Briefnr. 174

Malaspina an Gallio - Graz, 1584 Juni 13

Band 2

Regest

Ersuchen Erzherzog Karls um päpstliche Hilfsgelder für Besatzung in Graz. Landesfürstliches Verbot des Erwerbes der Häuser ausgewiesener Bürger durch adelige Landleute. Demütige Versuche der Bürger, die vier eingesperrten Mitbürger frei zu bekommen.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 205rv, Orig.


Quando S. A. partì di qua per Ispruch1discorrendo meco de la necessità, ne la quale era l’A. S. posta per conservatione del authorità sua di perseverare insin a la perfetta essecutione intorno a li cittadini non ostante qualsivoglia difficultoso rincontro, mi ricercò che io dovessi star preparato con danari in evento che al ritorno suo continuando la disobedientia fosse lei necessitata a porre presidio. 2Et se ben io mi mostrai pronto a voler essequire quanto l’A. S. mi ricercava per quella portione, che già li fu promessa, 3non vuolsi però 271movermi se prima non ero ben fatto capace da li consiglieri de la causa di questo motivo per poterne poi con fondamento scrivere a V. S. Ill.ma. Ma mentre io son andato cunctando per questo rispetto, ecco che questi ministri, per quanto intendo, hanno espedito un correro in diligentia a Ispruch con lettere dirette a la S.tà di N. S. et al ill.mo sig. cardinale Madruccio, 4ne le quali mi dicono farsi mentione come l’A. S. mi ha dimandato li danari.

Onde io son in vero restato con qualche disgusto, ma spero tuttavia che N. S. riceverà in buona parte quello, che io con buona intentione et per servitio de la S.tà S. ho fatto, et che si sarà forsi sopraseduto a dar risposta a S. A. aspettando che comparino mie lettere. Io acciò si sappia il vero stato del negotio et le cause, le quali possono haver mosso l’A. S. a pensare al presidio, et come mi pare che sia a proposito di governarsi circa la somma de li danari et resto ho formato il scritto, che sarà con questa mia, al quale mi rimetto.5Et accioché qua non habbino occasione di lamentarsi di me o buttarmi la colpa adosso se volendo mettere il presidio io non havessi pronto li danari mi son risoluto di mandare il mio ministro di casa con un altro mio familiare a Venetia, li quali però non partiranno se non tra otto giorni, perché disegnando io che da V. S. Ill.ma li sia ordinato quello che doveranno fare, ho perciò voluto che più tosto restino qua che fermarsi Venetia con spesa et però V. S. Ill.ma mi farà singular gratia di significare a mons. nuntio di Venetia la volontà et ordine di N. S. in questo particolare. 6

Nel resto qua si ha havuto che travagliare con li nobili, li quali hanno tentato che li sia permesso di comprare o almeno poter dare danari sopra le case de li cittadini, parendoli cosa inaudita et impossibile che loro che vogliono partire siano tenuti a ritrovare suggetti qualificati et obedienti, a quali solamente possino vendere le facultà loro, ma non hanno ottenuto cosa alcuna et hora tacciono.7La disobedienza va continuando et questi consiglieri eletti per la essecutione vanno inherendo a la forma, che si è osservata quando S. A. era qua, cioè di bandire et incarcerare.

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Quelli cittadini, che vennero in così buon numero a ingenocchiarsi a S. A. per questa loro commune afflittione, come scrissi ne le antecedenti mie, hora per liberare li quattro, che farno incarcerati,8promettono di voler accettare di buona voglia un parrocho cattolico dal che si può comprendere che humiliandosi questi Grecensi non si haverà molto che travagliare con gl’altri . . .


Fußnoten

  • 1 Am 6. Juni 1584 (Nr. 173). 
  • 2 Vgl. oben Nr. 171. 
  • 3 Vgl. oben Nr. 151. 
  • 4 Briefe an Papst und Kardinal Madruzzo. 
  • 5 Nr. 175. 
  • 6 Vgl. unten Nr. 176, 183. 
  • 7 Das landesfürstliche Dekret vom 24. Mai 1584 bestimmte u. a., daß die Bürger, die wegziehen wollten, dies sechs Monate vorher melden mußten und ihre bürgerlichen Häuser nicht an Adelige verkaufen durften (Loserth, FRA II/50, S. 544f.). 
  • 8 Vgl. oben Nr. 167, Anm. 8 und Nr. 171, Anm. 6.