Briefnr. 122

Malaspina an Gallio - Graz, 1583 September 28

Band 2

Regest

Scharfe Verwahrung des Kaisers an den innerösterreichischen Herren- und Ritterstand wegen dessen Weigerung, sich an den Zahlungen für die Türkengrenze zu beteiligen. Innerösterreichischer Universallandtag. Schreiben Erzherzog Karls an den Kaiser wegen des neuen Kalenders. Angelegenheiten des Bischofs von Pedena. Berufung des Fra Vincenzo Rizzo aus Monopoli ins Grazer Dominikanerkloster. Widerstand des Patriarchen von Aquileia gegen die geplante Errichtung eines Bistums Görz.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 115r—116v, Orig.; Beilage ebenda f. 150r,
151v.


Doppo che questo Ser.mo veduta l’ostinata risolutione delli doi stati delli baroni et nobili di non volere contribuire alli confini, si risolse di renuntiare il carico d’essi alla M.tà del imperatore.1S. M.tà ha scritto assai resentitamente a loro reprendendoli acremente de così fatta inobedienza dalla quale, quando perseverasse, sarebbe per nascere danno universalmente a tutta la Germania, et se bene hanno 179arditamente replicato a S. M.tà et S. M.tà di novo a loro, et che insin hora non habbino voluto cedere, s’intende però che sotto mano cominciano a dar principio di sumministrare il bisogno per causa delli confini, quali sono per gratia del Signore tanto quieti che non si potrebbe desiderare più. 2

Hora mentre costoro stanno superbamente altercando con l’imperatore et lamentandosi che la portione che li perviene della distributione del imperio non li è pagata,3non si scordano però d’importunare quest Altezza acciò si celebri una universale dieta de tutti questi paesi. 4Et perché non si può negare, che quanto al politico non sia espediente che si faccia, li è stata concessa da S. A. con una sola limitatione, cioè che in essa non si tratti cosa spettante alla religione. Ma loro, che tengono per certo con la multitudine d’opprimere questo Ser.mo et farlo retrocedere dalle resolutioni prese, non possono patire che li sia negato quel ingresso che per la porta della dieta universale si persuadevano di potere agevolemente havere per ottinere li loro iniqui intenti. Per il che non volendosi acquietare ne S. A. rimoversi dalla sua deliberatione sta ancora questa attione della dieta suspesa, 5et se ben S. A. et li consiglieri suoi dicono di provedere et subodorare che li nobili prometteranno di non proporre cosa toccante alli cittadini 6né intromettersi con loro ma solamente attendere al proprio in quella forma da me già insinuata a V. S. Ill.ma. Nondimeno noi qua siamo di opinione che S. A. non li compiaccia, et per non sapersi per ancora qualsia per essere la mente di N. S. non havendo io risposta del foglio 7che mandai a V. S. Ill.ma, et stando espressa la mente contraria a tal attione ne le lettere di mons. di Gurgo, sì anco perché havendo S. A. in tanti scritti espressamente dechiarata 180sì negativamente, non pare perciò che sia di degnità il mutarsi, ma più tosto essendo cominciata la dieta scorgendosi che la negativa del principe né sia per far incorrere in maggiore inconveniente al’hora che si saprà la mente di S. B.ne si potremo conformare nel pigliar partito a quella et si sarà conforme al desiderio di S. A. non si havrà difficultà né scrupolo, se sarà altrimenti bisognerà dar principio a nova consulta. Questo è quello che si è suo hora tra noi concluso in questo poco tempo che il principe è stato qua, et perché non ci è né posta né pedone ordinario per Italia, come prima era, io non ho havuto commodità di tenere avisato V. S. Ill.ma conforme al debbito mio.

Hieri a mia contemplatione fu espedito un correro espresso con lettere di questo Ser.mo a S. M.tà facendoli instantia a volersi dechiarare circa la publicatione del calendario, nella quale spero che non si havrà difficultà havendomi il Ser.mo arciduca Ernesto8in Monaco assicurato che si sarebbe publicato questo ottobre. 9Ma perché a noi importa di sapere la mente di S. M.tà per potere fare imprimere li calendarii publicarli instando hormai il tempo si è perciò di novo scritto. Et essendo capitati qua alcuni Goritiani, tra quali è quello che ocularmente è stato in fatto, quali et a S. A. et a tutti hanno narrato, ciò che V. S. Ill.ma vederà nel foglio che sarà con questa mia mi è parso ordinarli che lo mettino in scritto et mandarlo a V. S. Ill.ma. 10

Ho fatto l’offitio che V. S. Ill.ma mi ha commesso per il vescovo di Pedina et ho ritrovato che S. A. da per se havendo inteso il caso di quel heretico che fu sepulto11di già haveva scritto per informatione juridica, la quale hieri gionse, ma essendo S. A. alle caccie non si è potuto vedere. Io scriverò al vescovo et si vederà di pigliare qualche buono espediente, se ben essendo gia seguito il fatto non si potrà fare quello che io desiderarei. 12Circa della decima non ritrovo insin hora consigliero che sia informato di quello che il vescovo scrive. 13

Quanto al monasterio delli padri Dominicani S. A. si è romossa dal pensiero che haveva inteso che ha la mente di N. S. et ha giovato 181ancora assai l’essere stata informata della pietà et zelo del generale della speranza, che si deve havere, che per l’esperienza grande, che ha, debba esser sollicito nel restaurare la disciplina regulare in queste provintie, et poiché io mi son constituito per fideiussore di S. P.tà R.ma sarà opera degna della sua bontà di non mi far restare con vergogna et in opinione di poco veridico, nel qual caso in vero prevedo la total ruina di questi monasterii. 14S. A. insieme con tutti gli cattolici che intendono italiano desiderano grandemente, che sia constituito in questa città per ordinario predicatore il Fra Vincenzo Rizzo da Monopoli priore di novo monasterio, et che non sia in potestà d’ogni provintiale di rimoverlo senza causa, che qua non mutano volentieri confessori, et per la gratia, che ha questo padre nel predicare, S. A. l’ha voluto sentire nella chiesa de padri Gesuiti et in evento che il padre non fosse inclinato a star qua potrebbe il generale per sodisfare a S. A. commandarcilo in virtù di santa obedienza. 15

Pochi giorni fa scrissi a V. S. Ill.ma il pensiero che S. A. haveva, che io mi trasferissi a Goritia per la erettione d’un vescovato in quel luogho16et mi parve nel istesso tempo ancora conveniente di darne parte al suffraganio di mons. rev.mo patriarca, dal quale ho havuto per risposta che tal attione sarebbe in grandissimo pregiuditio della jurisdittione patriarcale, onde se bene intendo che di giorno in giorno piglia piedi l’heresia in quel contado, massime al presente che in mia absentia ha il patriarca eletto un archidiacono giovane che non sa appena leggere, 17con tutto ciò ho sopraseduto io et intepidito il proposito di S. A., la quale insieme con tutti li buoni non ritrovano mezzo più potente per perservare quel contado che il porre un pastore di authorità che sappia et possa applicare remedii convenienti alla peste che comincia a pullulare, né mi pare in vero di potere penetrar che vedino a camino di conculcare et opprimere la jurisdittione ecclesiastica come affermativamente asserisce mons. suffraganio. Et in quanto fosse di così cattiva consequentia quella erettione si potrebbe andare pensando d’introdurci li padri Gesuiti, quali a mio parere sarebbono di grandissimo giovamento a quel contado et alle altre parti per parlarsi communamente in Goritia tre lingue schiavona, latina et italiana . . .

182

Beilage: Bericht über wunderbares Austreiben eines Nußbaumes bei Görz in Übereinstimmung mit neuem Kalender.

Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 150r, 151v, Orig.

Fatto occorso in Goritia circa il calendario riformato.

Ritrovandosi m. Mattia Serrar gastaldo di Goritia a ragionamento con alquanti mercanti heretici di Feltchirchin de la authorità de la chiesa et de S. S.tà circa l’accrescere over di disminuire il calendario et che era una confusione de le feste dove che si ritrovava il giorno de la vigilia di S. Giovanni di Giugno et per esser stato mutato secondo la nova viense avanti giorni dieci, m. Mattia disse. Qui appresso una villa nominata Campolongo su la strada di Goritia che va a Codroipo si ritrovava una nocera che la notte avanti S. Giovanni fa le folie et noce et sin a quel tempo sta sempre secco senza folie né altro, dove li mercanti pregorno il gastaldo che volesse andare la vigilia di S. Giovanni per tempo acciò potesse vedere se ritrovava il nocera come li haveva detto et la mattina che seria stato il giorno di S. Giovanni se havesse trovato che le folie et noce fosse stato come diceva che si ritrovava gl’altri anni precedenti dove andò et fe fede che la sera lo ritrovò secco senza folie né cosa alcuna verde sopra et la mattina nel alba lo trovò tutto verde et portò il segno cioè rami quali tra folie et noci sopra et questo tutto Goritia ne ha visto et in spetie li portò al clar.mo sig. luogotenente quale sedeva con li suoi sig. assistenti al tribunale et questo drieto il novo calendario.


Fußnoten

  • 1 Schon auf dem Landtag Februar/März 1583 drohte Erzherzog Karl, als sich die Stände A. B. weigerten, auf die Landtagsproposition einzugehen, bevor ihre Religionsbeschwerden behandelt würden, die Sorge um die Türkengrenze an den Kaiser zurückzugeben (Graz LA, Landtagsakten 427; Loserth, FRA II/50. S. 471f.). 
  • 2 Auf österreichischer Seite war man bemüht, die Ruhe an der Grenze nicht zu stören. Am 20. August 1583 verbot Veit von Hallegg, oberster Generalkapitän der slawonischen Grenze, allen Hauptleuten, Vizehauptleuten und Woiwoden der Haramanen, irgendwelche Einfälle in türkisches Gebiet zu machen (Graz LA, Militaria 1583/1). 
  • 3 Die Verordneten von Steiermark schrieben am 27. März 1583 denen von Kärnten und Krain, der Kaiser handle dieser (Türken-)grenze wie ein Stiefvater, welcher den Kindern das erbettelte Brot aus den Händen reißt (Loserth, FRA II/50, S. 473). 
  • 4 Vgl. oben Nr. 74. 
  • 5 Vgl. oben Nr. 78. 
  • 6 Vgl. oben Nr. 71. 
  • 7 Nicht vorhanden. 
  • 8 Vgl. oben Nr. 109. 
  • 9 Vgl. oben Nr. 51, Anm. 2 und 3. 
  • 10 Siehe unten Beilage. 
  • 11 Vgl. oben Nr. 114 und 118. 
  • 12 Malaspina war sehr darauf bedacht, daß kein Häretiker in geweihter Erde bestattet wurde, und scheute auch nicht davor zurück, ein schon im Gang befindliches Begräbnis zu unterbinden (Loserth, FRA II/50, S. 488f.). 
  • 13 Wie Anm. 11. 
  • 14 Vgl. oben Nr. 46. 
  • 15 Nichts näher bekannt. 
  • 16 Vgl. oben Nr. 115, Anm. 4. 
  • 17 Nicht bekannt.