Briefnr. 274

Kobenzl an Aldobrandini - Regensburg, 1594 Juli 3

Band 3

Regest

Belagerung Grans. In Erwartung der toskanischen Truppen. Antwort des Kaisers auf Türkenhilfe Angebot der Reichsstände. Reichstagsverhandlungen über Erhaltung des Friedens in Flandern. Günstige Entwicklung in Siebenbürgen. Unsoldatisches Verhalten von Deutschen in Ungarn.


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Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 68, f. 217rv, 220r, Orig.
Druck: Horvat, Kobenzelovi 283—285.


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Dai 20 del passato habbiamo nova del campo sotto Strigonia, chel seguente dì si doveva dar un assalto a Cokara,1una forteza di rimpeto a Strigonia, della quale si defendeva il ponte del Danubio, già dai nostri guastato, 2per il quale et per via di Cokora, veniva il soccorso della gente et vivanda alli ossediati a Strigonia, che anchora fortemente si tiene. Pur si spera, che col aiuto di Dio l’haveremo, non potendoli venir più il detto soccorso et intendendosi dai transfugi che patiscono et non hanno da mangiare. 3Maiormente tardando tanto il Sinam bassa, che si trova anchora nel Sirmio, et essendoli i turchi tanto disobedienti, che non si può dire; cossì anchora havendosi sollevato i rasciani, ingrossando tutta via. 4

Fra pochi giorni si farà mostra di tre milla fanti et mille cavalli. Aspetiamo anchora fra pochi dì li fiorentini, che tardano assai.5Qua si dice per gelosia, della gente fatta a Milano, che io non credo. Imperoché il re catholico non vuol guerra in Italia, havendola in Fiandra et dubitando d’haverla altrovi anchora.

S. M.tà Ces. replicato con grand efficacia in materia tocante il sussidio o aiuto turchesco,6dicendo chiaramente, che poco la giovariano li promessi 64 mesi in 4 anni, et però la domanda 30 mesi il primo anno et subito, l’altri tre anni o fin che bisognarà il quatrino comune, come lo chiamano, che è domanda generale. Ma se i ordini et stati se ne contentassero, bissognarebbe poi determinar la quantità, cioè havendo io o un altro mille fiorini in potere, quanto che debba pagar per cento: et saria cossa universale et chi havesse qualche centenara fiorini, quel tal pagaria tanto. Come alcuni principi hanno fatto per il passato: cioè d’ogn’uno che si trovava nel lor paese, pigliato d’ogni suoi cento fiorini quatro, et quei 347tali erano obligati sotto juramento di deponer et confessar la sua richeza. Il che si faria anchora in questa concessione, che importaria grand danaro, essendo certissimo, che in Augusta sola si trovano personagi richi di cento milla fiorini. Quanti se ne trovano in Norimberga, Vienna, qui a Ratisbona et nelle altre terre franche, che hanno grand richeza. Non scrivo delle tanti principati et provincie. Nell 1540 anno fu concessa una tal impositione nel imperio, ma non fu debitamente esseguita, di che si dubita adesso anchora; et è universal opinione, che non si concederà, manifestandosi cossì il poter de principi, conti, barroni, nobili, cittadini et villani, che molti non voriano. Non s’è parlato anchora intorno, et però non ne posso scriver certeza alcuna a V. S. Ill.ma come lo farò per il prossimo.

Credo haver scritto a V. S. Ill.ma, che sti dì passati fu parlato del altro ponto della propositione, cioè della conservatione della pace et delle cosse di Fiandra, et che fu concluso che i deputati di sei circuli et la casa d’Austria o noi suoi ambasciatori la deliberassemo. Il che volendo far il circulo di Sassonia inferior, volse anchora intervenire. Noi altri deputati non potevamo concederlo, et però ne fu fatta relatione al pieno conseglio dei principi, ove fu concluso universalmente, che noi austriaci restassemo. Ma chel detto circulo inferior di Sassonia intervenesse anchora, il che fu consegliato dai protestanti soli, per esser lor, nelli lor voti uguali, et pari a noi catholici. Di che dubitando noi altri et d’altri inconvenienti che potriano seguir et preiudicarci, siamo in opera di disturbar tal decreto, et far che plenum consilium deliberi l’un et l’altro ponto, per obviar alli deti inconvenienti et consequentia, che da noi austriaci fu referito alli conseglieri secreti di S. M.tà et da loro approvato. Et pare, che Dio ci favorisca con la festa di hieri, hoggi et domane, che i protestanti farano, stile veteri, domane di S. Giovan Battista,7alli quali non si fanno le congregationi per haver tanto più tempo a pratticar la cossa.

Fu sti giorni qua scritto, che i nostri si retiravano da Strigonia, ma fu errore indi tolto, che si cargavano in certe barche dieci canoni per bater Kokora sopra nominata.

Scrivesi anchora se bene i hungari fossero andati a casa che però già retornano in molto magior quantità segondo la conclusione della dieta celebrata i dì passati,8nel campo cioè viritim et universalmente tutti che possano portar et adoperar arme.

C’è aviso, che se il ser.mo arciduca hoggi ossediasse Buda, che il Transilvano, li valachi et moldavi come già hanno fatto i rasciani si dechiara348riano per la christianità contra il Turco et scrivono chel Transilvano per tal effetto ha già più di 20 mila persone raunate. 9V. S. Ill.ma sia certissima con essa S. S.tà subita che Strigonia sarà nostra, che s’andarà al ossedio di Buda, che Dio presto conceda. Il sig. Strein ha fatto tanto con S. M.tà Ces., 10che già sti giorni furono mandati nel campo fin a 200 milla fiorini, et la sopradetta gente et cavalli si solicitano con grand instantia, li quali con li fiorentini ingrossarano il campo di maniera, che non haverà paura del Sinam bassa, ma come speriamo effetuarà quello che vorà.

Alli 20 del passato il sig. Teufenbach dette un assalto a Hatuan11et i hungari con alemani erano già intrati, ma le bestie, i alemani, si retirarono et abandonarono i poveri hungari dei quali fin a cento restarono dentro morti et presi dal nemico. Essi alemani hanno perso il credito et sono tanto inviliti che i capi loro si vergognano, et non gli basta l’animo di far con lor soli più niente, che è un frutto della lor heresia, non legendosi tal cossa dai lor magiori che furono catholici et vivevano da boni christiani, che non fanno questi, ma vivono si impiamente che nissun lo crede, che non lo vede. Ogni uno ha la sua donna, che consumano più vivando, che non fanno essi. In summa se la guerra si doverà continuar bisognarà far qualche reforma. Ma qui haveriamo bisogna d’un Livio Salinatore 12et Metello Romani . . .


Fußnoten

  • 1 Cocheren, von den Türken in Gran gebautes Fort: Jacov, Balcani, 54. 
  • 2 Siehe Nr. 271. 
  • 3 Siehe Nr. 278, 284. 
  • 4 Siehe Nr. 286. 
  • 5 Siehe Nr. 267 A 11. 
  • 6 Siehe Nr. 269, 271. 
  • 7 Der 4. Juli 1594 des Gregorianischen Kalenders entspricht dem 24. Juni des Julianischen Kalenders. 
  • 8 Ungarischer Reichstag. 
  • 9 Die Erfolge der Rasciani und die Bemühungen Roms, das P. Alfonso Carrillo und Alexander Kumulus Illyricus schickte, bewirkten, dass sich Siebenbürgen offen gegen die Türken stellte: Arch. Vat. Arm. 44, vol. 48, f. 9r—18r; Jacov, Balcani, 79. 
  • 10 Siehe Nr. 271. 
  • 11 Siehe Nr. 260. 
  • 12 Livius Salinator, Konsul, 207 v.Chr., Schlacht am Metaurus.