Regest
Nach Gespräch mit Papst über gemeldete unpassende Reden P. Forslers strenge Untersuchung des Falles angeordnet.
Archiv
Rom, Jesuitenarchiv Austria 1 I, p. 255f., Minute.
Brieftext
L’altro giorno essendo io per certi negocii andato da N. S. mi narrò S. B.ne alcune parole che l’erano state riferite del P. Rettore nostro di cossì,1tanto inconvenienti et fuori di termino che io restai stupito, né posso agevolmente indurmi a credere che quel buon Padre così sconciamente parlasse come le parole riferite suonano, ch’erano, che quando S. S.tà si risolvesse di astringerci al coro et cantar l’officio, egli piutosto si sarebbe eletto di apostatare etiandio dalla religione cattolica. 2Può pensare V. S. R.ma che sentimento ragionassero in me queste parole desiderando tutta la compagnia per misericordia divina, come ha fatto et farà sempre, che l’occasione lo persi di spargere ’l sangue et per la santa fede et per l’ubidienza et autorità di questa S. Sede. A dir non solo ci obliga l’evangelo come cristiani, ma la parti455colare professione nostra et di religione et di tale religione, nella quale per questo effetto si fa voto particolare. Onde perché la cosa è in materia tanto grave (benché forse fosse detta con passione et inconsideratione più che con animo cattivo) risposi a S. B.ne che ne darei fatta diligente inquisitione et dimostratione, et che se in qualche modo egli si trovava colpevole, ancorché non di tanto lo farei venire a Roma, perché così purgasse parte della sua inconsideratione, et insieme desse sodisfattione di se stesso.
Ora se bene io ne scrivo caldamente et al P. Provinciale et a lui medesimo,3nondimeno essendo così V. S. R.ma non solo tanto signor mio et amorevole della compagnia ma ministro di N. S., mi è parso anco bene scriverne a lei due parole, supplicandola che se le sarà venuta all’ orecchie qualche cosa o le verrà, mi facerà gratia d’avisarmi della colpa che le pare che questo Padre habbia havuta et quanta et se egli o ’l P. Provinciale ne dessero cossì a lei qualche discolpa o giustificatione, se le pare che habbino sodisfatto abastanza o che non si risponda bastantemente, perché io mi risolvo di non lasciar passare questa imprudenza (che a malitia non posso attribuirla) senza la dovuta correttione. Ben la supplico che se intesa ogni cosa troverà che non habbi colpa o non tanta sia servita per farmi gratia et per la verità non solo darmene avviso per mia consolatione, ma informarne anco S. B.ne, 4ma quando altro fosse egli verrà qua da noi et darà conto di se stesso. 5
Desidero bene che dovendo venire si tratti la cosa in modo ch’l Principe non s’interponga ad impedir la venuta. Perché oltre il danno che la compagnia riceve quando l’obedienza de’ superiore viene impedita, io dissi anche a N. S. che lo facci venire se si trovasse in qualunchemodo colpevole et così sarebbe anco maggiore l’inconveniente ch’egli non venisse, tanto più che S. B.ne mostrò di approvare et havere molto grato questo mio pensiero, perché con questo atto di penitenza con la fatica del camino, di humiltà et obedienza nel presentarsi purgasse quel atto di passione et disubidienza o havesse fatta o desse ragione et sodisfattione di se nel resto.
456Ora io rimetto ’l tutto nella prudenza et amore di V. S. R.ma assicurandola che quanto io et tutto ’l corpo della compagnia siamo pronti a spargere ’l sangue per servitio di S. Chiesa et di questa S. Sede, tanto ho sentito intimo dolore che di qualunche membro di questa religione possa venire un minimo disgusto, particolamente in materia tale, benché spero nella prudenza et bontà di S. B.ne et nel giuditio et valore di V. S. R.ma, che né attribuiranno a malignità (essendo per altro assai conosciuta la integrità di quel Padre) quel che scioccamente fosse stato da lui detto, né al corpo della compagnia, cuius fides satis spectata est, ciò che di male non solo detto ma fatto fosse da un particolare, il quale al sommo ciò che l’habbi detto, non ha potuto parlare se non di suo senso, io scrivo al Provinciale che comunichi il tutto con V. S. R.ma cui facendo riverenza le prego dal Signore ogni acrescimento di gratia.
Fußnoten
- 1 P. Emmerich Forsler, Rektor des Jesuitenkollegs in Graz.
- 2 Vgl. oben Nr. 314.
- 3 Schreiben Aquavivas an Blyssem und Forsler vom 18. Jänner 1586 (Rom, Jesuiten Generalarchiv, Austria 1 I, p. 253—255).
- 4 Keine weiteren Berichte Caligaris zum Fall Forsler bekannt. Caligari scheint auf die Jesuiten in Graz während der letzten Zeit seines dortigen Aufenthaltes nicht immer gut zu sprechen gewesen zu sein (Nr. 313).
- 5 Am 18. Jänner schrieb Aquaviva auch an Forsler (Rom, Jesuiten Generalarchiv, Austria 1 I, p. 253f.).