Regest
Ferdinand unglücklich über Versagen bei Klis/Clissa. Sendung von Cesare Porta. Hoffnung auf Unterstützung aus Ancona. Ein von Lenković geschickter Soldat brachte Nachricht von Verlusten und dem von kaiserlichen Kommissaren, beutegierigen Dalmatinern und Bertucci verursachten Chaos. Mitschuld Lenkovićs, der nicht wie A. Farnese oder Mansfeld gehandelt hat. Angeblich setzte sich Lenković mit 300 zur Bewachung der Lebensmittelschiffe eingeteilten Soldaten nach Trau ab. Nachrichten darüber sofort 133nach Rom und an den Kaiser abgeschickt. Soeben Kurier aus Senj/Zengg mit Nachricht vom Fall von Klis/Clissa eingetroffen.
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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 81r–83r, Orig., P. S. eigenhändig
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- Druck: Horvat, S. 126–128.
Brieftext
L’infelice successo seguito ultimamente nel dar il soccorso agl’assediati di Clissa ha così addolorato questo prencipe et questa corte che non si potrebbe con molte parole esprimerlo; non si è però tralasciato diligenza né termine alcuno col quale si possa mantener l’animo al general Lencoviz rimasto con pochi soldati et la speranza di nuovo soccorso agl’assediati et di già son stati espediti due corrieri a quella parte per far nuove provisioni et heri fu anco mandato di qua il capitano Cesare Porta da Rimini, il quale oltr’all’esser buon soldato è anco molto prattico della navigatione del golfo, et anco del territorio di Clissa;1ma insomma tutta la confidenza che s’ha qui è ridotta in qualche soccorso che potesse venir d’Ancona o di qualche luoco vicino poiché veramente qui mancano i soldati, massime per inviarsi a quelle parti, alle quali gl’alemanni non sarebbon a proposito né meno i scocchi, come tante volte io ho detto, et hora si è veduto in pruova; et di questo intendo che l’arciduca ne habbi scritto a S. B.ne con l’occasione del sudetto capitano in evento però che convenisse ch’egli arrivasse sin a Roma. 2
Di questo accidente non si ha raguaglio né certezza in lettere, ma solo si ha una credentiale del Lencoviz, il quale ha espedito un suo soldato all’arciduca con l’avviso della perdita de suoi soldati, et del disordine avvenuto, come egli dice, per diffetto de dalmatini, i quali non hanno voluto assalir i turchi di notte com’egli haveva proposto, ma di giorno com’ han’ fatto; di più che l’esser stati i medesimi troppo intenti a voler depredar le bagaglie ch’eran rimaste de turchi che fuggivano o mostravano di fuggire, gl’ha causata la disgratia; et finalmente che essendosi trovati tanti comissarii di S. M.tà con diverse patenti, et in particolare del cavallier Bertucci3che voleva esser il principale ha causato anco grandemente disordine.
Ma si potrebbe anco dire che il generale Lencoviz sopradetto haveva havuto ordine di soccorrere nel meglior modo che si poteva quella fortezza et non di rischiarsi a combattere massime con tanto disvantaggio vigente di numero, di sito, di luogo, di armi, di ritirata et finalmente con pericolo della perdita del luoco (per il quale si era fatta la provisione) et di pessima conseguenza ancora per questi confini, a quali se il Turco venisse poco doppo vittorioso, come si sta in grandissimo pericolo, ci sarebbe da temere 134et sospirare de danni molto maggiori. Questo accresce il diffetto al parer mio, per ragion di guerra che il sudetto Lencoviz era di già entrato, come s’intende, nella fortezza con 600 fanti et con 40 cavalli per la condotta di parte della monitione et che non habbi pensato di darle l’intero soccorso prima che porsi al pericolo del combattere, essendo così stato usato di fare da tutti capitani d’esperienza in simil occasioni; così ho veduto io stesso osservarsi dal sig. duca di Parma nel soccorso di Parigi et di Roano, 4ne qual’ sempre fuggì l’occasione di combattere, ma atteso solo a dare il conveniente soccorso per il quale era venuto. Questo però è il modo di guerreggiar a questi confini, né si può negare che per il più si opera con temerità et non ragione, et forsi solo perché le soglian succeder bene anco certe cose fatte all’improviso et senza molta consideratione, per le quali questi capitani si mal costumano, et se non si corregeranno, overo se non si troveranno persone da commando più sicure et prattiche così in queste parti com’in Ungaria voglia Dio che non si sentano troppo spesso di queste nuove; il che ho inteso anco dirsi da buon huomeni et ben prattici bisognare al sig. prencipe transilvano, il quale se ben ha il capitano di Lippa che è buono et valoroso soldato, tutto stroppiato però dalla podagra, niente dimeno se havesse incontro di qualch’esperto capitano de turchi et d’una mano di soldati Gianizzeri ci potrebbe esser delle difficoltà et del pericolo; perché il sudetto prencipe non ha molti veterani, né molti in che fidarsi nell’ambiguità degl’accidenti et de pericoli, il che credendo che sia assai noto a V. S. Ill.ma, basterà ch’io habbi aggiunto anco questo per occasione del presente accidente; nel quale son morti de buoni soldati, et molti che meritavano meglior fortuna et condotta, come si scrive d’un certo giovane marchese di Termini di Puglia 5, il qual è stato ammazzato con tutta la sua compagnia; il medesimo vien affermato del cavallier Bertucci et di diversi altri italiani ch’eran andati volontieri per questa occasione, dicendosi anco ch’il Lencoviz si sia con difficoltà grande salvato alla marina di Trau, con circa 300 fanti che si trovano alla diffesa delle barche et vettovaglie.
Che è quanto s’è inteso et detto qui di questo fatto con aggiungersi che subito doppo si partisse anco una fregata per Ancona perché la nuova fosse mandata a Roma, sì come di qua è stata ancora subito significata alla M.tà dell’imperatore, la quale potrebbe hora far qualche meglior rissolutione di quello che si sia fatto per il passato, essendo certissimo che da queste parti non si potrà mai soccorrere et meno mantenere quella fortezza, ma bene far 135delle diversioni che apporteranno vantaggio et profitto conveniente, et chi crederà altrimenti si troverà ingannato, come son rimasti molti che hanno creduto che il sig. Lencoviz con quella gente potesse far le facende che si son promessi tra lor stessi, particolarmente in Praga, dove aspettavano con tanto desiderio d’intendere il successo …
(P.S.): Nell’espedire delle lettere per quest’ordinario è giunto un corriere da Segna espedito dal generale Lencoviz con l’avviso della perdita di Clissa, la quale è stata resa a turchi all’ultimo del passato. Ho fatto cavare dalle lettere ch’egli scrive a S. M.tà et a questo arciduca alcuni particolari più importanti et con queste gl’invio a V. S. Ill.ma, alla quale non potrei mai esprimere il dolore et il dispiacere che ho sentito di questa gran perdita et della povertà di conseglio et rissolutione che si trova in quel luoco dove V. S. Ill.ma sa che si aspettava di sentir il successo del generale Lencoviz, al quale è stato et è troppo creduto in questa professione; persuadendomi che né il duca di Parma né il conte di Mansfelt, né alcun buon capitano né bravo per securo che fosse stato, havrebbe mai ardito con tanti disvantaggi mettersi a quest’impresa, nella quale era meglio non impacciarsi che trattarla così imprudentemente al giudicio mio. Et a questi confini si sentirà il danno, dove non si ha generale, se non il sudetto Lencoviz, et un suo simile, et emuli tra di loro. Et il Turco vittorioso havrà più gente, più animo et più gagliardi effetti, con danno et pregiuditio di tutta l’altra impresa. Dio voglia che non sia et di nuovo in benigna gratia et protettione di V. S. Ill.ma mi raccomando …
Fußnoten
- 1 Siehe Nr. 100, 115, 126, 132.
- 2 Siehe Nr. 147.
- 3 Siehe Nr. 66 A 9.
- 4 Alessandro Farnese entsetzte 1590, von den Niederlanden kommend, die von Heinrich IV. belagerten Städte Paris und Rouen. 1589/90 war G. Portia in Frankreich: Pastor X, S. 240 ff.; Rainer, GN III, S. XIII; BHStA, Kasten schwarz, 7360, f. 1r.
- 5 Vielleicht gemeint Termoli (heute Region Molise).