Regest
Empfiehlt sich zur Unterstützung Aquileias und Gurks bei der Visitation. Klagen über skandalös lebende italienische Mönche in Österreich. Nötige Reformen des Augustiner- und Dominikanerordens und der Franziskaner Observanten. Schnee verhindert Krieg. Teilweiser Abzug der Truppen von der Grenze. Gerüchte über Friedensverhandlungen mit 114den Türken. Nachrichten aus Siebenbürgen über vom Fürst befohlenes Massaker.
Archiv
Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 68, f. 14r—15r, Orig.
Druck:
Horvat, Kobenzelovi 140—143.
Brieftext
Ho havuto et inteso le di V. S. Ill.ma dei 3 del presente.1Et se mai S. S.tà sarà servita di comunicar o commandarmi qualche cossa pertinente al servitio di Dio et della sua s. religione catholica in queste parte, la potrà esser segurissima, che li servirò fidelmente et a tutto mio potere, senza alcuna eccetione, reputandomi felicissimo quando lo potro far a piena sua satisfattione. Si come hora subito ho scritto al Mons. Barbaro coadiutor del rev.mo patriarcha d’Aquileia et al r.mo vescovo di Gurco haver commissione da S. S.tà, che per quello che l’uno et l’altro qui potrà haver bisogno dell’authorità del Ser.mo Arciduca Ernesto 2, io mi interponga per levar loro tutte le difficultà. Et che lo farò a ogni lor requisitione di manera che mi potrano far fede appresso S. S.tà et V. S. Ill.ma, non havendo S. S.tà servitore in queste parte, che mai m’avanzarà nel desiderio poter gli servire più complita et efficacemente. Et forse la non trovarà altro, che lo potrà far meglio, almanco per esser io stato già 35 anni con altri al governo di questi paesi. 3Et poiché V. S. Ill.ma insieme mi scrive, che l’avisi talvolta di quello, che giudicarò espediente ala gloria di S. Div. M.tà, non mancharò di farlo alla giornata simplici oculo et solo a quel fine ingenuamente.
Et per principiarlo hora nel nome del Sig. spero, che S. S.tà si ricordarà, chel questo mio padrone il Ser.mo Arciduca Carlo di gloriosa memoria si lamento molto verso di lei dei frati italiani, che vengano esser mandati in queste parte et vivono sì scandalosamente4, che forse saria meglio, che non venissero, ma li monasterii restassero vodi, sì come in breve senza fallo restarano deserti et da loro spogliati, se da S. S.tà non gli sarà remediato. Per il che tutti i buoni et zelosi del honor di Dio in queste parte estremamente desiderano, che S. S.tà inponga la manu et commandi una visita et reforma di tutti i monasterii di s. Augustino, di s. Domenico et di s. Francesco de observantia, se non per tutta la Bohemia et Moravia, al manco per l’Austria, Stiria, Karinthia et Carniolia. 5Ma S. 115S.tà avertisca, se la non farà qualche straordinaria provisione, ma comandarà tal visita et reforma alli generali delle dette religioni, che non se ne potrà sperar frutto veruno. Imperoché se bene spesse volte ci vengano fuora provinciali mandati dalli detti lor generali, nulla di meno li scandali et le profusioni o alienationi dei monasterii o lor beni si vegano tutta via maggiori et fu visto più d’una volta, che le pecorelle furono commesse ai lupi rapaci. Laonde, forse S. S.tà faria meglio, mandando lei un suo general commissario, fuora, persona che si contentasse di doi o tre servitori al più per non gravar i monasterii con molta spesa, et che giontamente con i provinciali di esse religioni visitasse et reformasse successive tutti i lor monasterii di queste parte in quel miglior modo, che S. S.tà saperia farli prescriver. Et saria bene, che tal visita e reforma si principiasse a Fiume et a s. Pietro in Bosco 6, li vicino; che la visita et reforma di quei soli monasterii importaria d’avanzi la spesa et fatiga, che v’andarà. Di che V. S. Ill.ma potrà assegurar in nome mio S. S.tà et la trovarà chiaramente, che non si poteva pensar né far cossa più profitevole alla propagatione della gloria di Dio in queste infelice parte. Et però voglio sperar, che S. S.tà non mancharà di far la necessaria provisione almodo sudetto o communque li parerà piùespediente; massime potendo S. S.tà esser certissima, che la impresa sarà summamente favorita da questi ser.mi principi.
La nostra guerra è anchora nei termini scritti a V. S. Ill.ma, cioè che per la grand neve non si puo far niente.7Ma io dubito, quando il tempo si conciarà, che li soldati sarano alle lor case et i confini vodi in grandissimo pericolo di fuogo et depredationi, essendo già hieri retornato il regimento del Ser.mo Arciduca Ferdinando 8; cossì anchora la gente del Nadasdi a pie et a cavallo. 9Item le cernide di Stiria, Karinthia, Carniolia et Goritia, et dissegnando di far il medesimo il regimento del R.mo di Salzburgo, che è già vicino a qui, sole quatro legue. 10Il conte de Montecucullo, abandona anchora lui il confine, et si retira a Rakerspurg 11, terra di questa provin116cia. Il marchese Burgaviense farà alla sprovista il medesimo, non havendo hormai altra gente seco, che’l regimento di S. M.tà Ces. condutto dal padre del detto arcivescovo. 12Tra la Mura et il Danubio si trovan alquanti compagnie di archibugieri a cavallo. Et il Redario si trova sei legue da Vienna con 600 cavalli reiteri, ma è stato sforzato, conferirsi a Praga per certa disputa, che li fu mossa dal consiglio bellico, circa suoi stipendii. 13Corre comun voce, che si tratta pace col Turco, cossa che deplorano tutti i buoni, massime se dovesse restar a esso Turco Petrina, forteza che questo anno da lui sul nostro fabricata 14; di dove si potria ragionevolmente dubitar, della perdita o total ruina di Stiria et Carniolia, che Dio cessi in eterno.
In tal stato si ritrovano le nostre cosse bellice, et poiché si vede chiaramente, che Dio N. S. fu contrario alli nostri dissegni, bisogna ingegnarsi di placarlo et di recuperar la sua s. gratia et benedittione, o è da creder, che andremo di mal in pegio, il tutto senza fallo per i nostri peccati et le heresie, che si trovano tra noi. Sì come si scrive di Transilvania dei 12 di questo, che quel Principe15alla isprovista di notte habbia mandato il suo barba Balthezar Bathoreo in case di certi suoi principali, et fatto li rapir dal letto et lor donne, con tagliarli a pezi subito. Per il che scrivono, che tutt’il paese è sotto sopra et che facilmente il Turco venirà in mezo et farà pace tra loro, sogiogandoli ugualmente tutti. . . .
Fußnoten
- 1 Nicht vorhanden.
- 2 Nicht vorhanden.
- 3 Kobenzl wird 1558 als lateinischer Kanzleischreiber erwähnt: Noflatscher 95.
- 4 Zu entsprechenden Klagen: Rainer, G.N. I, 20.
- 5 Arch. Vat., Arm. 44 vol. 38, f. 374r, Breve vom 26. Juni 1593 betreffend Visitation der Benediktinerklöster; ebenda Epp. ad Principes vol. 25, f. 357rv, Breve vom 6. April 1594 betreffend Visitation der Augustiner-Eremiten; Mauritius Tertius Parmensis, Generalvikar der Augustiner-Eremiten für Deutschland, starb am 18. Februar 1594 auf einer Visitationsreise in Deutschland: Kunzelmann 63 f. Speciano berichtete im Frühjahr 1593 wiederholt von Visitationen: Mosconi III, 166, 172, 175.
- 6 Augustinerkloster in Fiume und Paulinerkloster St. Peter im Walde, Istrien, Diözese Parenzo: Rainer, G.N. II, 293.
- 7 Siehe Nr. 66, 68.
- 8 Siehe Nr. 61.
- 9 Franz Thomas von Nádasdy; Jacov 18, 24 f.
- 10 Jakob Hannibal von Raitenau, ein Bruder des Erzbischofs, kommandierte das Salzburger Regiment: Götz 14.
- 11 Bad Radkersburg.
- 12 Hans Werner von Raitenau zog im September 1592 mit einem im Auftrag des Kaisers angeworbenen Regiment nach Kroatien, wo er am 4. April 1593 starb: Götz 14.
- 13 Kaiserlicher Oberst: Nr. 59 A9.
- 14 Siehe Nr. 61 A5.
- 15 Sigismund Báthory.