Regest
Bemühungen um Abschaffung der Kommunion unter beiderlei Gestalt in der Diözese Gurk.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 145rv, Orig.
Brieftext
Se a me non fosse nolto ben nota la sincerità et candidezza, con la quale Mons. di Gurgo suol in ogni sua attione procedere, et insieme il zelo che ha verso la santa fede et sollicitudine che usa nel governare la sua diocesi, io non ardirei di replicare di nuovo a V. S. Ill.ma ne la materia del sub utraque.1Ma il vedere questo prelato tanto afflitto et perplesso et che non può senza lacrime pensare a la 210smembratione et caduta da la fede cattolica che si farà di molti suoi subditi se con un sol colpo egli vorrà venire a la prohibitione d’uso così radicato nel petto de li simplici cittadini. Me ha mosso di nuovo a significare a V. S. Ill.ma il mio parere approvato qua da tutti i buoni, il quale è che si vadi non temporazando ma pianpiano et con desterità facendo capaci li popoli et abolendo questo uso, cosa che si giudica che non sia per essere impossibile, né manco per portar seco gran lunghezza di tempo, poiché dando il vescovo principio ad obedire al ordine datoli, a mia instantia ha commesso al suo suffragraneo 2che convochi quelli parrochi, a quali per non si essere intesso bene il tenore del breve de la facultà non si è prohibito l’administrare et porgere sub utraque, et chiaramente li dichi l’errore che insin hora si è commesso et come né il vescovo ha potuto permettere tal uso, né loro usarlo né li popoli riceverlo et che però ogn uno di loro è obligato a far capaci li popoli commessi a la lor cura, et acciò lo sappino con vivi argumenti fare che se li da non solo la forma ma le parole che hanno da usare.
Perilche si sta hora concependo una predica in questa materia,3la quale saranno obligati li parrochi a leggere ogni domenica coram populo et ne le confessioni essortarli et monirli seriosamente a non volere recalcitrare a la volontà del sommo pontefice, et si prohibirà ancora il portare a li infermi se non sub una. In questa forma con un poco di tempo si sperarebbe osservando questo che ho detto et molte altre cose che monsignore et per se et con il consiglio d’altri va pensando, che in breve si abolirebbe questo uso. Et perché la perfettione di questo negotio si può fare in doi modi, o tutto in un colpo et si toglierà l’uso de la communione ma si perderanno totalmente le anime, o vero a poco et si ritardarà l’essecutione perfetta per un puoco ma si salvarà, come si suol dire la capra et i cavoli. Desidero di sapere la mente di N. S. perché sicome al presente ho detto a Mons. di Gurgo, che dando lui così buon principio, giudico che possi vivere et esso et i parrochi senza scrupolo insin nuovo aviso, così recevendo risposta di questa mia non pretermetterò di far senza dilatione che si essequischi quello che sarà ordinato 4. . .