Briefnr. 54

Aldobrandini an Portia - Rom, 1592 November 21

Band 3

Regest

Weisung, sich zur Beilegung der Differenzen zwischen Kapitel und Bischof nach Eichstätt zu begeben. Daher vorsichtige Zusammenarbeit mit Hzg Wilhelm von Bayern notwendig. Hinweis auf seinerzeitige Ereignisse in Köln und jetzige in Straßburg, auf Verlust der Bistümer Naumburg, Merseburg, Meißen und Halberstadt. Drängen zur baldigen Sendung der Berchtesgaden betreffenden Schriften. Differenzen zwischen Polen und Österreich.


Archiv

Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 49 a, f. 15r—18r, Kopie.


Per quello che V. S. Rev.ma ha scritto intorno allo stato della chiesa d’Eistadio1et de dispereri che andavano suscitandosi tra quel vescovo et il capitolo suo, di che s’era havuto per innanzi qui qualche rincontro s’è preso partito ch’ella debba trafferirsi ad Eistadio poiché si truova poco lontana per remediare quanto sarà possibile a quei disordini et ridurre quel vescovo a quel maggior bene che si potrà. 2

Perciò se le mandano brevi per lui, per il suffraganeo3et per il capitolo del tenore ch’ella vedrà dalla copia; né occorre dare a lei più longa informatione o del fatto o del modo con che deve governarsi confidandosi nella notitia ch’ella già ne tiene, et nella sua prudenza, pure le ricorderò alcune cose, a quali par conveniente che V. S. habbia ben l’occhio. 4

È necessario che di tutto ’l maneggio pigli consiglio dal duca di Baviera, ma in modo che quando caminerà verso Eistadio non appaia spiccarsi propriamente da S. A. per non generare sospetto nel vescovo che di là derivassero le accuse contro di lui, la qual sospitione saria danosissima, perché nella confidenza tra S. A. et il vescovo s’ha da fondare tutta la speranza del remedio, dovendo quella sola ritenere il vescovo dal non ristringersi con li vicini prencipi heretici, in mano de quali saria pericolo che si precipitasse quando si vedesse abbandonato o si stimasse perseguitato dal duca; perciò; se V. S. Rev.ma vi ritrovasse seminata qualch’ombra procuri di sgombrarla co’l vento della verità, perché le dico certissimo et può ella certificarne altri che da S. A. non è uscita querela o accusa di 94sorte alcuna in questo genere, et ella potrà farlo discredere al vescovo se ne vederà impressa qualche opinione per argomento certo che havendolo quell’ A. raccomandato qui in modo che all’officio suo può ella attribuire la confermatione che ottenne, non potrebbe ella senza nota del suo giuditio biasimare quel che lodò, né deprimere quel che favorì.

Se vederà il vescovo molto sbigottito come pare che quel suo canonico lo dipinga, sarà bene mostrare che qui non sieno pervenute o non sieno credute tutte le oppositioni che se li fanno, et ch’egli può in un momento giustificare benissimo la causa sua et far parere buggiardi i detrattori co’l farsi sacerdote consecrarsi et attendere con più studio all’offitio suo, ma principalmente s’ha da fare ogn’opra, perché si levi dappresso quella femina non dando però segno di credere che fra di loro possa essere peccato, ma che conviene levare alla gente l’occasione di scandalo et tanto campo di detrattione a quelli che forse non l’amano, instillandoli consiglio tale con segni d’affettione verso la persona et l’honor suo.

In proposito non affrettato sarà bene qualche ragionamento de successi di Colonia5et dei più freschi d’Argentina 6discorrendo della confusione che n’hanno ricevuta gl’heretici et come pare che la potente mano di Dio defenda la sua chiesa et la giustitia della causa anco ove si vede che le forze degl’huomini non bastino, sì come sarà anco utile commemorare pure in via di discorso come gl’heretici non cercano altro che distruere la forma delle chiese et ridurle a stato patrimoniale, come si può dire essere avenuto di quelle di Neoburg, di Mesburg, di Misnia in Sassonia et ultimamente d’Halberstadio 7et di tant’altre con incredibile pregiuditio della nobiltà Germanica, la quale pian piano si vien escludendo da tutte le speranze de gradi ecclesiastici, absorbendo ogni cosa li prencipi heretici con violenta successione ne’figlioli.

Co’l capitolo sarà bene tener anco de simili propositi et d’alcuna di più prudenti et zelanti canonici intendere a parte ciò che si speri o si tema del vescovo per poter meglio addattare gl’offitii eshortandoli però a cercare di provedere alla securezza della sua chiesa con ogni carità et discretione per non desperare il vescovo innansi tempo. Da questi s’haverà anco d’intendere quale sia stata la trascuragine nel lasciar in certe parochie del vescovato penetrare l’essercitio dell’heresie per trattarne poi seriamente co’l vescovo e farli conoscere quanto biasimo ne può a lui pervenire se havendo il predecessore suo per tant’anni conservata tutta la sua diocesi 95intera et incontaminata, ella s’anderà hora sotto ’l governo suo così guastando et che però si pensi al modo di prevedersi perché, se gl’heretici vicini s’accorgeranno che simili cose si lascino passare senza contradittione o contrasto, non tarderanno a mettere il tutto sotto sopra.

Il suffraganeo è stimato huomo da bene et di buon giuditio et si dice che habbia presso ’l vescovo autorità grande; da lui V. S. potrà haver consigli et aiuti giovevoli per infondere nell’animo del vescovo quelle misure di speranza o di timore che pareranno più utili al servitio di Dio signor nostro et salvezza di quella chiesa.

Di tutto darà poi ella conto qua particolare e del parere suo et di migliori del paese intorno a quello che nell’avenire convenirà di fare. A questo negotio non ha però V. S. a metter mano finché non sia finita la raccolta delle scritture Berchdesgadenses la quale già l’ha scritto più volte quanto desideri N. S. che sia affrettata è che ella dovesse (se non l’haverà fatto prima) prefiggere un termine alle parti con dichiaratione di non dover admettere passato quella altra scrittura ma inviare senz’altro a Roma per corriere espresso quello che fin a quell’hora si ritroverà haver in processo.8

Con questa vien copia di quel che scrivo al vescovo di Cremona sopra certi nuovi semi di dissentione che si vanno spargendo tra la casa d’Austria et il re di Polonia9, di che m’è parso bene ch’ella sia informata aciò occorrendole di retrovarsi presso l’arciduca Ernesto sappia dichiararle in ciò la mente di N. S., o anco se n’haverà avisi dal vescovo di Cremona fare qualche offitio con lettere da luoco sì vicino mostrando che qui si sia creduto ch’ella potesse ritruovarsi in persona ma che ’l negotio nel quale sta di presente impegnata non ha patito che per hora se n’allontani . . .


Fußnoten

  • 1 Siehe Nr. 39, 46. 
  • 2 Portia kam erst im März 1593 nach Eichstätt: Nr. 98; Sax 475. 
  • 3 Konrad von Gemmingen wurde erst 1593 November 18 Koadiutor: H.C. III 193 A7. 
  • 4 Siehe Nr. 52 A 3. 
  • 5 Kölner Kirchenkrieg 1576/84: Hansen, Nuntiaturberichte III/1, Der Kampf um Köln, Berlin 1892. 
  • 6 Siehe Nr. 6, 8. 
  • 7 Die Bistümer Naumburg, Merseburg, Meißen und Halberstadt gingen der katholischen Kirche verloren; H. C. III, 207, 242, 247, 261, H. C. IV, 200. 
  • 8 Siehe Nr. 53 A 4, Nr. 90. 
  • 9 Ehzg Ernst soll König Sigismund aufgefordert haben, gewisse Übereinkommen, die sie im polnischen Thronfolgestreit getroffen hatten, durchzuführen: Mosconi II, 67 f., 281.