Regest
Bedrängnis durch Krieg in Ungarn. Papst immer zu größtmöglicher Hilfe für Ferdinand bereit. Teilnahme der Kanoniker von Aquileia an Synode. Warnung vor fingierten Katholiken. Uskoken.
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ASV, Fondo Borghese, serie III, 48, 48 Bis, 49, 51 E, 52 A (int. 48 c), f. 33r–34r, Reg.
Brieftext
Sono così note a V. S. le angustie, nelle quali ci ritroviamo per le continue et grosse spese che si fanno in questa guerra d’Ungheria et si son fatte continuamente in altre importanti occorrenze che s’elle non hanno bastato a divertire l’offitio che venne con le sue de 28 del passato, dovevano bastare almeno ad scusare l’impossibilità dela sodisfattione che N. S. di molta buona voglia haveria desiderato dare a cotesto prencipe massime nel presente bisogno ch’è conosciuto importante et di molte consequenze grandi. Ma insomma non si può più di quel che si può et li nostri aiuti grossi doveriano insegnare la discretione, non eccitar sempre dimande nuove.1
Ma perché S. A. sia proveduta in qualche modo se sarà possibile, abbiamo risoluto di scrivere in Ispagna efficacemente et anco in corte cesarea in modo però che non apparisca né segno dell’offitio fatto da S. A. né argomento alcuno d’indignità perché tutto si è fatto con consideratione che paiono uscite dal nostro proprio discorso.2V. S. facerà conoscere a S. A. le difficoltà nostre che bisogna bene sieno grandi, perché non ha trovato modo di superarle né l’amore et carità de S. B.ne né l’intesa delle cose d’Italia; et assicuri S. A. che si farà per lei in altre occasioni tutto quello che sarà possibile, sperando ch’ella sia per mantenersi ne’ buoni propositi et santi, con li quali acquisterà anco ogni dì gratie et favori maggiori del cielo. 3
Col rimedio ottenuto per far andare li canonici d’Aquileia alla sinodo saria stato gran servitio di Dio et della nostra vera religione di spingere anco il resto del clero,4come si fa communemente nelle diocesi di Brescia et Bergamo, di Feltre, Milano et di Mantua; ove li preti d’uno stato anco della Casa d’Austria vanno senza contraditione alcuna ove sono chiamati da vescovi; et così si conserva la religione et il buon ordine dell’armonia ecclesiastica, la quale costì viene discordata da gli oppresionati et malitiosi consegli de mali ministri, i quali tramano di veder andare le cose della nostra s. fede di mal’in peggio, sopraché V. S. non cessi di far capace S. A. acciò non si lasci ingannare da finti catolici o da fraudolenti heretici. 5
29Verrà con questa un breve per S. A. in materia de uscocchi,6la copia del quale insegnerà a V. S. l’offitio con che s’ha d’accompagnare per mantenimento delle gabelle ecclesiastiche, le quali se si perdono o diminuiscono, sarà con danno della propria Casa d’Austria perché a noi sarà tanto più difficile durare nelle spese; del medesimo si scrive anco all’imperatore. 7Ne altro ho che dirle con le presenti, se non che la prego a scusar anco me medesimo con S. A. se questa volta ho havuto poca ventura in sentirla; farò in altra occasione sempre ogni sforzo per suo servitio …
Fußnoten
- 1 G. Portia schrieb vielleicht am 28. September aus Graz, dass man sich wundert, dass italienische Truppen nach Ungarn und nicht in die Steiermark und Krain geschickt wurden: ASV, Fondo Borghese, serie III, 9 Bter, f. 27r.
- 2 Schreiben nicht vorhanden, wahrscheinlich wegen Hilfe für Ferdinand zur Türkenabwehr. Spanien soll 1595 dem Kaiser 300.000 fl und ein Drittel des angeblich auf 1.200.000 fl geschätzen Nachlasses von Erzbischof Gaspar de Quiroga von Toledo für den Türkenkrieg bewilligt haben: Khevenhüller, Tagebuch, S. 222, 225.
- 3 Siehe Nr. 32.
- 4 Siehe Nr. 22.
- 5 Der Papst und Wilhelm V. verdächtigten Graf Ambros von Thurn der Häresie: Stieve, Wittelsbacher Briefe I, S. 490–492.
- 6 ASV, Ep. ad Principes, Registra 27, f. 285v–287v.
- 7 Ebenda, f. 282r–285r, Breven vom 10. und 13. Oktober 1595 an Rudolf II.