Regest
Rechtfertigung der Zusage von Hilfsgeldern an den neugewählten Erzbischof von Köln. Dank für Ernennung zum Bischof von San
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 77rv, Orig.
Severo. Geplante
Abreise nach München oder Innsbruck.
Brieftext
Dalla lettera scritta da noi communamente,1alla quale io mi rimetto, V. S. Ill.ma intenderà la instantia vehemente fatta dal nuovo eletto et la risolutione presa da noi et se bene io non havendo havuto commissione alcuna da S. B.ne et essendosi ciò publicato et qua et in ogni luogho havevo legitimo pretesto di non mi intromettere in così fatta prattica, massime che in altre non così fastidiose non son stato chiamato, nondimeno il servitio di Dio, li pericoli che instano a questa chiesa come cause principali me hanno mosso, ma una impulsiva me ha a un certo modo più d’ogn altra stretto a concorrere con li altri et mostrar di farlo più che volentieri et con ogni pronteza per il timore che ho havuto che al eletto non fusse stato messo in testa che io singularmente dalli altri mi ritiro in procurare l’utile et benefitio suo. Nel qual proposito non mi estenderò più oltre se non che spero, che V. S. Ill.ma non havrà mai potuto comprendere dalla forma del mio scrivere, che io sia andato a camino di supplantare altri. Piaccia hora al Sig. Dio che meco sia stato osservato l’istesso, et questo non tanto per rispetto mio quanto per la sicurezza della conscientia di colui che se l’havrà intricato, poiché l’esser io di mala voglia stato veduto qua et l’essersi rinvangate tutte le mie attioni al ultimo non ho operato altro che esistimatione alla mia persona, et il fine del negotio l’ha mostrato l’esser poi io stato mancato prima delli altri non è stato colpa mia ma di coloro che hanno errato in elegere.
lo son andato differendo il scrivere a V. S. Ill.ma l’aviso che io ho havuto della colatione episcopale;2alla quale la S.tà di N. S. si è compiaciuta di chiamarmi, poiché non havendo io ricevute lettere publiche et essendo la dignità tale che quanto è maggiore timore et tremore mi pareva di non dover né qua ricevere le congratulationi né farne motto a V. S. Ill.ma. Ma al fine mi son risoluto di non tardar più a basciar humilmente li s.mi piedi di N. S. et per la opinione buona che con così gran demostratione ha mostrato di haver della persona mia et anco per la qualità del vescovado in se stesso et de altre molte gratie, che cumulatamente si è degnata di farmi gratiosamente. Quanto al carico quello che io senti di me et del modo che io l’habbi accettato S. D. M.tà che è scrutatore delli cori lo sa. Quanto poi al stimare la gratia et il benefitio ricevuto io mi persuado di non potere mostrarne con maggior argumento parte della gratitudine che io ri149servo nel animo verso la S.tà S. se non col mettere ogni studio et sollicitudine acciò il vescovato spirituale et temporale sia governato bene.
Mons. di Verselli scrive a V. S. Ill.ma in raccomandatione del auditore suo3et se bene io son certo che è per bastare a sufficientia il testimonio che rende delle sue bone qualità, nondimeno io non posso lasciare di supplicare V. S. Ill.ma ad haver per raccolte le pretensioni che egli ha.
Con l’ordinario passato io scrissi a V. S. Ill.ma la risolutione pressa da me di partirmi tra otto giorni et aspettare in Monaco o Inspruch d’intendere la mente di N. S. circa la persona mia4et così son per fare non comparendo altro ordine in contra . . .