Regest
Protest der Stände gegen Einkerkerung ihres Boten und Wegnahme der Briefe. Antwort Erzherzog Karls mit Hinweis auf seine absolute Macht. Attentatspläne gegen Malaspina. Notwendigkeit zu 240energischem Vorgehen gegen Häretiker in Kärnten, vor allem von Seite Salzburgs und Bambergs.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 177r—178v, Orig.
Brieftext
Havendo li provintiali sottratto la retentione del loro huomo et lamentatosi che contra l’antichissime consuetudini del paese et di tutta la Germania siano ritenute persone publiche et intercette lettere1et havendo da S. A. havuto per risposta, 2che è ben vero che non è di consuetudine ’laprire le lettere altrui, ma che molto manco è costume di subditi fideli recorrere a principi non naturali et a università non superiori a loro per consultarsi, 3se devono obedire al loro natural signore, se devono accettare il calendario, trattare d’introdurre poste senza prescito del principe et domandare parere come si devono governare circa la persona del nuntio et altri capi quali per concernere l’interesse de la casa di Austria, S. A. si reservava doppo che haverà communicato et consultato il tutto a li suoi attinenti, farne il debbito resentimento et che lei come principe di assoluta authorità haveva ben potuto per legitime cause ritener l’huomo et aprir le lettere non solo di privati ma de li deputati, cosa però che non haveva voluto fare ma che le restituiva intatte. 4
Hanno essendo per questa risposta havuta restate molto sbigottiti et confusi fatto due risolutioni, di rimandare di nuovo a quelli principi et università per intendere con fondamento, ciò che si conteneva ne le lettere riservate da S. A., et si sono disposti che non sia bene di tardare più il presentare le loro gravezze et così hieri lo fecero5et se ben il scritto è pieno di arrogantia et impudentia, si penetra però da testimonii fideli che non sono per essere in fatti come si mostrano in parole.
241S. A. non ha per ancora presa risolutione circa la risposta che si doverà dare ne mi ha fatto communicare il contenuto d’esso scritto ma li prelati mi hanno confidentemente avisato che al solito debacchano contra la persona o per dir meglio officio mio, al che essendosi opposto mons. di Secovia in nome del stato ecclesiastico col protestare, che se loro descenderanno a li individui, che anco essi saranno sforzati di farlo, credono di havere ottenuto che non sia espressamente nominato il nome di nuntio, ma si ben descritto in modo tale che s’intenderà di chi pretendono di accennare et notare.
Hoggi li prelati dimandaranno audientia ancho essi et presentaranno li loro aggravii contra li heretici6et il principe sarà constituito giudice del una et l’altra parte, et io non ho mancato di ridurre a memoria a S. A. il giuramento, che ha fatto a li prelati quando pigliò il possesso di queste provintie, dal quale si comprende che ne le cose spirituali ha giurato a loro non a gl’heretici, non havendo mai non ostante qualsivoglia concessione permessa fatto giuramento di volere conservare la confessione Augustana, ma solamente la cattolica. Io et per le promesse passate et presenti et per havere il sig. duca di Baviera scritto con una mirabile efficacia a S. A. monendo a risolversi in un sol colpo di fare una regia essecutione 7et minacciandoli che non lo facendo sia per essere da Dio signore nostro severamente castigato vivo, perciò con speranza che questa volta siamo per fare qualche notabile risolutione et essecutione, ma dal altro canto sto con timore et sollicitudine havendo per il passato fatte tante esperienze del modo di procedere di qua del quale mai mi assicurarò intieramente se non quando vederò fatti già essequiti.
Con le precedenti mie scrissi a V. S. Ill.ma, che questi ministri erano intrati in qualche dubio che ne le lettere intercette si fosse per scoprire trattato contra la persona mia.8Et se ben io non son stato molto curioso investigatore per parermi che tocchi a S. A. di vivere in ciò con più sollicitudine di me, mi hanno però tutti li consiglieri detto che li consultati consegliano a costoro che debbano ammazzarmi, né da li consiglieri uniti ho potuto intendere altro è ben vero che da particolari son stato informato altrimenti. Ma io scuso S. A. se non ha caro che io sappi più oltre per diversi rispetti, et a me deve 242bastare la dispositione che il Sig. Dio mi dà di esser pronto per servitio di S. D. M.tà di far quel fine che più li piacerà et che da S. A. non si pretermette quella diligentia che in simil accidenti si suol usare.
Sono più di doi anni che questo serenissimo scacciò di S. Vito et Felchmorch città principali di Carinthia9li predicatori heretici et io da quel tempo insin a questa hora non potendo sperare di far profitto alcuno con il vescovo di Bamberga ho sempre sollicitato li Salzburgensi, quali hanno la maggior parte di quella provintia sotto il dominio loro temporale et spirituale, che a imitatione di S. A. anco essi espurgassero li lor luoghi, et massime quello che fu la prima porta per dove poi in queste parti intrò l’heresia; et se ben non solo ho havuto intentione ma anco promessa da mons. coadiutore 10che lo havrebbono fatto nondimeno non vedo essecutione alcuna et in questo particolare seguitano l’estesso modo di procedere che fanno circa l’instituire la visita che sempre promettono ma mai cominciano, et perché l’istessi heretici di Carinthia si vagliono nel persuadere a S. A. a restituire li predicatori in quelle città del essempio de li Salzburgensi è in vero necessario che siano riscaldati et infiammati da maggior calore che non è il mio, acciò una volta essequischino quello che hanno promesso et sono tenuti. So che V. S. Ill.ma sa che la Carinthia è ne li confini di Italia et provintia che per esser mercantile ha molto commercio con li subditi de li signori venetiani, 11però non s’applicando i rimedii a la peste potrebbe passar più oltre . . .
Fußnoten
- 1 Am 29. Februar baten die Verordneten Erzherzog Karl um Herausgabe der weggenommenen Briefe und um Freilassung des Boten. In der Folge wurden noch mehrere diesbezügliche Schreiben gewechselt, in denen die Stände u. a. darauf verwiesen, daß Konfiskation von Briefen bisher nur bei den Welschen in Gebrauch gewesen sei (Graz LA, Landschaftliches Archiv, Reformation 75).
- 2 Antwort u. a. mit dem Hinweis, daß die Beschlagnahme der Post ex mera et absoluta potestate des Erzherzogs angeordnet worden sei (Loserth, FRA II/50, S. 520f.).
- 3 Vgl. oben Nr. 154, Anm. 3—6.
- 4 Außer den an die Verordneten der steirischen Stände gerichteten Schreiben wurden auch 21 an Private adressierte Briefe nicht geöffnet (Graz LA, Landschaftliches Archiv, Reformation 75; Loserth, FRA II/50, S. 519, Anm. 1).
- 5 Die Beschwerdeartikel sind vom 3. März datiert und wurden am 5. März Erzherzog Karl überreicht (Loserth, FRA II/50, S. 521f.).
- 6 Schreiben der Prälaten nicht bekannt.
- 7 Schreiben Herzog Wilhelms an Erzherzog Karl vom 10. Februar 1584 (Wien HHStA, Hofkammerakten 7).
- 8 Vgl. oben Nr. 154.
- 9 Vgl. oben Nr. 60, Anm. 4. St. Veit und Völkermarkt waren die wichtigsten landesfürstlichen Städte in Kärnten. Villach und Wolfsberg waren bambergisch und Friesach salzburgisch.
- 10 Georg von Kuenburg, Erzbischof-Koadjutor von Salzburg. Vgl. oben Nr. 1, Anm. 3.
- 11 Der Handel von Kärnten nach Italien ging zu einem guten Teil durch oder um Villach (Hassinger, Handels- und Verkehrsstellung Villach, S. 211ff.).