Briefnr. 116

Portia an C. Aldobrandini - Graz, 1596 Juni 10

Band 4

Regest

Rückkehr Erzherzog Ferdinands von der Grenzinspektion in Slawonien und Ungarn. Große Mängel bei Festungen im Abschnitt Kanizsa. Ferdinand gegen Meinung der Räte bereit, zum Heere zu gehen. Einführung der in Frankreich und Flandern sowie von Graf Mansfeld praktizierten Sicherungen und Abschaffung der von deutschen und ungarischen Hauptleuten geduldeten Disziplinlosigkeit.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 77r–78r, Orig.


Doppo ’l ritorno di questo ser.mo arciduca dai confini di Schiavonia et Ungaria1ho havuto occasione di trattar seco sopra questo suo viaggio et di confermarlo in quella volontà ch’egli dimostra et che grandemente le conviene verso le cose della guerra; et da tutti gli propositi che son passati ho sottratto in sostanza, et principalmente che quella parte verso Canisa è molto mal fornita, et che in particolare quella fortezza non è né fortificata né munita come sarebbe necessario per così importante piazza, 2la perdita della quale darebbe il passo libero al Turco verso Austria sin’a Vienna, et verso Stiria sin a Graz; che il restante de luoghi, che son tutti piccoli et di poco recinto, possano per la lor qualità dirsi convenientemente guardati, essendovi gente a sufficienza, la maggior parte procurate et pagate da queste provincie di quest’arciduca, il quale m’ha detto in fine che vuol significar ogni cosa diligentemente a S. M.tà perché ordini et commandi qualche provisione megliore, et particolarmente in quello che appartiene a Canisa poiché quella piazza vien regolata et proveduta dal conseglio di guerra et ministri dell’imperatore residenti in Vienna. 3Quanto alla inclinatione et dispositione de S. A. a quest’essercitio della guerra posso assicurar S. B.ne et V. S. Ill.ma come altre volte ho anco scritto che non si potrebbe desiderar in lui né la maggiore né la migliore, et s’egli havesse persone del mestiero ver132sate et che lo potessero introdurre et assicurare da certi dubii che le fanno et propongono alcuni de conseglieri, ardirei di prometter a V. S. Ill.ma anco che di nuovo uscirebbe et assisterebbe all’imprese che si dovessero fare in quella parte; et il prencipe stesso trattandone io seco con quegl’argomenti che mi parevano convenienti ad animarlo, m’ha detto che egli non havrebbe altro desiderio che affaticar la propria persona in quest’essercitio, con tutto che gli conseglieri le dichino che sarebbe difficoltà nel provederlo delle cose necessarie et particolarmente de vettovaglie et che con la presenza di sua persona s’impedirebbono anco una parte de soldati, i quali non potrebbono far così frequentemente delle scorrerie come è lor uso, impediti nell’accompagnar il prencipe et custodirlo insieme, nel che io non ho molta difficoltà sì perché il principe non havrebbe animo né dovrebbe per ragione condur molta gente inutile, come è solito di alcuni prencipi, quando escono in campagna, come anco perché pochi cavalli et fanti basterebbono a custodirlo, quando ci fosse un buon capitano prattico et versato in far gl’allogiamenti come è l’uso di Francia et Fiandra, et come soleva far il conte di Mansfelt, 4trincierandosi ne quartieri et custodendoli con le sentinelle et non con la moltitudine disordinata come è l’uso de capitani alemanni et ungari di queste parti. In somma tutta la difficoltà si riduce nell’ordine et nella disciplina et se ci fosse persona che sapesse introdurre questi termini haveressimo questo prencipe soldato in pochissimo tempo et con gran profitto di questi confini verso i quali hora si scuopriranno difficoltà maggiori et S. M.tà rimette qua molte cose, alle quali non bastano l’arciduca né i suoi conseglieri, né meno i capitani et principalmente forsi perché non hanno quell’uso né quella prattica degl’accidenti di guerra che converrebbe nel che rimettendomi a quel ch’io ho considerato et scritto altre volte a V. S. Ill.ma …


Fußnoten

  • 1 Siehe Nr. 104, 110. 
  • 2 Der wegen der Übergabe Kanizsas angeklagte G. Paradeiser schildert in seiner Verteidigungsschrift detailliert die Festung: Cerwinka, S 492 f. 
  • 3 Obwohl Kanizsa zu der dem Kaiser unmittelbar unterstellten ungarischen Grenze gehörte, wurde es wesentlich von Innerösterreich versorgt: Hurter IV, S. 348 ff. 
  • 4 Graf Karl von Mansfeld ist kurz nach der Eroberung von Esztergom/Gran am 14. August 1595 gestorben: Jačov, S. 123 f.