Briefnr. 136

Malaspina an Gallio - Graz, 1583 Dezember 14

Band 2

Regest

Ausführliche Darlegung des gegenwärtigen Standes der Religionsangelegenheit. Schwierigkeiten bei der Publikation des neuen Kalenders. Eröffnung des Landtages. Schritte zur Entfernung Hoffmanns.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 140r—143r, Orig.


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La lettera di V. S. Ill.ma diretta a me1et quella del Ill.mo sig. cardinale Madruzzo a questo Ser.mo 2ripiene di gravità, di circumspettione et di dolcezza hanno per quanto ho potuto comprendere infiammato il petto di S. A. et di nuovo accresciuto et acceso l’osservanza et amore verso la S. Sede Apostolica et la S.tà di N. S. Perilche io ancora servendomi di così opportuna congiontura, ho cercato di imprimere con quella authorità et efficacia che ho potuto nel animo di S. A. l’obligo che lei deve havere a la S.tà S., che con occhi così paterni non solo compatisce ma di continuo prega il Sig. Dio a voler porgere al A. S. l’aiuto che ha di bisogno et ponderando quello che si scrive a S. A. et a me.

Non si vol stringere ad impossibile ho rappresentato ingenuamente a S. A. il mio parere, il quale è che discorrendosi di quello che può o non può, è necessario constituire molta differenza tra la possibilità de la essecutione di fatti et quella de le simplici parole, et sicome la prima non sta totalmente in potere di S. A. così la seconda è in libera sua facoltà onde, io giudicavo che S. A. fosse obligato di rivocare verbalmente astenendosi per hora da ogni essecutione tutte le concessioni et toleranze date in materia di religione a ogni stato de li suoi subditi, et perché quello che una volta è piaciuto et stato approvato non deve più dispiacere né esser reprovato, che però non intendevo che S. A. venisse a questa risolutione, se li provintiali accettando il decreto et contribuendo si acquietassero, ma in caso che loro continuando la principiata inobedienza volendola violentare a confessar di havere promesso quello che realmente non ha, né admettendo che lei sia interprete de le parole sue et del senso di esse3, et ritrovandosi perciò defraudata de le promesse fatte da loro quando l’indussero a condescendere a le concessioni antiche che per questi rispetti per ragione alcuna era tenuta a mantenere le promesse havendo loro per tanti capi rotte le conditioni d’esse, et che con ragione efficace S. A. in questa dieta in evento che non volessero contribuire le poteva ragionevolmente manifestare l’ultima sua determinatione, la quale dovrebbe essere in sustantia che S. A. le essorta et monisce di accettare il decreto publicato circa la separatione di cittadini et popolari et restitutione de le parocchie etc. de li ecclesiastici. 4

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Ma in evento che loro non si disponghino a questo che lei si dichiara che da quel hora in poi si dispone di governarsi nel negotio de la religione conforme a la dispositione de la pacificatione imperiale,5a la quale non si facendo più mentione di concessioni sue si rimette, fatto questo si haverebbe da convocare la dieta universale con l’assistenza de li commissarii del imperatore, arciduca Ferdinando, Baviera et Salzburg, et l’A. S. a le due altre provintie 6potrebbe esponere l’insolentia poco rispetto et inobedienza de li Stiriaci verso l’A. S. et li aggravii che la parte cattolica con infinito detrimento già da alcuni anni in qua patisce da loro et l’instantia che fanno a l’A. S. d’essere sollevati, et se fatto questo instando le provintie et humiliatosi in qualche parte li Stiriaci si giudicasse esser necessario il pigliare qualche temperamento. In tal caso S. A. et quelli ambasciatori et li suoi consiglieri potrebbono tra loro seculari risolversi sì se si ha da rimettere qualche cosa et accomodare a quello che il fatto alhora mostrasse essere di manco pericolo et più tolerabile, et noi altri ecclesiastici doppo d’haver fatto l’offitio nostro non mancaressimo ancor che separati da loro in questa attione di pregare il sig. Dio che l’inspirasse a prendere quella risolutione che fusse di maggior servitio di S. D. M.tà.

Et in vero mi sovengono molti frutti quali indrizzandosi il negotio di questa maniera coglierebbe et l’A. S. et la parte cattolica poiché di questa forma il principe si assicura molto in conscienza, facendo almeno con le parole quello che può, mette in oltre un gran terrore non solo a li nobili, quali frequentando l’essercitio lutherano perderanno li privilegii, ma ancora a li predicatori loro, che anco essi temeranno predicando contra il consenso del principe di perdere la propria vita, et si può ancora ragionevolmente sperare che non essendo per essere simplicemente penale così fatta determinatione del principe, ma con la clausula che possino elegando l’altro partito schifare la revocatione, che perciò non siano per essere così fuor di giuditio, almeno buona parte d’essi che più tosto che lasciare il patrocinio li cittadini vogliano perdere quel che possono pacificamente ottenere. Li fini poiché ho io come ministro di S. B.ne sono di grandissimo momento e il più precipuo è che con il revocare S. A. le concessioni tutto il mondo conoscerà che N. S. non ha pensato mai né ad assicuramento né a temperamento né a toleranza alcuna, ma a togliere tutto il tronco 206insieme con la radice 7et se il principe doppo confortato da li principi attinenti et interessati havrà presa altra risolutione, che S. B.ne non ce ne ha parte alcuna et che l’acquisto de li cittadini et popolari è parto di S. S.tà ma quello del atto pregiuditiale per essere abortivo non può essere figliolo di quella madre che mai seppe né può sapere che cosa fusse aborto.

Et havendo io indrizzato il filo de la tela che vo ordendo a questo fine ho con ogni ingenuità significato a S. A. che se per caso si verrà a la assicuratione o ad altro atto pregiuditiale che io con la parte ecclesiastica voglio protestare contra di esso et forsi absentarmi,8né mi posso persuadere che riducendosi il negotio a questo individuo io ragionevolmente possi essere ripreso di havere abandonato il campo, poiché con l’aiuto divino son disposto di fermarmeci intrepidamente mentre però che li ecclesiastici et io potremo adoperare l’arme nostre, ma quando vedrò che non solamente non posso valermi di esse ma né manco ripararmi dal colpo de li avversarii, alhora dovrà essere non solo escusato ma comendato riportando meco così gran parte de le spoglie loro et restando la parte dipendente da me insieme con la persona mia senza cicatrice, né lesione alcuna, né questa mia ferma deliberatione potrà dispiacere a la S.tà di N. S., né essere alterata per qualsivoglia instantia che di qua si facesse in contrario, poiché la qualità del attione che si haverà da fare è tanto delicata che non solamente è bene ma necessario che sia noto urbi et orbi che io non ci ho parte alcuna, né communico, né con consenso espresso, né tacito, né con conniventia, né sotto qualsivoglia altra forma a peccati aliene.

Hora havendo io acquiestato novo spirito con l’occasione de le littere scritte ho, come di sopra ho detto, significato a S. A. con un puoco d’imperio spirituale sopra di lei tutto questo et l’ho ritrovata ottimamente disposta a volere essequire il consiglio mio, ma non si è già totalmente risoluta volendo io prima participare a li consiglieri suoi. Vivo però con speranza che siano più tosto per consolarmi che altrimenti, ma in ogni evento non son già mai per mutarmi di parere. Onde io per confessar il vero non vorrei che li provintiali contribuissero in questa dieta et aspetto l’assalto loro con desiderio, il quale quanto sarà più impetuoso tanto più mi sarà di sodisfattione.

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Mi rincresce grandemente di dover continuare la rubrica principiata de la inobedienza circa il calendario.9Ultimamente doppo l’altre insolentie usate è stato il decreto del principe instercorato, attione che ha alterato non solo gl’animi di cattolici ma ancora de li heretici, di modo che il regimento tutto unito, non ostante che in esso sia buon numero di baroni lutherani, ha dato per parere a S. A. che esperimentandosi ogni giorno il disprezzo che si ha a li mandati di lei che lo consiglia a instituire un presidio di soldati in questa città per raffrenare l’insolentia del popolo et di coloro che sono fautori et fanno spalla ad esso. 10Questo parere nel quale così prontamente sono concorsi li heretici è piaciuto molto a noi altri et vedo gl’animi assai ben disposti ad accettarlo, ma è ben cosa gratiosa che questi nobili asseriscono che deponeranno le loro vite che tal sceleratezza è commessa da persona cattolica et lo attribuiscono a qualche scolaro instigato da qualche spirito indiscreto d’alcuno de li padri de la compagnia per irritare tanto maggiormente il principe contra li heretici.

Questi nobili si sono mostrati assai obedienti al serioso et minatorio decreto di S. A. nel proposito de li loro predicatori, se ardiranno di predicare per l’avvenire mai più contra il summo pontifice o la religione cattolica,11et perciò li consiglieri vedendo la loro prontezza non già nel accettare il calendario, che sono più ostinati che mai, ma nel concorrere nel castigare colui che ha stracciato etc. li decreti di S. A. et nel reprendere così publicamente il predicatore loro, son intrati in speranza che la dieta si concluderà a sodisfattione di S. A.

Hieri si dette principio ad essa et S. A. doppo d’haver data la sua proposta12a li provintiali immediatamente chiamò li cittadini et li disse come loro di già sapevano d’essere totalmente separati da li nobili, et che però se niun di loro havesse havuto ricorso da essi per incorporarsi con loro, che sarebbono perduti li privilegii che godono, ma loro malamente assuefatti per il passato mostrando con parole gran obedienza battono il chiodo dove altre volte hanno fatto l’apertura tentando di corrompere li consiglieri politici col offerire di voler dare al principe gran somma di danari se non si molestano circa la 208religione. Tra quattro giorni li provintiali daranno la risposta a la proposta del principe 13et alhora si potrà con più fondamento scrivere. 14

Il sig. duca di Baviera mi ha per il mezzo de la sorella fatto sapere come l’eletto di Bamberga ha mandati alcuni commissarii dal A. S., et che non ostante che li habbino communicato diverse cose non facevano però mentione alcuna del Hoffmam,15et che egli vedendo questo con molto suo dispiacere si risolse di volere vedere di sottrahere qual fosse l’intentione del eletto, et hebbe per risposta da li commissarii che l’eletto era disposto di fare ogni suo potere, perilche non restando il sig. duca pienamente sodisfatto ha scritto qua, monendo in vero assai acremente S. A. non solo a scrivere al eletto ma con la via regia rimovere quella pietra di scandalo, offerendosi ogni volta che questa Altezza tema di venire al essecutione che lui s’obliga di farla et senza strepito. L’arciduca ha scritto in buona forma al eletto, circa il resto poi si è havuta buona intentione da esso, ma l’attione de la dieta tiene suspesi tutti li altri negotii. É parso ancora al sig. duca bene che io scrivi al eletto, il che non ho ricusato di fare et ho scritto con quella maggior efficacia che ho potuto. Dio Sig. N. per sua misericordia ne concedi gratia che si risolvi l’eletto in bene et presto 16. . .


Fußnoten

  • 1 Nr. 134. 
  • 2 Vgl. Nr. 134, Anm. 2. 
  • 3 Am Rand von anderer Hand vermerkt: interpretatione negata da sudditi. 
  • 4 Vgl. oben Nr. 12, Anm. 1, Nr. 65, 68. 
  • 5 Vgl. oben Nr. 21, Anm. 1. 
  • 6 Kärnten und Krain. 
  • 7 Am Rand von anderer Hand vermerkt: reputatione di papa. 
  • 8 Vgl. oben Nr. 125, Anm. 4. 
  • 9 Vgl. oben Nr. 135. 
  • 10 Vgl. oben Nr. 35, Anm. 3 und Nr. 36, Anm. 13. 
  • 11 Am 23. Dezember trugen die Stände dem Kirchenministerium und Prädikanten, die sich mündlich und schriftlich gegen die Einführung des neuen Kalenders gestellt hatten, die Einhaltung desselben auf (Loserth, FRA II/50, S. 515). 
  • 12 Vgl. Nr. 135. 
  • 13 Die landesfürstliche Proposition erfolgte am 12. Dezember (Graz LA, Landtagsakten 427; ebenda Landtagshandlungen 34, f. 1r—7r). 
  • 14 Die Stände antworteten erst am 4. Jänner 1584 auf die landesfürstliche Proposition (Graz LA, Landtagshandlungen 34, f. 26r—29v). 
  • 15 Vgl. oben Nr. 9. 
  • 16 Vgl. oben Nr. 21, Anm. 9.