Regest
Weigerung des ständischen Buchdruckers, das Kalenderdekret zu drucken; seine Einkerkerung und Flucht sowie die deswegen notwendige handschriftliche Ausfertigung des Kalenderdekretes durch die landesfürstliche Kanzlei. Annahme des neuen Kalenders durch Sachsen, Brandenburg und Böhmen. Ausschreiben des steirischen Landtages für den 11. Dezember zwecks Beratung über Türkengrenze, nicht jedoch Religionsangelegenheit. Ankunft Hoffmanns in Graz.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 134r—135r, Orig.
Brieftext
Con le precedenti mie di 20 del presente diedi conto a V. S. Ill.ma del decreto, che S. A. haveva publicato acciò universalmente fosse perfettamente osservato il calendario.1Hora è occorso che volendosi fare imprimere il stampatore ha havuto ardire di ricusare di farlo, allegando che egli è servitore et stipendiato da li provintiali et che senza prescito loro non gli è lecito di stampare cosa alcuna et essendosi per così fatta temerità incarcerato hanno ritrovato modo di farlo fuggire; 2perilche è stato necessario se si voleva che il decreto si publicasse authenticamente di farne rescrivere molte copie sottoscritte da tutti i consiglieri et servirsi di esse. Io non mi ho potuto continere di non mi riscaldare da dovero et essagerare et con S. A. et con li consiglieri così espressa inobedienza, et spero pur che se ne farà una tal dimostratione che servirà per essempio a gl’altri, tanto più che ragionevolmente dovranno restare con molta confusione questi nobili intendendosi che il duca di Sassonia, il marchese di Brandenburg et la corona Boemica l’hanno publicato 3et la loro pertinacia dovrà similmente sumministrare occasione al principe di risentimento corrispondente a la gravità del fatto palpando ogni giorno che costoro 198non hanno per obietto altro che il ridurlo a termine, che non possi non solo fare ma ne ingerirsi in attione alcuna ancora che politica senza l’assenso loro; la littera 4poi che V. S. Ill.ma mi ha scritto de la sodisfattione che N. S. ha presa havendo intesa la publicatione sicome è gionta a tempo molto opportuno, così spero che anch’ essa aiutarà a riscaldare maggiormente li animi et di S. A. et de li consiglieri.
Essendo S. A. restata ingannata de la speranza conceputa, che questi nobili di Stiria con l’occasione d’essere convenuti insieme in questa città per conto de le liti,5fossero per instare acciò si facesse la dieta, poiché non né hanno fatto motto alcuno, né dato segni di curarsi de li confini né d’altro, si è risoluto di publicarla senza altro a li 11 di decembre, 6et perché habbiamo insin hora inherito nel consigliare S. A., che lei debba dare inditti a li nobili, che se loro poco conto fanno de li confini che S. A. manco d’essi ne vive con sollicitudine, persuadendosi noi altri che scoprendo loro l’animo risoluto di S. A. fossero per mutare stilo di procedere, perciò ha bisognato ponderare molto maturamente sotto che pretesto si possa conservando il fine sopradetto et la essistimatione di S. A. condescendere a questa attione de la dieta, ne a noi dopo haver ventilato il fatto con le sue circumstantie è occorso altro meglio che il servirsi de la M.tà del imperatore, poiché havendo S. A. rinunciato il carico de li confini a S. M.tà per quelli rispetti, che altre volte si sono scritti, 7et non si essendo risoluta da M.tà S. di accettare la renuntia, si può hora ben presumere, che instando per tal effetto tuttavia questa Altezza, l’imperatore lo ricerchi che a contemplatione sua tenti anco per questa volta li animi de li Stiriaci, acciò S. M.tà veduto l’essito di questa dieta possi poi pigliare quel espediente che giudicarà convenirsi. Et così S. A. quanto a la persona sua mostra di perseverare in non curarsi de li confini ne de la loro perversa ostinatione, ma moversi per seriosa essortatione di S. A. Io ho poi fatto officio con il Ser.mo arciduca Ernesto, il quale tuttavia è qua, 8acciò l’A. S. ricordi a la M.tà del imperatore a volere scrivere a li nobili monendoli acremente a desistere hormai dal recalcitrare col persistere ne la solita inobedienza et un altra al principe resentendosi che per il passato habbia concesse cose in pregiuditio de 199la famiglia Austriaca 9et monendolo che al presente si guardi di non incorrere nel istesso errore, protestandoli de la nullità come d’attione che non è in potere solo suo et perché con prescito di quest’Altezza ho trattato tutto questo et dal arciduca Ernesto ne ho havuta assai buona intentione, spero che S. M.tà si disponerà di consolarne in questa parte et il nuntio Cesareo senz altro anco esso farà la parte sua.
In questa dieta sono assicurato che non si trattarà il punto de la religione ma solo quello de li confini. Ma se la parte adversa non osservarà questo che li è stato imposto come senza dubio non farà in tal caso io mi preparo quanto posso acciò mi ritrovino ben proveduto. Piaccia hora a S. D. M.tà non risguardando a li miei infiniti peccati aiutare la retta et ottima mio volontà in questa parte et ardentissimo desiderio di essequire la s.ma mente di N. S. L’Hoffman è venuto et non è dubio che si farà sentire.10S. A. pensa che necessariamente dovrà doppo questa celebrare una dieta con l’intervento di tutte le provintie, ma dal essito di questa particolare dipende la deliberatione di quel altra universale . . .
(P. S.) Mi è parso bene di mandare la copia del decreto publicato circa la osservatione del Calendario11. . .
Fußnoten
- 1 Nr. 129.
- 2 Auf dem steirischen Landtag im Dezember 1583 beschwerten sich die Stände A. B., daß ihr Buchdrucker Hans Schmidt, als er sich weigerte, die Einführung des neuen Kalenders Betreffendes zu drucken, von der Regierung eingekerkert wurde (Loserth, FRA II/50, S. 510).
- 3 Das stimmt nicht. Es schien nur, daß Sachsen und noch mehr Brandenburg bereit waren, den neuen Kalender anzunehmen, wenn er im Namen des Kaisers und nicht des Papstes eingeführt würde. In Böhmen stimmten die Stände im November 1583 der Einführung zu (Kaltenbrunner, Polemik über die Gregorianische Kalenderreform, S. 503ff.; Stieve, Kalenderstreit, S. 22 und 88).
- 4 Nr. 126.
- 5 Gemeint ist der Kalenderstreit (Loserth, FRA II/50, S. 502-—504, 505f., Anm. 1).
- 6 Vgl. oben Nr. 129, Anm. 7.
- 7 Vgl. oben Nr. 122.
- 8 Vgl. oben Nr. 127, Anm. 11.
- 9 Vgl. oben Nr. 21, Anm. 1.
- 10 Vgl. unten Nr. 140.
- 11 Ebenda f. 124r: Dekret vom 22. November 1583.