Regest
Eingehende Gespräche mit Räten Erzherzog Karls über Religionsangelegenheiten. Trotz Drängens der Jesuiten und anderer eifriger Katholiken vorsichtiges Vorgehen geboten. Weigerung des Bischofs von Seckau, das Statthalteramt zu übernehmen.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 163r—165v, Orig.
Brieftext
Nel ritorno che S. A. fece da le caccie non pretermesse immediatamente di ordinare a li consiglieri, che ponderassero con una matura consulta il contenuto de la lettera che io li scrissi, de la quale con le precedenti mie ne mandai copia a V. S. Ill.ma1. Il che havendo loro essequito et essendosi speso quasi tutta la settimana passata et la presente in proposte loro et repliche mie al ultimo siamo convenuti in un medesimo parere, et con la più stabile solenne et espediente forma che si potesse desiderare, di modo che se la benevolentia del principe et de li consiglieri verso la persona mia havrà forsi incorso diminutione almeno né il negotio publico haverà patito né l’authorità del carico che devo sustenere si sarà punto scemata, perché dovendo essere la ragione quella che signoreggia et acquieta l’intelletto del huomo, non la multiplicità de le parole né protestationi di inconvenienti più imaginarii che imminenti. Era perciò a la natura mia troppo repugnante il rimovermi da una opinione conceputa non in un giorno, ma ruminata et stabilita con saldi et fermi argumenti, la quale havendo per fondamento la promessa del principe fatta a me, di non volere discostarsi dal mio parere ne le risolutioni che si devono prendere in materia di religione, apportava gran suspensione d’animo al A. S. et a tutti coloro.
Ma dal altra parte parendo a li consiglieri indignità loro, che doppo l’esser convenuti insieme tante volte et confirmato sempre il primo loro giuditio, di astenersi da la essecutione dovessero per la sola discrepantia che haveva seco mutar li concetti et pareri presi, pigliorno partito di farmi intendere per parte di S. A., che lei era risoluta di tentare senza dilatione l’essecutione, ma che protestava che se ne fosse seguito inconveniente alcuno che la colpa sarebbe stata ascritta a me, al che respondendo io che essendo prudenti si potevano persuadere bene che non potevo accettare la proferta del principe con tal protestatione et che mai ero stato di intentione, che si abbracciasse più un parere che un altro per rispetto mio, ma havevo simplicemente desiderato per servitio di Dio de la santa religione et di S. A., che o li consiglieri voluntariamente condescendessero ne la mia opinione o vero che io fossi con qualche fondamento fatto capace che volentieri mi sarei acquietato a la loro.
Hora doppo d’haver li consiglieri inteso questo hanno con unione, candidezza et fermezza fatta una ottima risolutione et oltre l’essersi dato la mano conforme al costume del paese di volere per 225mantenerla et perfettionarla mettere in compromesso la vita et la robba, hanno ancora voluto confirmarla con un solenne giuramento, cosa che si come mi è parsa mirabile et inusitata in simili negotii, così ha fatto stupire noi altri, nel che mons. di Gurgo s’è adoperato con non minor pietà che prudentia, ma per venire hormai senza più distendermi ne le cose passate a referire a V. S. Ill.ma questa loro risolutione confirmata con non minor solennità da S. A.
V. S. Ill.ma ha da sapere che hieri S. A. mandò da me tutti li consiglieri, li quali, doppo d’havermi con una prolissa oratione redotto a memoria tutto quello che S. A. ha fatto a contemplatione di N. S. in benefitio de la religione et l’occasione che perciò io dovevo havere di restare ottimamente sodisfatto et contento, mi dissero che in evento che io mi fossi contentato che la essecutione si fosse prolongata un poco che loro erano risolutissimi non per solo il rispetto mio, ma perché cognoscevano, che ciò si doveva per servitio di S. A. in ogni modo fare, di essequire ne la futura trattatione et inanzi pasqua in buona parte il decreto già doi anni fa publicato2et che loro artificiosamente riservavano a quel tempo la essecutione, accioché et le diete che hora si tengono in Carinthia et Carniola 3non si dissolvessero sentendo quelli provintiali novità di così gran importantia et ancora per far l’ultimo conato provando soli nobili di Stiria si disponghino con le bone a lasciare il patrocinio de cittadini del che S. A. dice di haverne molti boni riscontri, nel qual caso s’haverebbe senza strepito et spesa fatto un grandissimo acquisto et si potrebbe senza timore né dilatione a un colpo venire a una regia essecutione, ma quanto pur li provintiali persistessero ostinatamente in non volere lasciare il patrocinio de li cittadini, che S. A. non haveva solamente per scopo la essecutione contra li cittadini, ma il reprimere la insolentia et inobedientia de li nobili, et che però al dispetto loro in su li lor proprii occhi voleva inhibire a tutti li cittadini che hanno o beni o case l’essercitio lutherano, et in evento che non obedissero oltre la essattione de le pene si risolveva di mettere il presidio, presupponendo che S. S.tà 226sarebbe concorsa per un spatio di tempo ne la spesa, 4et se li provintiali havessero fatto motivo alcuno, cosa che non credeva, che si sarebbe ritrovato modo di humiliarli, et che osservandosi questa forma di procedere S. A. haveva non solo speranza ma intelligentia che si sarebbe ottenuto l’intento che si ha. Hora approvando io questo loro parere si stabili in quel fermo modo che di sopra ho detto.
Et mentre che si stava nel pigliar risolutione in questo fatto son comparse le lettere di V. S. Ill.ma de 17 del passato et quelle scritte ne la vigilia di natale et conforme al ordine che si mi dà ho dato principio a communicare al padre provintiale5il contenuto de la lettera del primo di decembre, 6et se ben io non son per alterare la forma nel animo mio stabilita et insinuata a V. S. Ill.ma ne le lettere di 14 pur del medesimo mese 7intorno al modo che mi dovrò governare, spero nondimeno che questo padre mi sarà con li ricordi suoi di molto giovamento. È ben vero che sicome io non posso se non comendare il zelo di questi padri, così mi accorgo che loro volentieri vederebbono che io facessi offitio et di nuntio et di confessore con S. A., et questo dico perché se ben son restati sodisfatti che io habbi detto a S. A. et a tutti li consiglieri, che l’assicuratione non si può fare senza peccato et che S. B.ne non è mai per approvarla o consentire ad essa, hanno però cercato di mettermi in punto di conscientia che io dovessi di più insinuare a S. A. che lei incorrerà le censure ecclesiastiche etc., et che S. S.tà se ne resentirà etc., attione la quale io non mi dispongo di essequire se non ne haverò espresso ordine da N. S.; ma accioché loro et altri non si dessero a credere che io o per timore o per rispetti humani mi astenesse da simile risolutione li ho assicurati che se la parte cattolica giudica espediente et di servitio di Dio, de la santa religione et di loro che io vadi personalmente a impedire le prediche et essercitio lutherano che io lo farò né sparagnarò la vita mia, la quale havendo donata a S. D. M.tà et a S.tà di N. S., è ben ragionevole che la spendi in servitio loro et che però sicome per la gratia di Dio ho tal dispositione, così si persuadano che non inclinando a fare quello che loro ricercano che è molto manco non mi movo senza ragionevol causa.
227Mi rincresce veramente insin al core non potere in ogni cosa accomodarmi a la voglia de li zelosi cattolici sicome dal altra parte son necessitato ad opponermi a la tepidezza et temporeggiamento de pollitici, perché quelli vorrebbono che si adoperasse il scarpello senza rispetto et timore alcuno, questi altri tengono per massima verissima che non si deve dar di mano ad esso. Per il che è molto necessario et temperar il desiderio de li primi et riscaldare quello de li secondi, cosa che non si può fare se non si va scolpendo con una mano molto delicata et circonspetta, perché sicome è più difficile il fare una statua bella d’un marmo male abbozzato che non di un rozzo, così nel caso nostro è ancora maggior difficultà essendo stata altre volte tanto perfetta et hora essendo così mal ridotta, che se in questi popoli è abondata anticamente la bontà, al presente ognun vede che soprabonda una ostinata malitia. Onde sicome è necessario affaticarsi con ogni industria et artificio per ridurla a la pristina sua forma, così bisogna guardarsi di non usare senza discretione il scarpello, poiché s’andarebbe a rischio di spezzarla nel qual caso oltre che si perderebbe ogni speranza di potervi lavorare a torno non sarebbe sicuro che cadendo non offendesse li astanti et vicini. Ma quanto più è il negotio pieno di difficultà con tanta maggior fiducia dobbiamo aspettare l’aiuto di Dio S. N., la cui D. M.tà si degni di conservare V. S. Ill.ma con ogni colmo di felicità spirituali et corporali come io suo humilissimo servitore ne prego di continuo S. D. M.tà . . .
Perché io mi ero riservato a dar il mio consenso, insin tanto che S. A. mi promettesse in scritto quello che ero stato concluso, giudicando che il negotio fosse di tanta importantia che mi convenisse vivere con ogni cautela. In questo punto che io ero in procinto di serrare il piegho S. A. ha mandato da me mons. di Gurgo, accioché egli in nome del A. S. facesse la scrittura obligatoria, ma son stato consigliato a rimettere un poco del rigore et non mostrare di diffidare punto de la promessa in viva voce. Il che ho fatto volentieri et prontamente et con sodisfattione di S. A. et de li consiglieri.
Mons. di Secovia si è risoluto di non accettare il carico che hora ha mons. di Gurgo8et di più ha renontiato a mia contemplatione il vescovato Secoviense et ritenuto il Lavantino et li Salzburgensi l’hanno conferito, ma sin hora non so a chi 9. . .
Fußnoten
- 1 Siehe oben Nr. 145, Anm. 6.
- 2 Vgl. oben Nr. 21, Anm. 1.
- 3 Die Stände A. B. von Krain haben schon im Jahr zuvor nur unter der Bedingung den Landtagsbewilligungen zugestimmt, daß niemand vom Bürger-, Ritter- und Herrenstand samt ihren Angehörigen in seinem Gewissen beschwert und im Besuch des Gottesdienstes A. B. behindert werde (Loserth, FRA II/50, S. 402f.).
- 4 Vgl. oben Nr. 35, Anm. 3 und Nr. 136.
- 5 P. Heinrich Blyssem S. J.
- 6 Nr. 134.
- 7 Nr. 136.
- 8 Vgl. oben Nr. 144, Anm. 7.
- 9 Vgl. unten Nr. 148.