Regest
Bitte der Deputierten Steiermarks, Kärntens und Krains um Universallandtag. Verschiebung der Publikation eines vorbereiteten Ediktes in Religionsangelegenheit aus Rücksicht auf die anwesenden Vertreter der Länder.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 244r245r, Orig.
Brieftext
Mentre si stava in procinto di publicare la risolutione presa a favore de la parte catholica1sono comparsi li deputadi de le provincie di Stiria, Carinthia et Carniola facendo instantia a nome de li loro principali a l’A. S., 2acciò si contenti che quanto prima si faccia una 314dieta universale. 3Et l’A. S. per non esarsperar costoro di più di quello che in secreto sono, rappresentando massime tutto il corpo del dominio suo, col publicar ne li occhi loro attione di molta qualità, ha presa risolutione di soprasedere di far innovatione insin a la partenza loro, la quale sarebbe stata già giorni sono, se io non havessi havute alcune considerationi circa l’admettere la petitione che fanno. Perché se bene da mons. di Gurgo son avisato, come egli da loco sicuro sotrahe, che li nobili quanto a quello che tocca a li cittadini hanno perso ogni speranza che l’A. S. si possi indurre per qualsivoglia accidente a ritrocedere punto da la essecutione così felicemente principiata, et che questi oratori dichino publicamente, che loro stessi se fossero necessitati a dover dare il loro buon parere a S. A., che non potrebbono se non consegliarla a seguitare l’impresa, cognoscendo che si è proceduto tanto oltre che non si può senza espresso detrimento del honore et estimatione del A. S. lasciarla imperfetta.
Con tutto ciò perché ne la scola heretica non si insegna altra dottrina che di bugie et doppiezze et di calumnie, non ho io giudicato sicuro il dar credenza a le speciose parole di costoro, ma ho voluto giocare al sicuro col governarmi in modo che più tosto possi in ogni evento guadagnare di nove che perdere quello che con tanta faticha et a palmo per palmo si è acquistato. Et però ho più tosto voluto consentire che si ritardi il publicare quello che si è determinato, che mettere in compromesso et a discretione de li heretici quello che sicuramente et pacificamente già si possede.
Perilche ho rapresentato qua le ragioni, che mi movono a suspicare che li nobili sotto coperta de le cose pollitiche non intendino di rinovare la materia de la religione, et che però è officio di S. A. et de tutti li catholici di preparare tai ripari che possino ritenere ogni impeto et motivo loro, quali a mio giuditio sono quattro: Il primo è, che S. A. non consenti a la dieta, se questi deputati in scritto non promettono a nome de li loro principali che in essa non si farà mentione de la religione. Secondo, che se a caso li nobili non ostante la promessa fatta, essendo figlioli di colui che da principio non seppe mai se non mentire, volessero pur movere trattatione di religione che l’A. S. mi prometti stipulata manu, che lei non solo sostenerà il torrente che li verrà adosco, ma che bisognando dissolverà la dieta. Terzo, che mentre si farà la dieta l’A. S. non soprasedi la essecutione ma inherischi tutta 315via al modo già cominciato. Quattro, perché si provede et ogni ragione ricercha, che quanto maggiormente li nobili hanno desposta la speranza circa a li cittadini, che con tanta maggior sollecitudine vivono per assicurare le loro persone, et però ogni loro scopo et mira è facilmente per essere ne la dieta che l’A. S. le dia nova assicuratione, che io al presente per all’hora et sempre faccio sapere a S. A. che tal assicuratione è illecita et è per coinquinare et denigrare il candore de la conscientia de l’A. S., che niuna necessità per urgente che sia può muttare di statura tal attione per se mala, che qua giù non ci è auttorità né di approbare né di dispensare né di consentire in simil caso, et che però l’A. S. deve più tosto rendere gratie al Sig. Dio chel habbi liberata da le assecurationi già date che di inviluparsi in nove massime senza necessità; che non ostante che li nobili si obligassero di unirsi con S. A. et sforzare li cittadini ad obedire a la voluntà di lei, purché le persone loro fossero assicurate, che con tutto ciò io non mi lascierei punto allettare di così fatto utile, ma che più tosto voglio soffrire accomodandomi a la voluntà di Dio la noiosa et laboriosa longezza, che abbreviando essa maculare la mia conscientia acconsentendo o diretamente o indiretamente o per convientia etc. a bruttura alcuna, et che però S. A. non doverà ricevere né interpretare in sinistra parte se io quando scopressi dispositione di concedere l’assicuratione sollevassi gli animi de li prelati et insieme con loro sodisfacendo al debito et offitio nostro premettendo le consuete protestationi et disolvendo la dieta si absentaremo.
Hora questa forma di parlare ha causato che l’A. S. ha dato risposta a li deputati che il permettere dieta universale è negotio grave et degno di matura consideratione, et che però si possono partire, che lei doppo che haverà deliberato quello che sia più espediente farà sapere la risolutione a li loro principali. Ma costoro insin hora non s’acquietano et tuttavia replicano che per utile del paese necessariamente bisogna che senza tante consulte si faccia la dieta, né per ancora qua se l’è data l’ultima et final risposta.4
Quanto a me poco releva che si facci o non si faccia dieta, perché se non si farà in essa mentione di religione, io poco havrò che travagliare se si farà, ragionevolmente non devo temere per le promesse 316fatte al presente a me da l’A. S. et sto però con speranza di fare novo acquisto non che con timore di perdere l’acquistato. Questo è quanto occorre per hora di momento di far sapere a V. S. Ill.ma piacerà forsi a S. D. M.tà che con quest altro ordinario potrò dar aviso de la publicatione di quella risolutione presa a favore de la religione catholica . . .
Fußnoten
- 1 Vgl. oben Nr. 204.
- 2 Matthias von Khainach, Friedrich von Hollenegk und Adam von Lengheim für die Steiermark, Wolf Mager und Georg von Staudach für Kärnten sowie Franz von Scheier und Gall von Gallenstein für Krain baten am 28. September Erzherzog Karl um Einberufung eines Universallandtages, auf dem auch die Religionsbeschwerden behandelt werden sollten (Loserth, FRA II/50, S. 554-559).
- 3 Die Stände drängten bereits anfangs 1583 auf einen Universallandtag (Nr. 74).
- 4 Am 2. Oktober erwiderte Erzherzog Karl, daß er sich nicht so schnell entscheiden könne und seine Antwort den Ständen der Länder direkt mitteilen werde. Am 23. Oktober baten die steirischen Verordneten um endliche Replikation (Loserth, FRA II/50, S. 559f., Anm. 1).