Briefnr. 244

Caligari an Gallio - Graz, 1585 Jänner 14

Band 2

Regest

Bitte des Bischofs von Laibach um Erlaubnis, außerhalb seiner Diözese zu verweilen. Bitte der häretischen Bürger um Neubau eines Predigerhauses. Lavant und Seckau weiterhin vakant. Ersuchen um Abschaffen der landesfürstlichen Kommissare bei Visitation. Schlechter Lebenswandel zweier italienischer Mönche. Krankheit Erzherzog Karls.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 348r—349r, Orig.


Il vescovo di Lubiana per fino ad hoggi è il più gagliardo appoggio che noi habbiamo qui così per il negotio de la religione come per ogni altro nostro affare.1Egli come è di timorata conscienza così ha scrupulo di stare fuori de la sua chiesa senza licenza di S. B.ne et per questo è ricorso a me che ottenghi questa gratia per mezzo di V. S. Ill.ma. 2Io credo che non solo sia bene che N. S. li dia questa licenza, ma quando egli non ci volesse stare che sarebbe espediente commandarli che non si partisse per modo alcuno. 3

Questi cittadini heretici gratiati di potere comparire al conspetto di S. A. non si sono vergognati di dare a li consiglieri un altra supplica, ne la quale impudentemente dimandavano licentia di edificare un altra sinagoga.4Li consiglieri stomacati di questa audacia gli hanno restituito la supplica con colera et fattoli intendere che lascino da parte queste dimande inhoneste perché non sono da mettere avanti a 354S. A. et le dispiacerebbono troppo sicome ho trovato io che le dispiacciono parlandone a longo conesso lei.

Le cose di Lavanto et Secovia patiscono per non havere vescovi, però ricordo humilmente a V. S. Ill.ma che giovarà molto solicitare da Roma l’arcivescovo di Saltzburg che voglia provedere quantoprima di dui vescovi sufficienti et buoni per quelle due chiese vacanti.5

Il giorno appresso che io hebbi la lettera di V. S. Ill.ma di 29 del passato6fui da S. A. et lo ringratiai da parte di N. S. del essecutione che dava a li suoi editti contra questi cittadini heretici, del quale offitio S. A. mostrò di prenderne piacere et mi disse havere ordinato che a questi ultimi carcerati non si dasse altro per il loro vivere se non pane et acqua.

Quanto al non dare commissario al vescovo di Parenzo mi disse, che esso prima l’haveva dimandato et che mons. Malespina l’havea menato sempre seco ne le sue visite, io risposi che il vescovo di Parenzo per aventura havrebbe dimandato il braccio da S. A. per essequire più facilmente le sue visite ma non commissario et che era contro a la dispositione de sacri canoni, che le persone secolari si intromettessero in queste funtioni meramente spirituali, et che non havendo niuno altro principe né in Italia né fuori fatto questo mottivo.7Pregava instantemente S. A. a non volere lei essere la prima a disgustare N. S. che tanto l’amava, et che a niuna maniera poteva passar con silentio una novità come questa, mosso il principe da queste mie parole mi dimandò un memoriale per communicarlo con li suoi consiglieri, io ritornato a casa lo feci subito conforme a la lettera di V. S. Ill.ma et glie lo mandai, 8et hier mattina accompagnando S. A. a la messa mi disse che mi daria la risposta per questo spaccio, ma perché uscì di chiesa non essendo la messa fornita per il male de la renella che lo molestava non so se per questo spaccio potrò havere la resolutione, se si haverà la manderò se non verrà col primo spaccio. 9

Scrivo al sig. card. Alessandrino di due suoi frati giovani regnicoli maleaviati capitati qua senza obedienza et senza bene niuno, et dubito che habbino fatto qualche galanteria in Italia, se pererà a 355V. S. Ill.ma che sia bene che lo sappia facciale dare l’inclusa mia 10onde havrà piena informatione del nome cognome et patria loro . . .

P. S.: È venuto qua il medico di S. A. et mi ha detto che ha fatto un mondo di rena et di viscosità et che ha riposato bene questa notte passata tuttavia si aspetta che faccia una o più pietre che piaccia a Dio sia con sanità di S. A. Però non credo d’havere per hoggi altra resolutione intorno al negotio di dare il commissario al vescovo di Parenzo.


Fußnoten

  • 1 Vgl. oben Nr. 231, Anm. 5. 
  • 2 Seinem Vorgänger als Statthalter und Präsident des Geheimen Rates, Bischof Christoph Andreas Spaur von Gurk, war die Ausübung dieser Funktionen in Graz vom Papst mit Breve vom 15. Juni 1583 bewilligt worden (Klagenfurt Diözesanarchiv, Urkundenreihe Nr. 924). 
  • 3 Vgl. unten Nr. 249. 
  • 4 Die Bürgerschaft in Graz dankte am 30. Dezember 1584 Erzherzog Karl, daß er sie wieder in Gnaden aufgenommen hatte, erklärte, keinen innigeren Wunsch zu haben als unter seiner Herrschaft zu leben, und bat, wenn sie die Stiftskirche nicht besuchen dürfe, sie in einem Hof oder geräumigen Platz ein Predigthaus errichten zu lassen (Loserth, FRA II/50, S. 571). 
  • 5 Vgl. oben Nr. 243, Anm. 4. 
  • 6 Nr. 238. 
  • 7 Bei der von Malaspina 1581 in der Steiermark durchgeführten Visitation waren landesfürstliche Kommissare dabei (Rainer—Weiß, Die Visitation steirischer Klöster und Pfarren, S. 34). 
  • 8 Nicht gefunden. 
  • 9 Vgl. unten Nr. 245, 256. 
  • 10 Schreiben an Kardinal Alessandrino nicht vorhanden. Der Bericht Caligaris vom 11. Jänner, der auch Angaben über die zwei Barfüßermönche enthielt, ist verlorengegangen, sein Inhalt kann aus dem Antwortschreiben Gallios teilweise erschlossen werden (Nr. 248).