Briefnr. 284

Caligari an Rusticucci - Graz, 1585 Juli 8

Band 2

Regest

Geringer Erfolg beim Vorgehen gegen häretische Bürger von Graz. Beschwerde des Königs von Frankreich bei Erzherzog Karl wegen Festnahme des Aurelio Vergerio. Supplik des Pfarrers von Viniza um Dispens von Irregularität wegen Tötung von Türken im Kampf. Große Trockenheit und Pest. Geschenk für Erzherzogin Maria. Obedienzgesandtschaft des Enea Gonzaga.


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Arch. Nunz. Germ. 68, f. 163r—164v, Orig.


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Con le mie del primo di questo1scrissi a V. S. Ill.ma difusamente quello che havevo passato con S. A. dopo il suo ritorno da Praga. Hora in risposta de la lettera di V. S. Ill.ma di 22 del passato 2le dirò che ho inteso molto bene la voluntà di N. S. intorno al procedere contra li cittadini heretici di Gratz et conforme a quella mi anderò regolando. Si sono consumati cinque anni continui in questa prattica, ma con tanto poco profitto, che non si può contare pur un huomo, che in virtù di essa si sia convertito, et chi ha havuto l’inteletto tanto offuscato da la passione, che in sino del principio non habbia saputo conoscere la fallacia di questo consiglio, hora si può facilmente chiarire da l’evento, che sganna anco li ciechi quanto sia stato frustratorio. 3

S. A. mi ha detto di havere ricevuto in Praga due lettere dal re di Francia, per le quali quella M.tà si lamentava, che S. A. havesse fatto prendere Aurelio Vergerio suo servitore essendo che li sudditi di S. A. erano benissimo trattati per tutta la Francia. Fu risposto, chel Vergerio era stato ritenuto non come servitore di S. M.tà, il che non si sapeva, né si poteva anco immaginare, ma si bene come heretico relapso et perché era stato dato subito ne le forze di S. B.ne si doveva havere ricorso da lei. In questa medesma manera rispose S. A. a l’ambasciatore christianissimo, che risede in Venetia, quando da principio de la retentione del Vergerio li fece la medesma istanza per parte del suo re.4

L’allegata supplica5è di uno Giorgio Sussicz parocho in Vinnieza, croatto diocesi di Aquileia, 6costui sta ne confini de Turchi verso la Bosna et combatte del continuo con loro et in fin qui ne ha feriti et amazzati molti di sua mano et hora dimanda la dispensa sopra le irregularità perciò contratte; et perché anco ha celebrato da poi non già per disprezzo ma pensando di fare bene; et perché ogni giorno gli è necessario essere a questo, et quei popoli christiani deferiscono tanto a la sua virtù militare per essere alto et forte di corpo et pronto di mano et d’ingegno, che non fanno impresa niuna contra Turchi 403senza che esso non ne sia come capo, credo havrebbe bisogno di essere dispensato non solo da le irregularità passate ma anco, se possibile forse, da le future. Occoreno casi inauditi in questi paesazzi.

Per l’Austria et per l’Ongaria è stato è et cresse tuttavia fuori d’ogni solito tanta siccità, che mancano le acque, l’herbe et li pascoli, et li bestiami periscono. Raccoglieranno convenientemente grano et segala, ma poco fieno, manca biada et niuna sorte di quelli legumi, che si seminano dopo inverno, et che soglion pascere la plebe de le ville. Onde si dubita di fame et di mortalità, così di bestie come di huomini, massime in Austria et Ongaria, d’onde S. A. ha avviso, che anco li Turchi fanno le loro processioni dimandando la pioggia a mani gionte, et quello che è da maravigliare pregano Dio, che se non li vole dare l’acqua per rispetto loro al manco glie la conceda per amore de christiani. In queste provincie di Stiria e Carintia è pure siccità grande ma non tanta per essere questi paesi montuosi et freschi et pieni di fiumi et fonti, de quali pure ne sono secchi parecchi.7

In Vienna continua tuttavia la peste et nel palazzo proprio del arciduca Erneste sono morte cinque persone, dui cuochi et tre altri de la sua famiglia, et S. A. ritiratasi a la villa lontano due leghe da Gratz, sono morti tutti in una villa, eccetto tre, parimenti di peste, ma qui non si stima il pericolo.8

Quando le crocette seranno fornite a gusto di V. S. Ill.ma non havendo più sicuro portatore, potrà farle accommodare in un scatolino bene immagliato et sigillato et farle consignare al corriero di Venetia, che le dia in mano di mons. di Capua nuntio9et scrivere a lui, che le consegni al signor Vito Dorimberger, ambasciatore Cesareo in quella città, con pregarlo, che le mandi salve in mano mia per servitio di S. A., che così verranno presto et sicure, et io le presentarò di poi con quella forma di parole, che mi parerà più conveniente a la santità del dono et al paterno affetto di S. B.ne verso questa ser.ma et religiosissima arciduchessa. 10

Il signor Enea Gonzaga per ancora non è arrivato. S. A. ha bene sentito piacere, che sia stato espedito gratamente et presto.11

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Il signor Giovanni Cobenzel è partito hoggi per Goritia a mandato da S. A., credo per conto de le differenze de’ confini, esso mi ha detto, che dimandando in Praga12al cancelliero de l’imperatore quale et quando mandariano ambasciatore a dare obedienza a S. S.tà li fu risposto che volevano andare pian piano tentando il guado, 13serva per avviso.


Fußnoten

  • 1 Bericht vom 1. Juli nicht vorhanden. 
  • 2 Weisung vom 22. Mai nicht vorhanden. 
  • 3 Vgl. oben Nr. 277. 
  • 4 Vgl. oben Nr. 271, Anm. 23. 
  • 5 Nicht vorhanden. 
  • 6 Vinica, am linken Ufer der Kulpa, zwischen Costel ob Colpi und Metlika; hier die einzige Brücke zwischen Slowenien und Kroatien, während der Türkenkämpfe ein Einfallstor nach Krain längs der Lalunja. 
  • 7 Vgl. oben Nr. 278. 
  • 8 Vgl. oben Nr. 232, 233. 
  • 9 Cesare Costa, 1572 Erzbischof von Capua, 1585 Nuntius in Venedig, gest. 1602 (Hierarchia Catholica III, S. 151). 
  • 10 Vgl. oben Nr. 254. 
  • 11 Vgl. unten Nr. 290. 
  • 12 Vgl. oben Nr. 282, Anm. 1. 
  • 13 Die kaiserliche Obedienzgesandtschaft.