Regest
Probleme in der Diözese Aquileia, Villacher Handel. Schreiben allein nützt nichts, persönlicher Einsatz nötig. Bevorstehender Auszug Maximilians aus Wien verzögert, weil angeblich noch kein Geld vom Kaiser eingetroffen ist und Westernach mit 30.000 Talern vom Deutschen Orden erwartet wird. Befürwortet Bitte des Bischofs von Laibach, unabkömmlich als Statthalter Innerösterreichs und fußkrank, um Erlaubnis zur Sendung eines Vertreters für Liminabesuch.
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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 99r–101r, Orig., P. S. eigenhändig
Brieftext
Havendo io scritto a V. S. Ill.ma la settimana passata molto a lungo circa i negotii di mons. rev.mo patriarca d’Aquileia, et della sua diocesi,1non mi resta di aggiunger altro, per corrisponder al mio debito et a quello ch’ella mi impone ultimamente nelle sue de 29 del passato, 2se non ch’io ho fatto et farò tutti quegl’officii che si richiedono et che mi saran possibili per servire et aiutare in questa corte et appresso questo Ser.mo tutti quegli’affari; et in particolare perché sia commesso al conte d’Ortemburg 3che gli protegghi et favorischi in ogni occorrenza; dicendo però in conformità di quanto ho altre volte scritto che per tutti gl’officii et diligenze che si faccino con lettere, a me pare che non risponda il frutto negl’effetti, non 160essendoci persona che solleciti ne luoghi dove converrebbe per l’essecutione delle commissioni che si ottengono da me, et forsi da altri ancora. Et a me parerebbe necessario che l’arcidiacono o commissario patriarcale che ha o deve havere la cura di Villacco et di quel distretto, 4sollecitasse egl’appresso il vicedomo di Bamberga et il conte di Ortemburg, il quale è obligato et ne ha commissione come servitore di questo arciduca et capitano in Carinthia di favorire et aiutare quel negotio, ma se questi signori non son richieduti et sollecitati a suo tempo, l’occasioni passano, et quello che s’impetra riesce senza profitto: et per il medesimo rispetto, credo che sia anco avvenuto che non si sia potuto mai cavar altra rissolutione di Praga, poiché doppo quella informatione favorabile ch’io ottenni già che si mandasse di qua a quella corte, non si è mai fatto altro officio che con lettere, et gl’avversarii vanno et mandano persone continuamente per questi effetti; 5né gli servitori et ministri di S. B.ne possono per l’ordinario altro che impedire che non si faccino certi enormi pregiudicii, et ottenere lettere et commissioni, le quali se non sono sollecitate poi dagl’interessati, avvengono mille impedimenti a noi ascosti et traversi, per i quali non si può venir mai ad un fine, et per questo al creder mio la sudetta causa è rimasta sin hora indecisa et anco con tante difficoltà et pericoli; non potendosi dubitare della sollecitudine et zelo di mons. rev.mo di Cremona, né molto meno dire che mons. patriarca non habbi ricevuto tutti quei suffragii che ha saputo desiderare da questa corte; con tutto ciò farò io sempre la parte mia, quanto mi sarà mai possibile, et m’affaticherò di portar et trar questo peso, come se ciascuno facesse la parte sua et m’aiutasse; né mi guarderò mai a dietro, né a quello che altri non faccino o mirino, et questo per quello ch’io mi conosco tenuto per termine d’obbedienza et obligatione a i commandamenti di S. B.ne et di V. S. Ill.ma.
Ne particolari di Ongheria et dell’espeditione et uscita in campagna del Ser.mo Massimigliano non si sente in questi contorni cosa di molto momento, né meno molto buona;6solo che dovria uscire quell’A. circa gli 15 o 20 di questo mese, standosi però in consulta et senza rissolutione ancora di quello che s’habbia a fare, dubitandosi della venuta dell’essercito del Turco, nel qual caso non sanno quello che s’habbi a fare o possi rissolvere l’essercito imperiale, il quale dicono che rimanendo accampato in pianura, saria destrutto dal turchesco, poiché marciando questo in forma di mezza luna circonderebbe et stringerebbe l’altro, come si farebbe o direbbe per essempio 161con una forfice; il pigliar poi i posti dei colli, et de luoghi più forti, per non godere del beneficio et avvantaggio del Danubio, sarà per esser agl’imperiali molto pericoloso, et a questo il Turco non sarà tardo se ve lo potrà indurre, come suol sempre procurare di fare, per metterlo in necessità di viveri et dell’acqua; et per questo scrivono alcuni più intimi che si sia per campeggiare vicino a Strigonia et venendo i turchi ritirarsi poi a Comar 7che però è tenuto anco per molto difficile partito, rispetto alla vicinanza di Javerino, 8et d’altri luoghi che daranno spalle, animo et forza ai turchi, et son pochi che credono che l’arciduca in questo caso sia per star fuori di Vienna; però piacesse a Dio che havessero per il passato proveduto meglio a quello che hora son forzati di pensare et che havessero procurato di havere più soldati vecchi et meglior capitani che non hanno, perché senza dubio non si sarebbe in queste difficoltà né forsi in questi pericoli; ne quali ci troviamo la difficoltà et la ragione perché l’arciduca Massimigliano sudetto non si parta di Vienna, come vien scritto da buona parte, è perché l’imperatore non gli ha dato né mandato mai danari per questa espeditione per il che le convien’ aspettar anco il sig. di Vesternoch 9suo luocotenente nel gran maestrato teutonico che le porti 30 mila taleri in contanti, 10senza i quali non potrà, come si dice, mai partire, et così per questi et simil mancamenti si perde il tempo, l’opportunità et la riputatione dell’imprese, et della guerra insieme.
Il vescovo di Lubiana si è accorto solamente questi giorni d’esser incorso nella bolla della s. memoria di Sisto quinto de visitandis liminibus;11et perché egli si trova qui occupato in officio et carica molto importante per servitio di questo prencipe, massime per la occasione della dieta vicina, 12oltre che le sarebbe quasi impossibile per una certa sua indispositione nelle gambe far sì lungo viaggio, et venir in persona a sodisfar a questo debito, supplica per tanto a S. B.ne et a V. S. Ill.ma che interceda et impetri perché possi effettuare questo con mandar alcuno per suo nome; et io conoscendo che al prencipe tornerebbe molto incommodo et fors’anco pregiuditio questa sua absenza et insieme l’impedimento della sua indispositione, confi162do di raccommandarlo anco a V. S. Ill.ma come faccio ancora per maggiormente obligarlo ne servitii di N. S. et di tutto quello che si può appartenere all’honore di cotesta S. Sede et diffesa della nostra s. et catolica religione …
(P.S.): Di Transilvania non si hanno lettere di mons. nuntio come V. S. Ill.ma havrà veduto, di già per tre settimane; quello ch’io ho potuto sapere da questi Se.rmi et da suoi ministri, sarà nel foglio ordinario. Invio anco alcune lettere a M. Capponi13di suo fratello che si truova nel campo del S. prencipe, dalle quali V. S. Ill.ma potrà intendere la sostanza et la somma del seguito sotto Themesvar, essendo l’ultime de 26 del passato scritte sotto Lippa, se ben mi ricordo. Et mi son capitate nel punto di espedir le lettere per l’ordinario di Venezia. Mi sovviene di aggiungere che sempre ch’invio lettere per il P. Generale de Jesuiti V. S. Ill.ma si può far comunicare le nuove che le vengan date da suoi di qua, i quali sanno alcune volte buoni particolari et degni et per questo le ricevo et l’invio anco più volontieri.
Ho fatto replicare l’ordine et la commissione al S. conte d’Ortemburg nel particolare di Vilacco. Et la lettera dell’arciduca si manderà questa sera con le altre commissioni che s’inviano in Carintia. Ma sarebbe molto meglio che ci fosse persona che la presentasse et la sollecitasse poi, come ho considerato di sopra, et ogni ecclesiastico di qua, per mediocremente versato che fosse, sarebbe sufficiente ad un simil officio …
Fußnoten
- 1 Nr. 130.
- 2 Nr. 124, 125 A 3, 125 A 5.
- 3 Nr. 126 A 5.
- 4 Emmerich Molitor, Archidiakon von Oberkärnten: Koller-Neumann, Gegenreformation S. 46, 81.
- 5 Karl Ungnad: Siehe Nr. 130 A 10.
- 6 Maximilian war seit 18. Juni in Wien, wo er mit seinem Bruder Matthias Kompetenzen regelte und den Feldzug vorbereitete, am 26. Juli war er in Pressburg: Hirn, Maximilian I, S. 43, 46; Noflatscher, Maximilian, S. 326 f.
- 7 Komorn, Festung an der Mündung der Waag in die Donau in der Südslowakei gelegen, heute zwischen Slowakei (Komárno) und Ungarn (Komárom) geteilt.
- 8 Raab/Győr, lat. Jaurinum, ital. Javarino oder Giavarino. Festung an der Mündung der Raab in einen Seitenarm der Donau im westlichen Ungarn gelegen.
- 9 Johann Eustach Westernach, Deutschordensstatthalter in Mergentheim, kaiserlicher Kommissar: Noflatscher, Maximilian, S. 186; Jaitner, Hauptinstruktionen, S. 52, A 38.
- 10 Wahrscheinlich viel zu hoch angesetzt: Noflatscher, Maximilian, S. 182.
- 11 Die Bulle vom 20. Dezember 1585 sieht bei Nichterfüllung des Liminabesuches Suspension und Verlust von Einkünften vor: Pastor X, S. 101 ff.; siehe Nr. 142.
- 12 Johann Tautscher war Statthalter von Innerösterreich: Thiel, S. 205.
- 13 Neri Capponi (1577–1650) war der Schatzmeister Giovanni Francesco Aldobrandinis, er begleiteten diesen auf seinem Feldzug nach Kanisza. Ich danke Mag. Elisabeth Zingerle für die Auskunft.