Regest
Rückkehr der päpstlichen Soldaten. Noch keine Gelegenheit für Portia, nach Kärnten zu reisen. In Erwartung Sigismunds. Bevorstehender Landtag. Schwere Erkrankung des Grafen Hans Ambros von Thurn. Häretiker von Ämtern und Hof fernhalten. Jesuitenkolleg in Laibach. Durchzug der päpstlichen Kavallerie.
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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 17r–19r, Orig., P. S. eigenhändig
Brieftext
Il pensiero ch’io ho havuto continuamente di non lasciar partendo questi prencipi privi di qualche speranza ch’io ho dato a lor AA. nel negotio di Polonia, et l’essermi venuto occasione di tempo in tempo di promuover alcuna cosa in beneficio di questa povera gente che se n’è tornata di già in Italia, come m’ha rifferto il sig. Celso che fu qui meco di ritorno verso Vienna tre giorni sono, m’ha trattenuto sin hora che non sii andato in Carintia conforme al desiderio di mons. di Gurg,1et al bisogno di molti mesi sono; così hora l’aspettarsi da lor AA. in breve qui il sig. prencipe transilvano et con esso da me anco mons. di Cervia, 2mi trattiene che non parta prima che principii questa dieta, nella quale si come di già significai a V. S. Ill.ma non solo non penso che la mia presenza possa giovar ad alcuna cosa, non dovendosi ne potendosi trattar di materia di religione per rimettersi ogni cosa et questa in particolare, all’imperatore, ma riputerei, col parer anco d’altri, di maggior vantaggio il non truovarmici, et per la moltitudine et frequenza degl’heretici, et per le occasioni che essi potessero pigliar di dire o motteggiare per la mia persona, et per la residenza ch’io faccio appresso questi 59prencipi, il che sì come fu considerato già et approvato da V. S. Ill.ma, così non venendomi altra commissione o significatione in contrario procurerò di metter in effetto subito ch’io mi veda in tutto libero dagli sopradetti impedimenti et rispetti.
Ho fatto anco con questi Ser.mi gli officii che V. S. Ill.ma m’ha imposto non solo ringratiandoli della carità fatta usare verso la gente di S. S.tà, ma anco communicandoli quanto V. S. Ill.ma nelle sue letter m’accenna di considerare et dover procurare in ogni occasione tutto quello che può complire al servitio et alla grandezza della lor Ser.ma casa; di che l’un et l’altro le rimangan obligatissimi et mi committano ch’io all’incontro l’offerisca di continuo ciò che può venire et dipendere dalle lor persone in ogni conseguenza di servitio di V. S. Ill.ma.3
Il conte Ambrosio della Torre,4il qual è stato questi giorni per gravissima infermità vicinissimo al morire, ha dato segno di molta religione, pietà et penitenza, havendo egli stesso ne primi giorni della malatia dimandato confessore, poi la communione santissima, et finalmente l’oglio santo, delle quale cose essendo stato provisto con il mezzo et assistenza anco de padri giesuiti, ha spesse volte alla presenza delli prencipi et mia dimostrato constantissima et essemplar volontà et dispositione al ben morire, et in parole esortandolo io nel ponto che si credeva che poco doppo dovesse perder i sensi et la vita, a confidarsi nella misericordia di Dio et a consolarsi di tanta gratia che le faceva S. D. M.tà in concederle così buona disposizione, gli promisi che sì come mi truovava in qualche obligo di pregar Dio per l’anima sua, così havrei testificato al mondo et in particolare alla S.tà di N. S. la sua constanza et devotione in questo suo fine, di che ringratiandomi molto stringendomi et bacciandomi le mani disse, o, volse dir al meglio che puote che rendeva gratie a Dio benedetto di haversi dimostrato libero almeno appresso di me come servitore di S. S.tà di quell’imputatione che gli era stato data 5et che anche per questo moriva più consolato et volontieri sperando che almeno doppo la morte sarebbe stato restituto nell’opinion de S. B.ne et che n’havrebbe ricevuto la s.ma sua beneditione, la quale le promisi di procurar anche col mezzo di V. S. Ill.ma, alla quale ho voluto significar tutto questo per dirle che in questo accidente siamo rimasti tutti edificati delle buone rissolutioni che il sudetto conte ha fatto in questa occasione, et poi che doppo il settimo si vede megliorato con tutto ’l pericolo d’una posterna pettorale in età di sessant’ anni, tutti pensiamo esser miracolo che sene pos60sa liberare, ma liberandosi si spera che debba esser in servitio della religione et di questi prencipi molto più atto di quello che sia mai stato, truovandosi massime molto obligato con la nostra religione per le cose che ha fatto et detto in questa infermità, il che se sarà, si potrà riputar un gran vantaggio, poiché egli è huomo che vale per il gran ingegno et per la molta sperienza ch’ha di queste provincie, 6et non potrà esser inutile anch’ in servitio di negotii di S. S.tà sì come è stato utilissimo in alcuni, ne quali mi son valso di lui, et in parole in quello dell’ecc.mo generale et del passaggio della gente, sì come feci saper a V. S. Ill.ma con il mezzo del canonico Regini.
Il sig. duca di Baviera ha mandato questi giorni un suo consigliero7a questi Ser.mi per sodisfar all’intentione et volontà di S. B.ne nel particolare de segretari et ministri heretici et politici da non admettersi in questa corte et servitio, 8et havendo havuto questo medesimo in commissione di trattar meco con lettere credentiali, si è fatto l’officio di concerto, et spero che tutto quello ch’egli ha trattato in conformità di quello che havevo principiato, sarà con qualche profitto, con tutto che si giudichi che convenga passar senza molte novità questo tempo che rimane alla età et libertà dell’arciduca, senza però lasciar seguir alcun pregiudicio et facendo diligenza et provisione in tanto di truovar buone et più idonee persone all’assistenza et servitio di questo prencipe, almeno per quel tempo.
Con quest’ordinario si manda anco al canonico Regini ordine di pregar V. S. Ill.ma a favorir la confirmatione del negotio di Lubiana et suo collegio di che per nome anco di questi Ser.mi io son tenuto a supplicarla d’ogni favore et gratia possibile, et in parole per la più breve et facile espeditione che si potrà ottinere dalla benignità di S. B.ne9…
(P.S.): Tengo ordine dall’ecc.mo generale di procurar commissarii et provisioni per il passaggio della cavalleria, la quale si havrà a divider in due troppe, et così esseguerò con ogni diligenza et sollecitudine possibile.10Con essa credo che verrà anche mons. Amalteo che me ne scrive dicendo di pensar di passar di qua per presentar un breve 11et far riverenza a questo Ser.mo. Del sig. prencipe transilvano non ho altro avviso né parole di più, solo che s’intende che è passato per Cassovia verso Moravia, et qui se aspetta 61con grandissimo desiderio. 12Il resto se degnerà V. S. Ill.ma di vedere ne fogli alligati …
Fußnoten
- 1 Siehe Nr. 55.
- 2 Siehe Nr. 56, 63.
- 3 Siehe Nr. 51.
- 4 Hans Ambros von Thurn, Geheimer Rat, Obersthofmeister: Andritsch, S. 80.
- 5 Wurde vom Papst der Häresie verdächtigt: Stieve, Wittelsbacher Briefe I, S..490– 492.
- 6 A. Thurn hatte Jus studiert und war sprachgewandt: Andritsch, S. 80.
- 7 Wahrscheinlich Joachim Donnersberg: Stieve, Wittelsbacher Briefe II, S. 173 f..
- 8 Diesbezügliche Breven an Ferdinand und Maria vom 25. November 1595: ASV, Ep. ad Principes, Registra 27, f. 348r–351r.
- 9 Regini wurde vom Papst empfangen und angehört. Er solle Maria darüber mündlich berichten: ASV, Ep. ad Principes, Registra 28, f. 91rv; siehe Nr. 43.
- 10 Der Rückzug der päpstlichen Kavallerie erfolgte ohne Probleme: Nr. 61.
- 11 Vielleicht dem Kriegskommissar Amalteo anvertraute Breven vom 25. November 1595 für Ferdinand und Maria: ASV, Ep. ad Principes, Registra 27, f. 352r–353r.
- 12 Siehe Nr. 56, 81 A 1.