Briefnr. 81

Portia an C. Aldobrandini - Graz, 1596 März 18

Band 4

Regest

Rückkehr Sigismunds nach Siebenbürgen; wünscht ihm Hilfe von christlichen Fürsten. Zur Verteidigung der kroatischen Grenze fremde, vor allem päpstliche Hilfe dringend notwendig. Streng geheime Vorbereitungen für Sturm auf Klis/Clissa. Probleme zwischen Bischof von Laibach und Patriarch von Aquileia. Chiemsee – Salzburg.


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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 50r–52rv, Orig.


Intenderà V. S. Ill.ma con quest’ordinario per lettere di Praga, di Vienna et di qua la cagione della subita partita del sig. prencipe transilvano verso la sua provincia,1nella quale quanto più si pensa tanto più si truova da ramaricarsi, parendo che si cominci a verificare quelle sospicioni che si son havute per il passato; 2et benché sia più d’haver paura che il rimedio de trattamenti et accordi sia tardo, 3che speranza che possi venir a tempo, nondimeno s’aspetta con grandissimo affetto et desiderio di udir qualche sforzo di prencipi christiani per l’amor et honor di Dio a non lasciar tanto miseramente andar in rovina così buon prencipe, et così gran riparo della christianità et perché mi persuado che l’ecc.mo generale scriverà a lungo in questa materia, 4et sopra gl’avvisi particolari che s’hanno di Transilvania mi rimetterò a quello ch’io scrissi la settimana passata, 5aggiungendo anco 89(poiché così vogliono, instano et importunano questi prencipi che io scriva) che appartenendo la diffesa de confini di Croatia all’imperatore principalmente et poi a questo arciduca, perché così S. M.tà ne lo incarica et non altrimenti, non si vede modo da poterli quasi mantenere nonché defendere senza altri aiuti et particolarmente di S. S.tà essendosi mancamento continuo di danari, di munitione, di vettovaglie et abbandonando gli soldati per necessità della fame quasi tutti i presidii et particolarmente Petrina che hoggi dì è il primo propugnaculo che habbin a quella parte, et in somma mancando in tutto gl’aiuti dell’imperatore et dell’Imperio, et non potendo queste provincie supplir a tutti i luoghi di questi confini. Non ho io però mancato di narrar tutte le cause, per le quali a S. B.ne è per esser difficile et fors’impossibile a supplir in tante parti, et in somma non ho lasciato di far ogn’opera perché non m’incaricassero et obbligassero a scriver più in questa materia, ma vedendo la cosa tanto fissa nella mente de prencipi, i quali hanno dimostrato spesse volte pensiero di mandar per questo effetto alcuno a piedi di S. S.tà, 6sì come fecero trattare anco con l’ecc.mo generale in Possonia, 7et dubitando che non segua finalmente un disordine, cioè che si faccia anco in questa parte qualche gran perdita, conforme al pericolo che mi narrano, mi è convenuto doppo molte instanze lasciarmi ridurre a ricever un memoriale per inviarlo a V. S. Ill.ma di che si son convenentemente contentati, assicurandosi dell’affetion di lei et di quella di S. B.ne tanto che non le pare di poter esser abbandonati in questa necessità aggiungendo che dandosi aiuti ad altri prencipi et all’imperatore in particolare che le pare giusto, conveniente et necessarissimo per infinite ragioni altre volte scritte et addotte, che sia communicato et inviato a proportione la sua parte anco a questi confini, i quali oltr’all’esser tanto mal tenuti come si sa, et tant’importanti com’ogn’un intende, non devan esser manco raccomandati alla protettione di S. B.ne et de prencipi d’Italia, poiché son anche congiunti con l’interesse et sicurezza d’un prencipe che non cede ad alcun altro in devotione et affetto verso S. S.tà et cotesta b.ma Sede.

È arrivato anco nuovamente qui quel fra Giorgio della Bossena dell’ordine dell’osservanza di S. Francesco, il qual fu l’anno passato in Roma, et ottenne certo breve di facoltà per giovar et aiutar l’anime di quei popoli di captività; et è in camino come m’ha detto di passar a Praga et vedere di sollecitar qualche rissolutione nel proposito di que trattati di Clessa et della sollevatione di que paesi; affermandomi in secreto grandissimo che ogni cosa 90è all’ordine et preparata, non desiderandosi ne aspettandosi altro che l’arrivo di alcun buon capitano che indrizzi quegl’affari co ’l nome et stendardo di S. M.tà essendo di già quei christiani secretamente armati et ordinati con ottime provisioni et intelligenze. In somma egli parla con un altro suo compagno assai rissolutamente et certamente in questo negotio, et nominano in parole il sig. Lencoviz, il quale è capitano di gran ardire et azardo, ma ad una carica simile, nella quale al creder mio si richiederia esperienza politica congiunta con la militare, dubito se sarà sofficiente, essendo il sig. Lencoviz 8sudetto di età di 33 anni incirca, et tale che non vide mai altra guerra, né altro modo di guerreggiar che quello delle scorrerie di Carolstatt; con tutto ciò si dice che sarà luocotenente generale del marchese di Burgau 9che commanderà a tutti questi confini di S. M.tà, et forsi si leverà il sig. Ecchenberg soldato et collonel vecchio di Fiandra della scuola del duca d’Alva, del sig. Don Giovanni d’Austria, et del duca di Parma, per mandarlo in Ongheria, dove non farà la metà del profitto che farebbe in queste parti, il che dispiace a questi prencipi et rincresce incredibilmente vedendo che la M.tà dell’imperatore leva di qua buoni, per scaricarsi forsi di quelli, de quali non si può servire altrove. Io ho avvertito questi frati ad andar cauti et solleciti di non incontrar nella barbarie de turchi et correr rischio di morir gran parte di loro senza alcun profitto, di che loro non dubitano et m’accertano che i turchi non son informati né avvertiti di questi affari, con tutto che sene sia parlato tanto et da tanti fuori di quel paese.

Nel particolare del vescovo di Lubiana et di mons. patriarcha d’Aquileia scuopro difficoltà di continuo maggiore, et sin tanto che non s’intende il modo che vuol tenere mons. patriarca nel suo concilio provinciale,10non spero di poter far molto avanzo, ma intendendosi et mandandone S. S. Rev.ma qua informatione si potrà sperare alcuna cosa di più, massime con l’essempio de gl’altri vescovi, et particolarmente del tridentino et altri se ne saran simili.

Intendo l’arrivo di mons. di Chiems in un luoco vicino a Salsburg otto leghe, di dove haveva mandato alcune lettere di Roma et sue a mons. arcivescovo, il qual non gl’haveva però dato altra risposta che un recepisse, all’uso di Germania, con dir che havrebbe poi mandato le risposte a Roma.11Hora si dice che l’arcivescovo è mal contento perché credeva, come haveva fatto pubblicare, che il vescovo dovesse rinonciare et hora intende dirsi dal 91vescovo che ha ordine di non rinonciare il vescovato in modo alcuno. Che è quanto m’occorre di significar a V. S. Ill.ma con le presenti …


Fußnoten

  • 1 Sigismund brach am 4. März von Prag auf, war dann vom 11. bis zum 13. März in Wien; auf der Weiterreise nach Graz erführ er von Unruhen in Siebenbürgen und eilte sofort heim: Veress, Carrillo, S. 186–187. 
  • 2 Sigismund galt als unzuverlässig, Abdankung oder Frieden mit den Türken schienen möglich: Jorga III, S. 313; Szilas, Carrillo, IX f, 71, 91 f., 96. 
  • 3 Der Kaiser bewilligte ihm 6.000 Mann und 105.000 Taler: Jačov, S. 136. 
  • 4 G. F. Aldobrandini war damals in Prag: Hirn, Maximilian I, S. 40 A 2. 
  • 5 Nr. 77. 
  • 6 Zum Beispiel 1581 Bischof Chr. A. Spaur und 1592 Hans Kobenzl: Rainer, Legationen, S. 309 ff.; Pastor XI, S. 220 f. 
  • 7 G. F. Aldobrandini war im Spätherbst 1595 in Pressburg und begab sich Ende des Jahres nach Wien und Prag: Mathaus-Voltolini, S. 417 f. 
  • 8 Siehe Nr. 66, 95, 96. 
  • 9 Das Kommando erhielt Erzherzog Maximilian: Hirn, Maximilian I, S. 43–45. 
  • 10 Das Konzil fand im Oktober 1596 statt. Der Bischof von Laibach nahm nicht daran teil und berief sich auf seine unmittelbare Unterstellung unter den Heiligen Stuhl: Paschini II, S. 407, 419 A 10; siehe Nr. 70. 
  • 11 Siehe Nr. 28; diesbezügliches Breve vom 27. Juli 1596: Nr. 144.