eletto in questi suoi bisogni, egli s’è risoluto di mandare a piedi di S. B.ne il canonico Trivio,6aciò le rappresenti le miserie di questa chiesa et i pericoli ne quali si trova, il che V. S. Ill.ma intenderà da lui particolarmente, et perciò noi non s’estenderemo in più longa narratione, supplicandola solamente a credere, che quel che s’è fatto per somma et evidente necessità, né altrimenti alcuno di noi harrebbe ardito di mettersi in questo ballo. Co’l ritorno del canonico Trivio ogn’uno di noi aspetta d’intendere quel c’ha da fare, perché non vedendosi già gran tempo lettere di V. S. Ill.ma, viviamo tutti in gran sospensione d’animo, quale da qui innanzi ci cominciarà ad essere noiosa, poiché l’elettione è gia fatta et l’eletto è uscito dalla città; perciò monsignor Malaspina s’è anco risoluto di venir’ ad incontrare più d’appresso il commandamento di S. B.ne.
Nachschrift: L’uno de mercanti c’haveva promesso gli 8000, ha poi disdetto, né s’è potuto effettuare il partito se non per 4000; degl’altri siamo ancora in trattato. Per questo, se N. S. si degnarà di mettere questa somma a conto di soventione per le miserie di questa chiesa, i primi 4000 s’havranno a pagare a quelli che li dimanderanno in nome del Casino, degl’altri, poiché l’impossibilità ci scusa, vederemo di differire fin’alla risposta di V. S. Ill.ma, se pure l’eletto non instasse di maniera per qualche urgente necessità che non si potesse negarli, nel qual caso si manderiano le pollizze co’l seguente ordinario. Tra noi pensando allo stato travagliato di questa provintia et alle gran consequenze, che tira seco l’essempio et particolarmente l’effetti delli aiuti di S. S.tà, era venuta opinione che una soventione di 10.000 fiorini il mese saria molto ben’impiegata, massime sperandosi ch’ella dureria poco, et forse se n’uscirebbe prima che passasse Ottobre.
Fußnoten
- 1 Am 19. Mai beschlossen die Kanoniker, den Papst um Geldhilfe zu bitten. Ernst sprach am 31. Mai mit Bonomi über die großen finanziellen Schwierigkeiten der Kölner Kirche, die ihn im Falle seiner Wahl zwingen würden, auf das Erzbistum zu verzichten, wenn ihn der Papst nicht unterstütze (Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 561, 576).
- 2 Ernst traf sich etwa zwei Wochen vor der Wahl mit Friedrich von SachsenLauenburg, einem seiner Konkurrenten für Köln, um diesen von der Kandidatur abzubringen; dabei dürften geldliche Verpflichtungen Ernsts entstanden sein (Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 560, 569).
- 3 Graf Karl von Arenberg, der als Anhänger Friedrichs von Sachsen galt, wurde gerufen, um Truchseß und dessen Anhang zu vertreiben (Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 404, 414, 567, 570f.).
- 4 Der Papst billigte schließlich diese Obligation (Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 630f.).
- 5 Vgl. unten Nr. 107.
- 6 Vgl. oben Nr. 94, Anm. 3.